C’era un tempo dove i super eroi erano veramente super. Quante volte i bambini di ieri si sono addormentati, hanno sognato o semplicemente hanno volato con la fantasia davanti a quei pezzi di carta con tanti disegni? Tanti, forse troppi. Ed oggi, che siamo nel ventunesimo secolo, vivere vicino ai nostri idoli è estremamente facile, dal cinema proprio anche grazie ai videogiochi. Fino a poco tempo fa sembrava veramente incredibile, peccato però che il campo che interessa ed appassiona noi e altri milioni di utenti si è spesso rivelato deludente per un semplice motivo: i Tie-in.
Quasi avvolti da una maledizione, ogni volta che esce un videogioco tratto da un film è una continua delusione e l’utenza in generale si morde le mani. Recentemente con la serie dei titoli di Batman (Batman Arkham City e Batman Arkahm Asyum) il mondo aveva cominciato a guardare questi titoli su licenza con un faro positivo di speranza. Peccato che sia durato veramente poco perché oggi mi ritrovo qui a recensire l’ultimo tie in di casa Activision, ovvero The Amazing Spider-Man, e la delusione è veramente cocente.
A Semi Original Story
Non sono un grande fan di Spiderman. Preferisco altri super eroi, come Batman, Green Lantern, Superman e sopratutto i Fantastici 4. Però come da mia tradizione ripongo un vero e proprio amore verso Marvel e quindi bene o male conosco le serie tv, i primi tentativi di film e sopratutto la trilogia dell’uomo ragno diretta da Sam Raimi.
Questo gioco partiva bene sotto ogni punto di vista: ottime premesse quali la presenza allo sviluppo di Beenox, già autori di altri due capitoli di Spiderman (Spiderman: Shattered Dimensions e Spiderman: Edge of Time) in più aveva alle spalle una licenza sicuramente forte, visto che si trattava di un reboot della saga originale creata circa 10 anni fa. Oltre alle ottime premesse questo titolo ha avuto subito un altro punto a suo favore: una trama semi originale, che si distaccasse leggermente dal filone narrativo del film.
Peccato che nessuna di queste premesse abbiano permesso al gioco di salvarsi, rendendo così The Amazing Spider-Man un’occasione buttata al vento. Nel “dettaglio”, per evitare spoiler, il gioco può essere considerato un sequel stesso del film. Impersonando il protagonista infatti con l’aiuto di Michael Morbius dovrà cercare il Dr. Curt Connors, mentre dei robot della Oscorp (che si trova nel bel mezzo di un complotto) stanno devastando New York. Nel film la trama è leggermente diversa, poiché racconta proprio le origini del personaggio (essendo un reboot appunto) e io tiro un sospiro di sollievo. Lo capirete più avanti.
Quindi, fin da subito abbiamo due sceneggiature diverse con elementi in comune quali i personaggi del film, alcuni setting della nostra avventura e ovviamente la possibilità di godere di un simil sequel appena usciti dalla sala. Sembra tutto perfetto, peccato che i nostri sogni siano infranti dopo i primi secondi gioco. Vediamo Peter e Gwen (la sua ragazza) camminare per i laboratori della Oscorp e il tutto è di una lentezza innaturale. Il capitolo è sottotitolato come “5 minuti prima dell’incidente“, ma ne passeranno quasi 15 prima di cominciare a calarci nei panni del protagonista.
Non è stancate il fatto che ci sia un dialogo così lungo, perché descrive bene la situazione, ma è proprio la lentezza narrativa, com’è stata disegnata e sopratutto scritta questa scena. Prima ci limiteremo a passeggiare e chiacchierare con la nostra fidanzata di esperimenti, della gestione del laboratorio e solo dopo appunto un quarto d’ora prenderemo in mano la situazione. Che diventerà subito frenetica, ma non voglio togliervi il gusto di viverla in prima persona
Anche le stelle luminose si perdono in una grande galassia
Fate un passo indietro: The Amazing Spider-Man non è un titolo da buttar via completamente. Sarò anche stato un tantino critico, però i Beenox si sono comportati abbastanza bene sotto un determinato punto di vista ed hanno creato un prodotto che possiede anche dei lati positivi che però non bastano a “salvare” il titolo questione, ma sarebbe un delitto ignorarli completamente! Partiamo ad esempio dalla libertà di esplorazione: il gioco disegna molto bene New York, location forse stra-abusata da ogni sviluppatore, ma si comporta veramente bene! Grazie alle nostre ragnatele è possibile esplorarla, quasi senza limiti. Un piacere svolazzare per le grandi strade, fissando macchine e pedoni muoversi con lentezza. Non paghi di ciò, possiamo anche scegliere su quale obiettivo scagliarci grazie al Web Rush, un sistema quasi unico nel suo genere che ci permette tramite la pressione del tasto R1 (su Ps3) di rallentare il tempo, quasi di fermarlo per scegliere un punto sul quale atterrare. Utile per prendersi una pausa da gruppi di nemici numerosi, anche se in questi casi è forse meglio utilizzare l’Attacco Ragno, altro elemento interessante che farà eseguire a Peter un attacco in mischia utilizzando la testa.
Altro punto a favore del titolo sono i collezionabili. Dimenticate ogni sorta di collezionabili fittizi e tuffatevi a capofitto nel titolo per sbloccare oltre nuovi costumi (alcuni sbloccabili in determinati mesi dell’anno reale) anche tavole dei fumetti Marvel (originali), foto audio e video. Ma non dimentichiamoci dei trofei o Achiviements. Forse la longevità della storyline non vi starà a genio, ma se amate completare ogni titolo al 100% preparatevi a vivere una delle esperienze più gratificanti che abbiate mai visto, sopratutto se siete fan di Spiderman.
Tornando all’esperienza di gioco vera e propria, nuda e cruda non dimentichiamoci delle fasi stealth. Spesso agitare le mani a destra e a sinistra non servirà a tanto, meglio delle azioni decisamente più ragionate. Infine le boss fight, che fin dalla prima offrono un buon livello di sfida, non difficilissime ma abbastanza godibili. Ma è troppo poco e questi elementi spesso si perdono in una galassia tecnica mal realizzata.
Il peggior difetto del titolo è sicuramente il comparto grafico. Si salvano le animazioni di Spiderman (non tutte) e anche quelle dei protagonisti, ma purtroppo tutto il resto cade in un vuoto inesorabile. Terribile la veste grafica cittadina, troppo scarna di texture e anche i dettagli poligonali non sono da meno: per tutto il tempo che girerete in ambienti chiusi o aperti, la sensazione sarà quella di giocare ad una specie di demo tecnica più che il gioco completo. Negativa la grafica, anche il sonoro non raggiunge livelli discreti. Dalle musiche al doppiaggio, un lavoro forse fatto con troppa superficialità. Buona la prima invece per quanto riguarda il design delle location: abbastanza vaste, mai ripetitive e sopratutto originali.
Meritevole, brutto, da amare?
Ma quindi cosa resta di The Amazing Spider-Man? La risposta è semplice: un purpurì di elementi positivi (in minoranza) e negativi che svelano un mosaico forse già visto anche fin troppe volte. Il titolo è un must per chi ama i collezionabili, adora Marvel e licenze annesse e ama giocare qualche titolo non troppo impegnativo e sopratutto da un impatto molto action. Utile per spezzare una monotonia estiva, sempre che ne soffriate ancora. Per tutti gli altri invece che amano livelli di sfida decisamente superiori e qualitivamente realizzati meglio possono tranquillamente godersi il film e ravanare in qualche scaffale di qualche negozio di videogiochi: potrebbero trovare qualcosa che fa veramente per loro.
Un titolo che non fa ne caldo ne freddo, un titolo che non regala nulla di nuovo ma ha quello spirito, perché in copertina compare un eroe che spesso ci ha fatto sognare. Com’è che diceva Mary Poppins? “Basta un pò di zucchero e la pillola va giù…“. Se avete intenzione di giocarci, usatelo come vessillo e grido di battaglia. Ci risentiremo magari, un giorno, con un titolo ai livelli dei due Batman di Rocksteady. Per ora, accontentiamoci (ma non troppo).
Questa recensione è basata su una copia promozionale per PS31 Commento


16 luglio 2012 alle 23:55
bellissimo , la adoro questa serie