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Remember Me Recensione » PS3
8.3/10

A volte, non serve avere un grande nome per tirare fuori un grande titolo. È vero, diventare celebri nel settore significa aver ottenuto una certa notorietà grazie a successi precedenti ma, in fondo, c’è pur sempre una prima volta. Con Remember Me assistiamo al primo colpo messo a segno dallo studio di sviluppo francese Dontnod, che finalmente sembra aver trovato la pace dei propri sensi grazie a Capcom, publisher che ha accolto il loro originale progetto nonostante potesse rischiare di morire lentamente in un mercato fin troppo crudele. Il nome iniziale del titolo era Adrift, un gioco difeso strenuamente dagli sviluppatori che si sono spinti a tal punto da rompere gli accordi con i distributori iniziali, pur di non toccare la sua interezza. Nonostante la stragrande maggioranza delle volte lo sviluppo di un titolo caratterizzato di alti e bassi non produce risultati degni di nota, ci sono sempre le eccezioni alla regola. Remember Me riflette perfettamente questa situazione, andiamo a vedere perché.

C’è differenza tra l’aver dimenticato e non ricordare

Ci troviamo in una Neo-Paris dove la tecnologia è divenuta parte integrante non soltanto della società, ma proprio della vita di ogni singolo individuo. L’anno è il 2084, un futuro prossimo alquanto improbabile visto l’eccessivo progresso raggiunto in un lasso di tempo di settant’anni (anzi settantuno, visto che stiamo nel 2013), però chissà, magari ci sbagliamo. Ciò che colpisce sin dal primo impatto è l’approccio cyberpunk che hanno voluto adottare gli sviluppatori, nonostante una trama che si distacca sostanzialmente dai punti cardine del genere. Il cuore pulsante di Remember Me sono sicuramente i ricordi, bene inestimabile che noi tutti conserviamo con gelosia: è questo il tema principale su cui intendono battere i Dontnod, che sfrutteranno la memoria in tutte le sue forme sia dal punto di vista narrativo che da quello delle meccaniche di gioco. Protagonista della vicenda sarà Nilin, una cacciatrice di ricordi imprigionata nella Bastiglia, oramai tramutata in una sorta di prigione all’avanguardia, dove ai detenuti vengono cancellati tutti i ricordi fino alla fine della loro pena. Anche alla nostra eroina, toccherà la stessa sorte, perdendo ogni memoria fuorché del suo nome. Aiutata a fuggire da un misterioso individuo chiamato Edge, niente popò di meno che il capo degli Erroristi – una resistenza che combatte la diffusione della manipolazione delle memorie, la tecnologia Sensen – la ragazza si troverà così ad affrontare battaglie senza sosta per tornare in possesso dei suoi ricordi, tesoro inestimabile per ogni individuo. Tutto sembra così scontato, eppure l’ottima caratterizzazione di ambientazioni da sloga-mascella e una protagonista così carismatica, renderanno l’esperienza di gioco davvero positiva. Ci troviamo in un titolo che denuncia una società spezzettata, dove la disumanizzazione è un processo in corso che, cosa che fa ancor più paura, sembra non preoccupar minimamente l’uomo.

Remixare, ma niente a che vedere con i DJ

C’è subito da dire che con Remember Me ci troviamo davanti ad un action in terza persona, che riesce in maniera piuttosto soddisfacente a mescolare diverse fasi di gioco, tra cui quelle platform e quelle stealth. Sul piano del combattimento, impossibile non cogliere la somiglianza con i titoli Arkham, visto che Nilin sarà capace di cambiare il bersaglio dei propri pugni e calci piuttosto repentinamente. Per quanto riguarda le contromosse, avremo a disposizione una serie di poteri mnemonici e di combinazioni personalizzabili grazie all’uso dei Pressen, colpi capaci di rigenerare la nostra eroina, di conferirle una maggior potenza negli attacchi, oppure di ricaricarne più velocemente le abilità. I Pressen, potranno essere assegnati liberamente su ognuno dei tasti, dando massima libertà ai giocatori di scegliere una propria strategia, difensiva o offensiva che sia. Tuttavia, i combattimenti risulteranno via via tutti uguali, necessitando soltanto di un po’ d’abitudine per superarli senza nessuna difficoltà. Il team di sviluppo ha provato perciò ad inserire diversi nemici cercando di dare un po’ di varietà all’azione: ad esempio, alcuni mutanti potranno essere visti soltanto sotto la luce, altri saranno danneggiabili esclusivamente con certi tipi di armi, e così via. Questo però non è bastato per dare la varietà necessaria per rendere il titolo accattivante come si voleva, ricadendo troppo spesso in fasi di gioco frustranti. Il tratto distintivo del gioco è senza dubbio caratterizzato dal remix dei ricordi, potere che consente a Nilin di manomettere le memorie delle persone: durante queste fasi, proposte come spettacolari filmati interattivi, il giocatore potrà modificarle interagendo con alcuni elementi durante il rewind manuale della scena. Questo escamotage è stato piuttosto utile per introdurre alcuni importanti colpi di scena, davvero una bella trovata da parte degli sviluppatori. Cosa dire poi delle fasi stealth? Nonostante non ci riferiamo a quel genere che tutti conosciamo, dove l’agire di soppiatto rimane la colonna portante di ogni meccanica, anche nel lavoro dei Dontnod si riscontrano momenti importanti in cui sarà necessario non dare nell’occhio. Grazie ai poteri del guanto speciale di Nilin avremo la possibilità di bypassare in gran segreto alcuni terminali, oppure di assimilare i ricordi altrui per proseguire indisturbati: così facendo, verranno mostrate alcune immagini oleografiche che ripeteranno alcune sequenze senza sosta, facendoci capire come affrontare la situazione che andremo a vivere da lì a poco. Per quanto riguarda la veste grafica, assolutamente nulla da ridire, i ragazzi di Dontnod hanno fatto un lavoro egregio sfruttando a dovere un Unreal Engine sempre molto funzionale. Bellissimo anche il sonoro, che si propone senza dubbio come pezzo forte dell’intero gioco: l’audio si adatta perfettamente all’azione, accompagnando in maniera molto curata ogni singola fase di gioco, per non parlare poi del tema principale, davvero di grande effetto; la localizzazione in italiano è buona, nonostante i dialoghi non sempre brillanti. Infine, è giusto spendere un paio di parole per la longevità: Remember Me presenta un’avventura principale che si snoda tra le otto e le dieci ore di gioco, una durata più che discreta per un gioco in singolo; tuttavia, è proprio questa un’altra delle sue pecche. Non ci sono modalità aggiuntive, né in locale, né online: per cui, a meno che non siate interessati a raccogliere tutti i collezionabili, vi avvisiamo che l’esperienza di gioco si riduce alla sola avventura principale, senza nessun fattore rigiocabilità.

Commento

Nonostante uno sviluppo così travagliato, c’era da aspettarsi che i Dontnod facessero bene: cosa vi aspettavate da un team formato da ex membri di Ubisoft, Criterion Studios e Quantic Dream? Remember Me si presenta in grande stile, grazie ad una grafica d’effetto e delle meccaniche di gioco veramente riuscite, che trovano la massima espressione nelle fasi caratterizzate dal remix dei ricordi. Nilin si conferma una vera eroina, capace di affrontare le difficoltà cui andrà incontro senza indugio alcuno: grazie ad ella, ci si potrà così affacciare sulle tematiche profonde che intende proporci il titolo, evolvendosi da semplice gioco a pezzo da tener d’occhio. Peccato per la ripetitività che affligge il gioco, nonostante la buona alternanza di fasi action, stealth e quelle in cui si combatterà senza esclusione di colpi. La trama non offre nulla di veramente nuovo, ricalcando cliché ormai troppo riutilizzati. E ancora, la totale assenza di altre modalità all’infuori della storia principale, gravano un bel po’ sulla giocabilità del titolo, che si propone dunque come progetto destinato soltanto a coloro che hanno voglia di immergersi in un’appassionante vicenda futuristica.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PS3


4 Commenti

  1. Avatar di JokerJK27
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    0

    Il gioco è bello,ma fare i combattimenti è uno strazio,devi fare 10 mila combo per stendere a un nemico,arriva il punto che è troppo noioso

  2. 8.3 e un bel voto,credevo che fosse votato meno … io lo devo ancora prendere,e lo prenderò sicuramente,quel che ho visto di questo gioco mi e piaciuto.

  3. Avatar di mirko
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    +1

    ci ho giocato per 4 giorni a casa di un caro amico in tutto per credo 5 ore di gioco……se devo dire la verità ma tutta la verità la capcom delude ancora…..è faraginoso graficamente ho visto di meglio ed è ripetitivo…..è un opinione personale……non lo prenderò.sto giocando a due giochi degni di nota……metro last light e IL GRANDE GIOCO “THE LAST OF US” IL RESTO è NOIA.

  4. Avatar di Seba99
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    0

    Io lo finito e per me e un “CAPOLAVORO” non so perchè mi ha preso tantissimo!!! :)

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