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Ryse: Son of Rome Recensione » PC
7.0/10

Uscito inizialmente come titolo di lancio per Xbox One, Ryse: Son of Rome è da poco stato rilasciato anche su PC. Molte sono state le critiche della stampa, sia positive che negative, ma ciò che più ha lasciato il segno è l’imponente comparto tecnico, che purtroppo non riesce da solo a compensare ciò in cui pecca il titolo, ovvero il gameplay. Ryse nasce come gioco per Kinect, adattato poi in fretta e furia a delle meccaniche hack & slash. Andiamo a dare un’occhiata a questa versione PC, che altro non fa fuorché mostrare i muscoli tirati a lucido per l’occasione.

Un’engine all’altezza

Che il Cryengine abbia dato prova più volte della sua potenza non si discute, sopratutto nelle mani dei suoi sviluppatori. Gli sviluppatori di Crytek ci hanno abituati ad apprezzare il loro engine sopratutto in titoli in prima persona, l’ultimo della lista è Crysis 3, titolo che ha riscosso un buon successo, sia dal punto di vista della giocabilità, che da quello tecnico.
Ma sarà stato in grado di dar vita alla magnificenza di Roma? Ebbene si.
Ciò che più sbalordisce in Ryse è la bellezza delle ambientazioni, accompagnate da un comparto tecnico di prim’ordine. I modelli dei personaggi sono curati in maniera maniacale, le animazioni sono fluide e realistiche, le texture sono in alta definizione e donano un ottimo dettaglio ai livelli.

Partiamo con l’analizzare i personaggi, anch’essi molto ben studiati. In quanto a caratterizzazione non lasciano di certo il segno, ma grazie all’elevato dettaglio e all’ottimo lavoro svolto dagli animatori, il feedback che restituiscono è di alto impatto, garantendo realismo e movenze che non lasciano nulla al caso. Purtroppo pero’ tutto questo dettaglio è seguito dalla poca varietà, infatti i modelli dei nemici finiranno per essere sempre gli stessi. Già dai primi livelli ci capiterà di venir circondati da più nemici tutti uguali, spezzando così quel livello di realismo offerto dal titolo.

Una grande cura è stata riposta anche nelle mappe, che offrono ambientazioni ricche di dettagli e paesaggi decisamente artistici. Purtroppo pero’ i livelli sono molto lineari, fungendo così solo da abbellimento, in quanto li potremo attraversare per andare dal punto A al punto B. Quasi inesistente l’esplorazione, se non per qualche piccolo angolo delle mappe in cui potremo trovare qualche collezionabile di poco conto.

Le animazioni in battaglia sono molto fluide e convincenti, donando movimento anche al più piccolo dei dettagli. L’unica pecca è attribuibile solo allo “slittamento” dei personaggi, che si farà notare durante il cambio repentino di un attacco o parata, e da qualche sporadica compenetrazione poligonale. Dettagli davvero sorvolabili davanti a una meraviglia del genere.

Belli dentro e fuori. O solo fuori?

Ryse: Son of Rome

Parliamo ora del gameplay, aspetto che ha fatto storcere il naso a molti. Ebbene, con questa versione PC le cose non cambiano. Ci ritroviamo difronte a un titolo che diverte all’inizio, ma che finisce per essere giocato con inerzia, giusto per poter apprezzare il lato artistico.
Avremo a disposizione due tipi di attacco: veloce e potente. Il primo ci permetterà di sferrare qualche colpo in rapida successione incrementando così il contatore delle combo, mentre il secondo sarà più utile per infliggere danno ai nemici più grossi. Ovviamente anche noi saremo dotati di uno scudo per difenderci o interrompere gli attacchi dei nemici, oltre a poter spezzare la loro guardia per poi attaccare. Potremo utilizzare anche la schivata, mossa indispensabile se non obbligata per schivare gli attacchi dei nemici più imponenti o dei boss.

Purtroppo tutte queste meccaniche sono approfondite in maniera superficiale, portando il giocatore ad attaccare, ripararsi e schivare fino alla fine del gioco. I nemici attaccheranno anche due alla volta, ma vista la loro ripetitività si farà presto ad imparare i loro pattern d’attacco e a prevenirli. La stessa cosa si può dire dei boss che affronteremo, facili da affrontare in quanto non offriranno alcuna varietà nei loro attacchi, che una volta imparati potranno essere evitati con facilità.

Le esecuzioni cercano di spezzare un po’ la monotonia, e forse in parte ci riescono offrendo un po’ di spettacolarità aggiuntiva al titolo, se non fosse che si tratta di semplici quick time event impossibili da sbagliare.
Oltretutto avremo la possibilità di scegliere quattro poteri che ci semplificheranno di gran lunga le cose. I poteri avranno effetto una volta attivate le esecuzioni, script di gioco in cui vedremo soccombere i nostri avversari senza possibilità di reagire.
I poteri ci daranno bonus come la rigenerazione della salute, la modalità furia, aumento del danno, e il moltiplicatore dei punti esperienza.
Tra questi solo due saranno quelli che verranno usati davvero e che oltretutto daranno un grande vantaggio al giocatore. La rigenerazione della salute, se usata al momento giusto ci permetterà di non venir sconfitti quasi mai, mentre la modalità furia ci permetterà di far piazza pulita anche dei nemici più pericolosi in men che non si dica.

Di poco conto anche i potenziamenti, che nulla offrono se non un po’ di varietà alle esecuzioni. Potenziare il protagonista aumentandone la barra della salute e quella della modalità furia non darà profondità al gameplay, ma ci renderà solo più forti. E’ inutile soffermarci anche sugli altri potenziamenti in quanto nessuno di loro offre profondità al sistema di gioco.

Piacevoli le sessioni in cui si dovranno comandare i propri commilitoni, cercando di offrire un pizzico di strategia al gioco, ma ci si ridurrà ad avanzare verso il nemico o a richiedere supporto dagli arcieri.

A conti fatti il gameplay diverte almeno all’inizio, fino a che non soccombe nella ripetitività e nella poca profondità.

La storia di Roma

La narrativa di Ryse forse è ciò che più si lega con il comparto tecnico, in quanto ciò che riuscirà a tenerci vicino allo schermo sarà proprio la storia, per quanto scorra lineare e senza colpi di scena sarà accompagnata da filmati di altissima qualità e da un buon doppiaggio in Italiano. Nel gioco ci vedremo nei panni di Marius, centurione romano che cercherà di vendicare la propria famiglia e difendere Roma dall’invasione dei Britanni. Il tutto sarà condito da un buon sonoro, sia nelle fasi di combattimento che in quelle di intermezzo.

Due è meglio di uno?

Ryse: Son of Rome

Anche nel multiplayer la formula di Ryse non cambia. Ci verrà proposta una modalità arena nella quale dovremo far piazza pulita dei nostri avversari con l’aiuto di un altro giocatore. I combattimenti saranno divisi in più round ispirati alle vicende della campagna in singolo giocatore.
Superflue le personalizzazioni del nostro alter ego, che non influiranno in maniera significativa nei combattimenti.
Interessante la possibilità di scegliere la propria divinità prima dei combattimenti, la quale a seconda della scelta ci conferirà un bonus da usare nell’arena, limitando così i poteri utilizzabili a uno solo.

Conclusioni

Ryse: Son of Rome non riesce a distinguersi tra i titoli action, risultando troppo semplificato e ripetitivo. Se volete mettere alla prova il vostro hardware e godervi le meraviglie del Cryengine allora procedete all’acquisto, al contrario non avrete molto altro che ne valorizzi la spesa.

Configurazione di prova:

Durante il nostro test siamo riusciti a giocare il titolo con tutti i settaggi al massimo in Full HD a 30 fps. Disattivando il filtro anti-aliasing e l’effetto scia di movimento siamo riusciti a raggiungere i 60 fps, aggiungendo così al titolo un realismo davvero impressionante.

Qui di seguito la configurazione hardware:

  • CPU Intel i7 – 4771
  • MoBo Asus Gryphon z87
  • RAM Corsair Vengeance 16 GB (2 x 8 1600 Mhz)
  • VGA Asus GTX 770 DC II (2 GB)
  • SSD Samsung EVO 250 GB
  • PSU Corsair HX 750
Questa recensione è basata su una copia promozionale per PC


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