PS4 e XBox One: l’affermazione del mercato indie

indie

Con l’affermazione dei prodotti indipendenti parliamo di un fenomeno curiosamente pubblicizzato dai media (soprattutto sulla rete) come una sorta di rivoluzione, un nuovo mercato che realmente dona a tutti la possibilità di pubblicare un gioco. Non notare come però l’industria dei videogiochi sia riuscita ad inglobare anche quello che sembrava un mercato davvero indipendente sarebbe praticamente come negare l’evidenza e quindi dobbiamo arrenderci all’idea che Sony e Microsoft abbiano trovato il modo di guadagnare (anche se indirettamente) da sviluppatori in nessun modo legati ad esse. Qualcosa di rivoluzionario però deve esistere: le nuove, concrete possibilità offerte dal fenomeno sono altrettanto evidenti e tra tutte quella di poter creare un videogioco direttamente da dietro la nostra vecchia e noiosa scrivania.

Il fenomeno indie nasce in una certa misura dal fatto che negli ultimi quindici anni le possibilità di creare un videogioco sono notevolmente aumentate (anche se lo sviluppo indipendente esiste sin dai primi tempi in cui questi prodotti si sono affacciati sul mercato): la maggior parte di noi potrebbe recuperare dei software (Unity dispone di una interessante versione gratuita e Construct Classic risulta comodo per chi non conosce i linguaggi di programmazione) e strumenti di base per assemblare in ogni sua parte un gioco, definirlo fino alla perfezione e creare il capolavoro sempre desiderato. Da un lato, quindi, è possibile soddisfare le nostre necessità creative ma per vendere il prodotto e, conseguentemente, fare in modo che il grande pubblico lo riconosca come valido d’attenzione e commenti si deve necessariamente abbandonare l’idea che tutto sia nelle nostre mani: è possibile realizzare un gioco senza l’ausilio di un produttore e con costi che rasentano lo zero ma non è possibile venderlo attraverso i maggiori canali o addirittura direttamente sulle maggiori console senza il denaro per acquistare i diritti di pubblicazione, o un publisher che si occupi della faccenda.

Questa non è però tutta la verità. Soddisfare i bisogni creativi ed essere riconosciuti per tutti gli sforzi è possibile nel momento in cui si rinuncia al guadagno: i videogiochi indipendenti hanno trovato nella rete internet il luogo perfetto che permetta loro di proliferare, basti pensare ai siti che permettono la pubblicazione di videogiochi (alcuni dotati di una certa ricercatezza). L’affermazione del mercato indipendente ha potenziato le possibilità del DIY, del fai-da-te per intenderci, fino al punto di renderci capaci di creare ottimi prodotti in solitaria e ha anche il merito di aver permesso a studi di sviluppo di talento di pubblicare giochi di qualità anche solo per la gloria di farlo (interessante a tal proposito il caso del videogioco Fez e di Phil Fish, date un’occhiata al documentario Indie Game: The Movie per conoscere parte della storia).

L’ormai attuale generazione di console ha inglobato nell’offerta i giochi indipendenti senza modificare la loro essenza e senza aggiungere loro alcun significato. I videogiochi indie sono presenti su PlayStation 4 e XBox One perché è comodo per chiunque, sia per chi li pubblica sia per chi ne usufruisce; questo nuovo mercato potenzia notevolmente l’offerta di prodotti come le console di gioco e sarebbe decisamente un peccato lasciarlo fuori dal giro ma non rappresenta solo una delle nuove componenti dell’industria, simboleggia nuove possibilità creative e un rinnovato e crescente interesse nei confronti dei videogiochi.


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