Spore, l’involuzione della specie

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Spore creature

Nel mondo videoludico ci sono progetti e persone che sono entrate a pieno titolo nell’Olimpo e che i posteri ricorderanno per sempre.

In un periodo che ha agglomerato software houses, idee, progetti e persone dietro di essi ci sono sempre delle figure che nonostante tutto riescono a catalizzare l’attenzione quando sono in procinto di “creare” qualcosa.

Will Wright è una di queste figure geniali che nell’epoca d’oro videoludica decise di uscire fuori dai canoni e dare vita a quello che assieme a Tetris è uno dei titoli più conosciuti di sempre: Sim City.

In un’epoca ove la parola d’ordine era distruggere e fare punti Wright puntò a qualcosa di più realistico e al tempo stesso poco ludico, creare e gestire una città, una cosa sviluppata con una complessità sotterranea tale da catalizzare l’attenzione di qualunque videogiocatore degno di tal nome.

Poi vi fu la “saga” di The Sims, ove si fa un passo in avanti e al posto di una città si deve gestire la vita di esseri digitali come nella vita reale grazie soprattutto ad un numero spropositato (e a volte eccessivo) di espansioni.

Ma era ancora poco, perché fermarsi alle persone, perché non creare e gestire qualcosa realmente da zero?

E fu così che nacque Spore, cioè essere un Dio che crea dal nulla una creatura digitale sin dal brodo primordiale per poi farla evolvere ad essere senziente e Superiore; un’idea semplice ma al tempo stesso innovativa, sino a quel momento l’unico “simulatore” di Dio degno di tal nome era Populous (titolo che ha fatto un’epoca)ma era chiaramente troppo “vecchio” per gli standard attuali.

Dire che l’attesa per questo titolo era incredibile è poco, i filmati, le interviste, le immagini hanno praticamente invaso le menti e i pc di utenti da tutto il mondo, quando poi venne distribuito gratuitamente una versione semi dimostrativa del tool di “creazione” ci fu un urlo di gioia.

Ma alla fine il gioco vale la candela?

Allora, prima di tutto c’è da dire che il gioco è strutturato in “sezioni” che rappresentano praticamente gli stadi evolutivi della vostra creatura (e successivamente razza), si parte dall’entità cellulare per poi farla approdare a terra ed evolversi sino ad essere sempre più senziente; ognuna di queste sezioni si può considerare quasi un gioco a se visto che comunque presenta sfide diverse.

Io ammetto di averne fatte solo due ma un’idea di fondo me la sono fatta purtroppo……

Il gioco è una PALLA.

Si inizia appunto come entità cellulare che ha l’unico scopo di nutrirsi e crescere e seppure ci siano dei piccoli tocchi di genio (come lo “sfondo” del liquido primordiale)alla fine non si tratta altro che di mangiare delle palline colorate, guadagnare (uccidendo altre creature) elementi genetici da assimilare ed eventualmente aggiungere al proprio mostriciattolo fino a farlo “camminare”.

Dopo questa caccia al cibo la creatura ha una propria “base” e deve praticamente girare il territorio circostante cercando altri pezzi genetici e incontrando altre creature; in questo caso vi sono due possibilità, o si socializza o li si stermina, in ogni caso tutto ciò porta a punti genetici che alla fine permettono di acquistare altri pezzi per la propria “razza”.

Girare come una trottola lungo gli isolotti cercando creature (segnate sulla mappa poi)non è il massimo dell’azione e anche i combattimenti in realtà non sono nulla di eccelso, aggiungete che per renderveli amici dovete scimmiottare dei gesti in puro stile “the sims” e la frittata è fatta.

L’unico momento in cui sul serio c’è stato un po’ di movimento è quando mi sono ritrovato senza capire come una creatura alta 10 piani scarpinare con noncuranza sui miei mostriciattoli ma per il resto calma piatta.

Tralasciando la grafica che seppure bella non è certo nulla di miracoloso e la musica che passa in secondo piano l’unica cosa che veramente merita è il sistema di creazione che permette letteralmente infinite possibilità, con la prospettiva futura di ulteriore materiale e anche di scambiare il prodotto finale con altri utenti anche tramite filmati.

Ma il gioco purtroppo non si può basare solo su quello e infatti a lungo termine il tutto diventa una noia, e se più avanti le cose miglioreranno allora la curva del divertimento è decisamente bassa e visto il genere di gioco non è proprio il massimo.

Alla fine vale la pena metterci le mani? Secondo me si perché comunque rimane un progetto nel suo piccolo originale e fuori dai soliti schemi dettati dal mercato delle Consolle, inoltre la prospettiva di creare mostriciattoli e condividerli col mondo intero è un’ottima cosa, ma alla fine rimane un titolo che a lungo termine può venire decisamente a noia.

E come “chicca” finale non dimentichiamoci che questo titolo utilizza l’infame sistema “lo puoi installare solo 3 volte, alla quarta sei fottuto e devi iniziare una trafila con la Casa Madre per poterci giocare di nuovo e ricorda che se non hai internet NON puoi attivarlo”; complimenti, non era bastato il fallimento praticamente totale di Bioshock e Mass Effect a questo proposito ma tanto è che la questione si sta rivelando un notevole boomerang nell’affossare un gioco che comunque nonostante l’hipe non sta ricevendo i consensi che si prevedeva.

SET 2008 09

Immagini Spore


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