Shigeru Miyamoto torna alle radici… come molti altri

Shigeru Miyamoto

Circolano voci sul possibile ritiro dalla scena videoludica del padre di Mario e Zelda, il grande Shigeru Miyamoto. “Quello che intendo per ritiro è, ritiro dalla mia attuale posizione” ha subito chiarito Miyamoto, cosa che immagino abbia fatto tirare un sospiro di sollievo a molti di noi.

Ma cosa vuol dire “ritirarsi dall’attuale posizione”? Perchè non è il solo a fare questa scelta? Pensiamoci un attimo: ultimamente il mercato videoludico  sta cambiando a una velocità pazzesca! Sono bastati 5 anni, la vita di una console di nuova generazione per cambiare le carte in tavola e così abbiamo: un mercato che è sempre più diretto verso l’online, con la collaterale condivisione dell’esperienza di gioco; il nuovo concetto di portabilità, tantissime le console portatili uscite negli ultimi anni; l’approccio più “cheap” con tutto quello che potrebbe voler dire nel mondo dei videogiochi e per finire, l’aspetto a me più caro, il concetto di “home made” (naturalmente nei limiti) e i tanti studi di sviluppo che cominciano a nascere praticamente dal nulla e contano non più di 50 dipendenti.

Basti pensare alla Frictional Games (Penumbra e Amnesia), alla Re-logic (Terraria), al piccolo gioiello di nome Braid sviluppato dall’indipendente Jonathan Blow, alla Amanita Design padri del magico Machinarium. Potremmo anche parlare della direzione iOS che molte della case più importanti (vedi Chrono Trigger iOS proprio su queste pagine) stanno prendendo. Alcuni esempi? Assassin’s Creed, Final Fantasy, Grand Theft Auto hanno tutti dei capitoli per iOS in uscita o già acquistabili.

Miyamoto ha detto di volersi concentrare su altri progetti con team più piccoli, su nuovi giochi che potrebbe fare praticamente da solo. Forse un po’ ha pensato a tutto quello che ultimamente sta succedendo.

Come afferma il titolo non è comunque l’unico: Fumito Ueda e la sua dipartita dalla Sony potrebbero essere un altro esempio perfetto.

In definitiva, che diavolo succede?! Forse un’esplosione di ricercatezza in seguito a giochi che non sono proprio i classici di una volta o forse la volontà di ridare voce a storie e personaggi che hanno poco da dire. In realtà le implicazioni sono troppe ma una cosa certa è che è in atto una rivoluzione e questa è forse l’avanguardia di quello che potrà essere il nuovo mondo dei videogiochi. Personalmente lo spero.

Via kotaku


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