Recensione » Watch_Dogs

Watch_Dogs Recensione » Xbox One
9.0/10

In un’epoca in cui tutto è iper-connesso, in cui tutto è spiato, controllato e nella quale ognuno di noi, grazie a internet e GPS lascia tracce di sé per circa 2,3 Gb di dati all’anno, come non dedicare alla connettività un titolo open world? Bene, a fare tutto ciò ci ha pensato Ubisoft grazie a Watch Dogs, un gioco complesso ma semplice che farà divertire e riflettere sotto molti punti di vista.

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In una Chicago futuristica – ma neanche poi tanto – il CTO’s ha il controllo di tutto e tutti grazie ad una rete estremamente potente che controlla ogni attività ed ogni residente mantenendo una calma apparente e decidendo, inconsciamente, le decisioni, le idee ed il modo di pensare dei cittadini stessi.

Ed è proprio contro questo sistema e sfruttando le debolezze del CTO’s che entra in gioco la figura del protagonista di Watch Dogs (o Watch_Dogs): Aiden Pearce. La sua vita cambia radicalmente quando muore, in una sparatoria che aveva lui come obiettivo, la piccola nipote: inizia così la sua personale vendetta ed il giocatore inizia la sua esperienza videoludica.

Watch Dogs è un open world che riassume, nei suoi contenuti, tutto ciò che conosciamo sugli open world e che, così come vuole la tradizione, farà perdere ore a girare per la mappa cercando di fare cose assurde o sensate, persi nella miriade di attività secondarie messe a disposizione.

Watch Dogs = GTA + Assassin’s Creed?

Ma dove collochiamo Watch Dogs? E’ un open world in stile GTA di Rockstar Games, leader incontrastato del mercato per quel genere o lo accostiamo ad Assassin’s Creed con il quale ha in comune anche la società di sviluppo? Beh, in realtà non esiste una risposta anzi sì. Watch Dogs è la sintesi di ciò che ci ha insegnato e fatto vedere GTA e di ciò che ci ha proposto in questi anni Assassin’s Creed. Il tutto, inoltre, è condito con nuovi ingredienti che cambiano le linee guida per la creazione dei prossimi open world e dimostra, infine, che nonostante sia stato annunciato oltre due anni fa, un gioco – se fatto bene – è sempre ben accetto dal pubblico e viene sempre tenuto nella giusta considerazione.

In Watch Dogs, dunque, non mancano le fasi di esplorazione libera per la città in auto o a piedi; non mancano le attività non legate strettamente – o per nulla – alla quest principale e non mancano fantasiose missioni secondarie ben studiate ed alcune molto interessanti. Mondo completamente aperto e del tutto da distruggere, così come vuole il filone GTA; salti acrobatici ed arrampicate (ma non sui palazzi questa volta) così come ci insegna Assassin’s Creed. Il tutto, comunque, inserito in una mappa non enorme come l’ultimo GTA 5, per esempio, ma molto densa di persone ed attività che la rendono, nonostante tutto, molto dispersiva e longeva nella sua esplorazione.

L’hacking è la nostra arma

Watch Dogs

In tutto ciò, ecco venir fuori, da subito, ciò che distingue Watch Dogs da altri open world: l’hacking. Se siamo abituati a spade e pistole, in questo lavoro Ubisoft saremo armati di uno smartphone che, nostro malgrado, impareremo presto ad usare per fare praticamente tutto: cambiare le luci dei semafori, spiare le persone attraverso telecamere, entrare in casa delle persone collegandoci alle reti wi-fi, hackerare conti correnti bancari, rubare canzoni dagli ipod delle persone, sbloccare sistemi di sicurezza, alzare ed abbassare ascensori, aprire le portiere delle auto, far scattare antifurti, spiare le conversazioni e le chat, utilizzare il GPS, alzare ponti e dissuasori, far esplodere apparecchiature e molto, molto altro ancora. Ovvio, non mancheranno le armi classiche per le missioni d’azione ma, nonostante queste, l’arma più potente che avremo a disposizione sarà sempre l’hacking. Ed è proprio questo catapultare l’azione sul presente e su temi affascinanti come l’hacking che ha contribuito al successo – fin dall’annuncio – di Watch Dogs, successo poi confermato dopo l’uscita nei negozi tanto che Watch Dogs, dopo 24 ore dall’uscita era il titolo più venduto da Ubisoft al lancio, di sempre.

Gameplay, grafica e sonoro

Partiamo dal suono. La playlist inserita nel titolo non è esaltante ma, probabilmente, verrà ampliata con il tempo. Il doppiaggio, invece, è ben curato e sarà divertente mettersi ad ascoltare conversazioni altrui o intercettare le conversazioni telefoniche. Graficamente, invece, Watch Dogs rispecchia esattamente ciò che potremmo attenderci da una console di nuova generazione. La gestione delle luci e le ombre, in particolare, rendono giustizia ad uno scenario, quello cittadino, che soprattutto di notte raggiunge il suo splendore. La miglior versione di Watch Dogs, dal punto di vista grafico, resta comunque il PC con settaggi ultra e subito a ruota PS4 di casa Sony.

Il gameplay è intuitivo e dopo pochi minuti saremo in grado di prendere parte attivamente alle scorribande per la città ed a compiere quasi tutte le azioni senza nessuna difficoltà. Per chi conosce Assassin’s Creed, i comandi sul controller Xbox One sono praticamente identici. L’IA non è particolarmente intelligente ma le telecamere di sicurezza ed un minimo di destrezza nel loro uso, rende variegata l’azione anche quando potrebbe risultare ripetitivo il tipo di missione proposto.

Multiplayer

E se in singolo Watch Dogs prende molte ore, il multiplayer non è da meno. Una volta online si potranno invadere le partite altrui cercando di hackerare lo smartphone del malcapitato tenendosi a distanza di sicurezza. In palio non ci sono solamente gloria ed onore ma punti skills legati proprio alla modalità online con il quale perfezionare l’evoluzione del personaggio. Tra le altre modalità degne di nota c’è sicuramente quella legata alla companion app scaricabile dagli store in modo gratuito che permette dall’alto, di scagliare contro il giocatore che scappa, varie pattuglie della Polizia, elicotteri e permette l’attivazione di trappole con un solo tocco. Simpatica alternativa per passare qualche ora in compagnia di altri giocatori online.

Conclusione

Watch Dogs diventerà presto un must. Non tanto per la rivoluzione che prometteva di compiere e che non compie, ma per la concentrazione di esperienze diverse provenienti da altri titoli che si racchiudono in esso e si amplificano con tratti nuovi ed interessanti come, appunto, l’hacking. Tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo titolo devono farlo assolutamente e senza remore perché il divertimento è assicurato così come è garantita un’esperienza che, seppur possa sembrare blanda dal punto di vista narrativo, lascerà senza fiato per tutto ciò che dovrebbe essere di contorno e che, invece, diventerà parte cruciale del gioco.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox One


2 Commenti

  1. Avatar di TheOnlyGian
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    0

    Io non l’ho ancora provato e non so nulla sulla trama ma apparte questo penso che la trama piaccia o non piaccia a seconda del gusto…. Non vedo l’ora di finire la scuola così vado subito a comprarlo :-bd

  2. Avatar di Ovviamente_Jack
    VN:F [1.9.17_1161]
    0

    Sto gioco è una delusione!!!

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