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Wolfenstein: The New Order Recensione » Xbox One
7.5/10

Che cosa sarebbe successo se i Nazisti avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale? Che cosa sarebbe accaduto all’umanità, ridotta in ginocchio da macchine-soldato create appositamente da Hitler e dai suoi per continuare la sua ricerca ossessiva verso la razza ariana? Beh, sicuramente avremmo avuto un William Blazkowicz pronto a prendere le redini di un manipolo di uomini e lanciarsi all’impazzata contro il nemico riportando la libertà sul Pianeta Terra.

Questa, in sostanza, la domanda che sta dietro il nuovo titolo Bethesda firmato dallo studio svedese MachineGames al suo esordio videoludico autonomo. Stiamo parlando di Wolfenstein: The New Order, snobbato – in alcuni casi – dalla stampa fino alla sua uscita. Vediamo, dunque, di cosa si tratta.

Di nuovo Wolfenstein?!

Al suo annuncio, in molti non hanno scommesso sul reboot di Wolfenstein pensato e sviluppato per console di vecchia e nuova generazione e per sistemi Windows PC. Forse per il suo stile retro – a livello di meccaniche di gioco – o forse per altri oscuri motivi, Wolfenstein: The New Order è rimasto rinchiuso negli stereotipi di un gioco appartenente ad oltre 20 anni fa ed ora, dopo la sua uscita, si prende la rivincita che merita. In fondo è un po’ la storia di William Blazkowicz, un vero e proprio sergente di ferro che dopo essere rimasto per anni sospeso tra la vita e la morte torna negli anni ’60 e si prende la rivincita che gli spetta.

Corri Blazkowicz, corri!

Wolfenstein

Contrariamente a ciò cui siamo abituati, Wolfenstein: The New Order è uno sparatutto in prima persona davvero vecchio stile. Fin dalle prime battute, infatti, ci si rende conto che torna a farsi sentire la necessità dello strafe laterale e che ogni livello è una frenetica corsa verso l’obiettivo cercando di fare fuori qualsiasi cosa si muova. Dimenticate i tatticismi e tutto il resto: poco stealth ben utilizzato e tanta, tanta azione in puro stile sparatutto “di una volta”: questo è ciò di cui bisogna armarsi giocando il titolo MachineGames.

Ma se la freneticità è un punto cardine di questo reboot, MachineGames, per fortuna, non si ì limitata a questo ma, proprio attorno a ciò, ha costruito una impalcatura solida che rende il nuovo Wolfenstein adatto a tutti e molto variegato. Così, proprio l’introduzione dello stealth forzato in alcuni momenti è un dolce variare alle corse forsennate cui dovremo abituarci. Un modo, insomma, per prendere fiato, riordinare le idee e riaccendere il cervello per trovare il modo migliore, in silenzio, di avanzare nel livello proposto.

Il sistema di scelta dell’arma aiuta anche in questo caso: MachineGames, grazie alla classica ruota per la scelta, mette a disposizione armi per spaccare letteralmente tutto ciò che ci sta intorno ed armi meno rumorose come pistole silenziate e coltelli per uccisioni alle spalle. In questo nostro uccidere Nazisti a destra a manca, inoltre, ci viene incontro anche una IA non sempre brillante che funziona un po’ a zone. Ogni guardia ha un suo raggio di azione che se invaso la mette in allerta. Basta, però, uscire da quest’area, per far tornare la pace. E forse, proprio per ovviare a questo limite, ecco l’ingresso, fra le forze nemiche, dei generali che sono in grado di attivare gli allarmi e, di conseguenza, allertare tutti i soldati ed i cani presenti in zona.

Le mappe dei livelli sono abbastanza ampie ed in ogni angolo si possono trovare armi, corazze, oggetti collezionabili e frammenti di giornale che integrano la trama storica esposta. Proprio la trama è un qualcosa di eccezionale. Sì, è vero, è molto “americanata” con il male che deve essere distrutto ed annientato dall’eroe solitario di turno, ma il tutto è contornato da scene che provocano un nodo in gola e momenti di ordinaria vita in tempo di guerra: notevole.

Grafica legnosa: colpa del cross-gen

Se tutto il comparto del gameplay funziona a meraviglia pur riproponendo uno stile di gioco retro, alcune lacune vengono evidenziate dalla grafica non proprio “da urlo” come ci aspetteremmo da un titolo anche per console di nuova genereazione uscito nel 2014. Insomma, non siamo graficamente davanti a Battlefield 4 e si vede, in particolare, da texture che non fanno proprio bella figura in primo piano, animazioni un po’ legnose e la mancanza di effetti che, invece, ci aspetteremmo. La colpa, probabilmente, è l’aver progettato il titolo in modo uguale per le console di vecchia e nuova generazione: ovviamente per fare ciò bisogna arrivare ad un compromesso. Ottima, comunque, la resa dei 60fps stabili che rendono tutto molto fluido e visimamente molto piacevole.

Voce! Grazie!

E se l’occhio vuole la sua parte anche l’orecchio la vuole. Le musiche sono molto d’atmosfera e si integrano con l’azione. Ottimo anche il doppiaggio in italiano che permette di entrare nei dialoghi e nell’azione senza dover leggere i sottotitoli che, in qualche modo, distolgono sempre l’attenzione. Peccato, ma è l’unica nota stonata, che il livello audio proprio delle voci dei personaggi sia mixato in modo pessimo con il volume master della musica facendo risultare, in alcuni frangenti frenetici e rumorosi, molto bassa ed incomprensibile la voce del parlato.

Conclusione

Wolfenstein: The New Order è, nonostante ciò che si può pensare, una bella sorpresa! Adatto davvero a tutti e particolarmente gradito dai giocatori che oggi hanno qualche anno in più e che ricorderanno sicuramente il primo Wolfenstein 3D, il gioco Bethesda – MachineGames è uno sparatutto che consentirà, senza troppi fronzoli, di mettere il dito sul grilletto ed andare avanti a ritmo incalzante. A parte qualche caricamento un po’ lunghetto e qualche texture che sfigura, nel complesso è comunque un ottimo gioco.

Inoltre, caso vuole, il tema della razza ariana, delle discriminazioni razziali e tutto il resto, pur essendo temi di 40 anni fa, restano assolutamente attuali (purtroppo) nei nostri giorni ed una riflessione, giocando, si può sempre fare. Noi lo consigliamo a tutti coloro che vogliono un buon gioco senza doversi perdere fra opzioni e tutto il resto. Lo compri, lo installi e via! La guerra ha inizio!

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox One


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