The Order: 1886, primo sguardo al titolo di Ready at Dawn

PS4

The Order: 1886

Durante l’ultimo E3, abbiamo assistito ad una caterva di novità davvero entusiasmanti, che andavano dalla presentazione ufficiale delle due console di prossima generazione Microsoft e Sony, fino ad arrivare ai titoli di punta e capaci di stimolare l’interesse dei più. Non si può dire che già dal momento del lancio non si possa avere a disposizione una buona line-up di giochi per entrambe le piattaforme, ma molte IP succulente sembrano voler sbarcare agli inizi del 2014. Tra queste, bisogna assolutamente citare The Order: 1886, titolo degno di nota nonostante sia ancora celato nel mistero. Fino ad oggi abbiamo visto poco della nuova opera di Ready at Dawn, che sembra essere in cantiere da molto ma molto tempo, precisamente dal lontano 2005. Per una serie di motivi, il gioco era poi destinato ad essere messo in commercio nel 2009, finché non ci fu un altro cambio di programma: creazione di un nuovo engine proprietario e nuovo rinvio fino ad arrivare a questo – non ancora confermato – 2014. Veramente tanto di cui parlare non è che ce ne sia al momento, ma abbiamo deciso di fare un recap per spulciare come si deve uno dei titoli intriganti di PS4.

Un’immaginaria Londra ottocentesca

Ciò che naturalmente salta subito all’occhio riguardo a The Order: 1886, è la sua ambientazione tenebrosa che tende a mischiare il genere steampunk con il fantasy ed elementi prettamente dark/goth. Innanzitutto, il gioco – che originariamente avrebbe visto Gerusalemme come location ispirata – è ambientato a Londra e, come si evince facilmente dal titolo, il periodo in cui si svolgono le vicende è l’ottocento. Questo non fa che richiamare le atmosfere viste e riviste in diversi film come La vera storia di Jack lo squartatore o roba del genere, magari tirata fuori da registi sullo stile di Tim Burton. Detto, fatto. L’atmosfera dà quel tocco tetro e buio all’intera opera, che risulta piuttosto interessante e capace di attirare l’attenzione dei giocatori proprio per la sua capacità di incutere timore. Se poi ci aggiungiamo il fatto di essere a conoscenza dell’esistenza di alcune belve – ad essere più precisi degli ibridi tra umani e bestie – che scorrazzano qua e là libere per i viottoli della capitale anglosassone, ecco che il brivido lungo la schiena non è più sensazione. La trama si preannuncia infatti accattivante, con una sorta di reinterpretazione de “i Cavalieri della Tavola Rotonda”: proprio come nella letteratura Bretone questi erano a difesa delle mura di Camelot, nel lavoro di Ready at Dawn hanno invece il compito di difendere quel briciolo di popolazione umana ormai ridotta all’orlo del collasso, visto che gli ibridi hanno ormai preso il sopravvento da anni. A fondare quest’ordine – da qui il nome del gioco – è Arthur Galahad, nemmeno a dirlo, protagonista del titolo. Ad essere precisi, il personaggio principale interverrà in una situazione già critica di per sé, dato che questa battaglia tra uomini e i temibili avversari cominciò nel lontanissimo VII secolo. Per tutto questo tempo, tuttavia, gli umani non avevano le tecnologie necessarie per poter fronteggiare il male e non potevano fare altro che scappare e restare nascosti nella speranza di non essere fatti fuori. Le cose cambiarono grazie alla rivoluzione industriale, la quale è riuscita a stravolgere le carte in regola, dando la possibilità agli esseri umani di poter almeno combattere questa minaccia. La situazione è delicata perché comunque la razza è ormai decimata, ma con l’ordine fondato da Arthur si accende un barlume di speranza: questa squadra è composta dai più valorosi, che offrono la propria vita per difendere gli altri. Ad avvicinare la Tavola Rotonda all’ordine nato dalla mente di Ready at Dawn è anche la ricerca di qualcosa, che seppure non è il principale motivo della fondazione è da considerarsi di primaria importanza. Stiamo parlando del Sacro Graal da una parte, la cosiddetta Black Water dall’altra.

Come PS4 intende mostrarsi

Ovviamente non potevano mancare elementi magici e, soprattutto, l’oggetto magico in grado di tirare fuori da una brutta situazione i nostri eroi. Esatto, la Black Water svolgerà un ruolo chiave all’interno del gioco, visto che si tratta di una particolare acqua capace di curare le ferite e allungare la vita. Elemento indispensabile per i cavalieri di The Order: 1886, visto che sarà indispensabile per poter fare in modo di vivere e proteggere l’umanità il più a lungo possibile. La differenza sostanziale con il Sacro Graal è che questo non era di così vitale importanza ma serviva maggiormente per scopi nobili. La cosa che colpisce di più di questo titolo, ad ogni modo, è vedere come venga finalmente sfruttata la potenza di PS4. Ne abbiamo visti di IP con una grafica stupefacente e capaci di slogare la mascella alla maggior parte dei giocatori, ma qui si va proprio oltre, non soltanto per l’aspetto meramente grafico. Ciò che stupisce è senza dubbio la cura nel dettaglio e nella fisica: gli sviluppatori hanno rassicurato di aver portato avanti un lavoro grandissimo in questo senso, persino dal punto di vista dei tessuti dei vestiti. Per non parlare delle meccaniche di gioco, le quali si allontanano sostanzialmente da quelle più comuni ed in vigore al giorno d’oggi. Abbiamo già visto come David Cage abbia voluto nelle sue opere avvicinarsi alla cinematografia grazie all’innesto di QTE in grado di rendere interattive le cut scenes, almeno in parte. Ecco, questa filosofia viene ripresa dal titolo di Ready at Dawn, dato che si è cercato di sviluppare un gioco senza soluzione di continuità. Per il resto non abbiamo ancor avuto modo di vedere sequenze di gioco effettive, ma The Order: 1886 può essere catalogato tra i TPS; proprio qui ritorna il filone steampunk, visto che in una Londra ottocentesca sono state avvicinate armi di tutti i tipi, molte delle quali richiamano naturalmente i più classici film fantascientifici. Sicuramente, ad oggi, ciò che stanno attendendo maggiormente i giocatori è la data di uscita, dato che non c’è stato ancora un annuncio ufficiale di un ipotetico rilascio. Le premesse per un gioco capace di togliere il fiato ai più, ci sono tutte: non resta che vedere cosa ne sarà del gameplay vero e proprio, ma se dovesse confermare quanto di bello abbiam visto, allora sì che potremo esultare di gioia…


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