Recensione » Wargame: Red Dragon

Wargame: Red Dragon Recensione » PC
8.0/10

Eugen System insieme ad Halifax ci hanno abituato, in questi anni, a giochi di guerra con i fiocchi. Molti di noi che abbiamo passato ore a cercare di schierare i battaglioni sul campo di battaglia in modo da poterne trarre vantaggio, inconsciamente abbiamo ripassato il periodo storico della Guerra Fredda grazie a ricostruzioni storiche degne di nota. Oggi Eugen System ci riprova con il nuovo Wargame: Red Dragon che, come fa intuire il titolo stesso, sposta l’attenzione ed il focus dell’azione in Oriente. Saremo chiamati, dunque, a far scendere in campo armate cinesi, giapponesi e coreane. Il periodo storico riprodotto, in questo caso, va dagli anni ’70 fino al 1991, l’anno dello storico Desert Storm, l’azione militare con la quale gli USA è entrata in conflitto con il Medio Oriente per “difendere” – se così si può dire – i diritti dell’Occidente contro i terroristi islamici. Indossiamo il caschetto, dunque, e scendiamo in campo.

Arrivano i nostri!

La grande novità di Wargame: Red Dragon rispetto a European Escalation ed AirLand Battle, sono sicuramente le unità navali di supporto. Già comunque presenti in passato, in questo scenario ricoprono un’arma in più che, se utilizzata a dovere, può portare notevoli vantaggi e senza le quali, in alcune circostanze, sarà difficile venire a capo dello scontro. Per esempio, se le vostre navi portano un bel carico di blindati e munizioni, sarà fondamentale dare copertura a queste unità fino al loro arrivo al porto pena l’inesistenza di un supporto di unità che potrebbero capovolgere a vostro vantaggio le sorti dell’incontro.

Contrariamente al passato, però, le unità navali, che in alcune missioni sono anche fluviali, non compariranno direttamente nel vostro porto ma arriveranno dal margine della mappa e dovranno essere comandate come una qualsiasi altra unità. Così, oltre al campo di battaglia vero e proprio, spesso vi ritroverete a dover controllare in mare aperto le vostre truppe avvicinarsi garantendo loro una copertura adeguata contro missili a lunga gittata ed incursioni aeree. Se tutto ciò vi sembra ancora poco, l’uso, invece, delle unità fluviali si può rivelare fondamentale per sorprendere il nemico dalle retrovie e chiuderlo fra l’entroterra e la costa costringendolo a doversi difendere su due fronti.

Single player e multiplayer

La campagna in singolo prevede oltre 12 campagne che terranno tutti voi appiccicati allo schermo per diverso tempo. Le campagne, va detto, non sono semplici e fin dal primo istante vi ritroverete catapultati all’interno dell’azione senza tutorial visivi ma solamente scritti: irritante soprattutto per i meno esperti. In rete, comunque, esiste una folta community di amanti del genere e del gioco che ha popolato youtube ed altre piattaforme con tutorial ad hoc e comparazioni fra le varie unità: cosa che non può che fare piacere ai neofiti di Wargame. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda il multiplayer. Le campagne, in questo caso, potranno essere giocate da un massimo di 8 giocatori che se le daranno di santa ragione sulle vaste mappe del Sud Est Asiatico. I server di gioco, fin dai primi giorni del lancio, si sono riempiti di giocatori esperti e non: insomma ce n’è davvero per tutti i gusti.

Grafica da urlo

Il motore grafico Iriszoom realizzato appositamente è davvero favoloso. Le scie di fumo, gli spruzzi dell’acqua così come il movimento stesso del mare e le texture di territorio e mezzi è davvero molto ben realizzato e congeniale all’azione. Il sonoro, invece, non si esprime al meglio nella colonna sonora ma recupera punti con gli effetti sonori: di grande effetto scenico. Un comparto, quello audio/video, tutto sommato appagante per gli occhi e per le orecchie, soprattutto per chi ha PC di fascia alta così da potersi gustare l’azione al massimo dei dettagli.

Conclusione

Il fatto di poter giocare con armate coreane, giapponesi, cinesi, asutraliane e neozelandesi è qualcosa che raramente si vede: sia su PC per su console. Wargame: Red Dragon, dunque, ha anche il merito, fra le altre cose, di dare spazio a regioni terrestri non sempre raffigurate nonostante siano dense di storia da raccontare e soprattutto in un periodo come quello indicato dal titolo Eugen. Forse un po’ troppo complicato per chi è alle prime armi, Wargame: Red Dragon, nel giro di poche ore, diventa famigliare ed anche i risultati sul campo iniziano a farsi vedere. Un gioco, dunque, che strizza l’occhio al realismo ed ai giochi a turni nello stesso tempo. La possibilità, poi, di aumetare il trascorrere del tempo a piacimento, permette di non perdersi nulla di alcuni scontri memorabili o di saltare lunghi tragitti di mezzi navali senza nulla di rilevante da osservare. La serie Wargame, dunque, continua ad essere un punto di riferimento.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PC


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