Ryse: Son of Rome, primo sguardo al titolo Crytek

Xbox One

Se siamo ormai agli sgoccioli della terza generazione del mondo video ludico, è dovuto non soltanto all’arrivo delle nuove piattaforme ma anche e soprattutto all’evoluzione, al salto di qualità fatto dalle società che sviluppano videogiochi. Certo, il merito più grande va naturalmente ai novelli hardware che permettono di poter creare titoli non più limitati come quelli che abbiamo visto fino ad ora – anche se pezzi grossi di quest’ultimo periodo in cui hanno regnato PS3 e Xbox 360 non erano poi così limitati – ma anche alla voglia di andare avanti e di superare certi canoni. Uno degli incentivi più grandi ad acquistare una console next-gen sin dal momento del lancio, infatti, sono proprio i giochi che faranno parte della line-up di partenza, specie quelli esclusivi. Per quanto riguarda Xbox One, ad esempio, IP che spicca sin dall’uscita è senza ombra di dubbio Ryse: Son of Rome, che ci riporterà indietro nel tempo e precisamente a capo dell’Impero Romano, nei panni di Marius. Soltanto una manciata di giorni e potremo avere la possibilità di mettere le mani al nuovo titolo Crytek, ma intanto andiamo a vedere ciò che è trapelato fino ad ora.

Questa è Sparta… no, è Roma!!!

Nel corso degli anni e grazie alla nostra esperienza da videogiocatori, abbiamo ormai imparato a conoscere Crytek, nel bene e nel male. Sappiamo quali sono i punti di forza della software house, così come siamo a conoscenza delle piccole lacune che ancora deve correggere. Lacune che, per diversi motivi, tornano in Ryse: Son of Rome. Molti di voi ne saranno a conoscenza, ma è bene precisarlo: il titolo in questione era stato pensato per Kinect, per cui per quanto possa essere stata cambiata rotta al livello di gameplay, non è che si siano riusciti a compiere miracoli. Purtroppo il gioco è stato afflitto da uno sviluppo molto travagliato e soprattutto è stato portato a termine in tempi piuttosto brevi, quando avrebbe avuto bisogno di periodi più lunghi per uno sviluppo migliore. Il fatto è che, essendo stato rivelato in un momento piuttosto buio per la nuova di casa Microsoft – durante lo scorso E3, con precisione – e trovandosi dunque al centro delle critiche dovute alle varie mosse sbagliate della società americana, il pubblico non avrebbe di certo sopportato un rinvio del gioco, proposto sin da subito come in uscita al lancio della console. Naturalmente, gli sviluppatori hanno cercato di fare il possibile, ponendo rimedio all’eccessivo uso di QTE nello svolgimento delle azioni, che faceva storcere il naso alla maggior parte dei giocatori perché vincolava troppo la libertà di movimento. A dire il vero, la mossa dei ragazzi di Crytek non è stata quella di eliminare questa soluzione, bensì confonderla e renderla meno evidente. Non si può dire che il risultato finale sia assolutamente gradito, visto che ciò che il titolo regala a livello di meccaniche è soltanto un palliativo, una maschera ai comunque inconfondibili QTE. È vero che non c’è nessun avvertimento per quanto riguarda la pressione dei tasti, ma questi dovranno comunque essere schiacciati al momento giusto per dar vita ad una sequenza scriptata che mostrerà l’esecuzione di mosse diverse.

La storia di Roma come nessuno ve l’ha mai raccontata

Parlando del sistema di combattimento, abbiamo accennato al continuo utilizzo di QTE: a molti questa formula non andrà a genio, ma nel complesso non possiamo lamentarci di quanto abbiamo visto fino ad ora. Marius si servirà di scudo e spada per far piazza pulita di tutti i suoi avversari, senza pensarci due volte a mutilare braccia e gambe, o a tagliar teste; ovviamente, per attenersi a quella che si suppone possa essere la vera Antica Roma, gli sviluppatori hanno dovuto inserire contenuti forti e materiale esplicito, che vanno dalla violenza allo stato puro fino ad alcune scene calde (ragion per cui il titolo è stato censurato sul suolo statunitense). I quattro tasti principali saranno addetti ai comandi di base, ovvero attacco, parata, spinta e schivata e naturalmente il giusto tempismo giocherà il ruolo più importante. Segnale che gli sviluppatori hanno deciso di implementare all’interno del sistema di combattimento è soltanto un piccolo teschio che comparirà sopra le teste degli avversari una volta che il nostro colpo sarà andato a buon fine: questo potrà essere bianco nel caso in cui riuscissimo a stordire il nemico, rosso se lo stordimento dovesse essere critico. Importante features è sicuramente il focus, modalità in cui il nostro personaggio entrerà con vigore una volta che si saranno concatenate una serie di combo andate a segno. Tutto ciò che ci circonda andrà al rallentatore, mentre Marius attaccherà con irruenza i propri nemici. L’aspetto che maggiormente colpisce di Ryse: Son of Rome è indubbiamente la resa del gioco a livello tecnico, un vero spettacolo per i nostri occhi: sappiamo bene che Crytek è capace di regalare al suo pubblico dei veri e propri gioielli dal punto di vista grafico e questo nuovo brand ne è l’assoluta conferma. Le ambientazioni sono state rese in modo sublime, sia fedeli dal punto di vista storico, sia perfettamente realizzate da quello visivo. Il campo di battaglia è vivo: compagni che urlano, cadono a terra esanimi, caricano l’avversario con furore e cercano di onorare la propria patria. Ottima impressione anche dal punto di vista delle animazioni, fluide e di certo essenziali per dare vita ad un gioco che tende ad essere più cinematografico che altro. Insomma, sappiamo che la fase del salto generazionale è difficile anche per le case di sviluppo, nonostante questo poco importi al pubblico che giustamente pretende di mettere le mani su titoli di alta qualità dopo aver speso bei soldi: tuttavia, qualche neo in partenza è sempre concesso e, quindi, questa volta non ce la sentiamo di sputare sentenze sopra il lavoro portato a compimento da Crytek in tempi record. Aspettiamo di avere una copia o un codice del gioco tra le mani per potervi dare il nostro parere in maniera esauriente, fino ad allora non vogliamo sbilanciarci in eventuali giudizi.


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