PS Vita sarà “development-friendly”
PSvita
Si può dire che Sony abbia imparato dai propri errori. Infatti, memore dell’esperienza di una development-unfriendly PlayStation 3 (ovvero: sviluppare giochi per PS3 non è mai stato semplice, specialmente in fase di porting da altre piattaforme), Sony ha deciso di rendere PS Vita il più “accessibile possibile”.
Michael Denny, Senior VP presso SCE Worldwide Studios, ha così dichiarato a Develop:
In termini di semplicità di sviluppo, PS Vita sarà una piattaforma sulla quale abbiamo lavorato parecchio, in merito.
In termini di agevolare il processo di sviluppo, certamente quello che PS Vita offre è vicino alla PSP, e grazie al supporto che stiamo dando agli sviluppatori, direi che è la piattaforma più semplice e ben supportata attualmente.
Il collega Richard Lee è d’accordo, ed aggiunge che:
Non c’è mai stato nulla di simile su una piattaforma PlayStation. Abbiamo fatto ogni sforzo per rendere tutto il più semplice possibile.
E’ chiaro che abbiamo fatto tesoro dell’esperienza avuta con la PS3, e abbiamo deciso di uscircene con un grande ambiente di sviluppo che sia compatibile con gli strumenti di terze parti che gli sviluppatori utilizzano normalmente.
Il supporto per gli sviluppatori è un tema caldo per Sony, perché la sua piattaforma di punta, la PS3, è notoriamente difficile da sviluppare, con la maggior parte degli studi che fa affidamento su tecnologie di terze parti per implementare giochi per la piattaforma.
Shuhei Yoshida di SCE Worldwide Studios, infine, ha così commentato in merito:
Aveva un potenziale molto, molto alto e prestazioni di punta, ma la programmazione per le piattaforme PlayStation è stata una sfida enorme per gli sviluppatori di giochi.
In un certo senso, Kutaragi si stava godendo la sfida con gli sviluppatori di giochi. Diciamo che stava sfidando i programmatori top a livello mondiale a tirar fuori qualcosa di straordinario che sfruttasse appieno le prestazioni PlayStation. E ‘stata una cosa buona, grandiosa per le squadre con tecnici a cui piaceva la sfida, ma il mondo è ormai cambiato, e oggi c’è una comunità molto più grande di sviluppatori. L’attenzione si è allontanata dal cercare di ottenere il massimo dai componenti hardware, spostandosi in direzione di un processo produttivo molto semplice e lineare. Ecco perché ora sono necessarie così tante persone per fare un gioco.
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