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Orcs must die! Recensione » PC
7.0/10

Ci sono giochi in cui la semplicità riesce a catturare l’utente fino a fargli perdere ore e ore davanti allo schermo, in questo caso parliamo del classico Tower Defense.

Seppure i primi esempi risalgano a diversi anni fa, citiamo ad esempio Rampart, solo grazie all’avvento del Flash nei webgames si è avuta un’esplosione del genere culminata con Desktop Tower Defense che ha praticamente segnato un genere e creato numerosi cloni o adattamenti.

Lo schema è semplicissimo, ci sono uno o più portali da dove escono “cattivi” di vario tipo con differenti caratteristiche come robustezza, velocità o altro, cattivi che debbono poi arrivare all’uscita, uniche vostre difese sono ostacoli da piazzare in punti strategici e naturalmente “torri” o armi in grado di rallentare o distruggere le orde in arrivo.

Mamma gli orchi!

Orcs must die!

Trama striminzita ma funzionale, il mondo è a rischio d’invasione a causa di alcuni portali attraverso i quali i famigerati orchi e simil progenie cercheranno di arrivare al nocciolo di potere magico, unica difesa siete voi, scapestrato mago che ha dovuto prendere il posto del classico Arcimago schiattato senza preavviso, e una sfilza di accessori alquanto pericolosi ma non certo per voi.

Ecco quindi che prima di ogni livello avrete a disposizione del denaro, non molto a dire il vero, da spendere per piazzare le trappole in punti strategici della mappa, ad aiutarvi nel posizionamento c’è una simpatica linea luminosa che indica il percorso degli orchi, così da evitare di buttare via il denaro in zone non necessarie ma è palese che spesso farete scelte sbagliate.

All’inizio non avrete praticamente nulla a disposizione ma ad ogni passaggio di livello riceverete una trappola o accessorio nuovo, questo anche perché fortunatamente potrete usare delle armi o magie nel caso in cui le trappole non facessero il loro dovere.

Toh, pezzi che volano

Chi ha giocato al mitico Dungeon Keeper non può non ricordare il piacere nel vedere i prodi “eroi” esser massacrati dalle trappole da noi sadicamente piazzate, in questo caso avremo quindi a disposizione i classici spuntoni dal pavimento, presse dal soffitto, pavimenti di lava e lame di vario taglio, non mancheranno anche accessori magici che ci permetteranno di congelare o far volare nei pozzi di lava i poveri orchi.

Infatti a differenza del classico Tower Defense spesso vi ritroverete a sporcarvi le mani sia con con un pratico arco elementare che con un bello spadone.

Naturalmente ci sono i potenziamenti, cari assai, che potrete applicare se riuscite a finire il livello con un buon punteggio, di modo che la vostra vita sia più facile e ne avrete sul serio bisogno.

Ogni tot livelli poi incontreremo delle maghe che ci forniranno dei specifici potenziamenti ma anche in questo caso il vostro denaro farà una pessima fine e alquanto rapidamente.

Non dimentichiamoci poi che in certe mappe avremo a disposizione calderoni bollenti, cannoni spara arpioni, lampadari che potremo usare per fare ulteriori danni, un piccolo e gradevole tocco di fino.

*GRIN*

Stiamo parlando di un gioco NON facile, cosa che di questi tempi è buona cosa, infatti le risorse a disposizione sono poche, in ogni livello potremo solo portarci dietro un numero preciso di trappole e accessori quindi il termine “pianificare” ben si confà.

Inoltre come ogni “Tower Defense Game” che si rispetti i mostri arrivano a scaglioni, la pausa nel mezzo è decisamente corta, parliamo di 10/15 secondi al massimo, quindi vi ritroverete a correre per tutta la mappa cercando di tappare i punti deboli, certo ci sono delle pause fisse che vi daranno respiro ma non sempre potrete usufruirne.

Bel colore quel sangue

Orcs must die!

Per quanto riguarda la grafica e la presentazione siamo su livelli nella media visto lo status di budget game, stile cartoon ma senza esagerare, colorato e soprattutto i pezzi che volano rendono bene.

Purtroppo non vi è varietà particolare nello stile delle mappe e certi particolari sono statici, vedi gli stendardi che sembrano usciti da un pessimo lavaggio nell’amido.

Degni di nota i panels che presentano le trappole disegnati come delle tavole di Leonardo Da Vinci e “L’orco Vitruviano” e il comparto audio alquanto demenziale visto lo spirito tamarro del vostro personaggio principale, interessante poi che vi siano pacchetti language diversi quindi con commentario alquanto differenziato, tra cui naturalmente l’italiano ma persino il giapponese.

Riguardo al doppiaggio degli orchi, i grugniti saranno coperti più dal suono delle trappole che scattano quindi li noterete appena.

Solo come un cane

Purtroppo il multiplayer non è presente, come nel caso di Dungeon Defenders, esiste solo una classifica online e questo è un peccato dato che sarebbe stata più interessante un’interazione con altri giocatori.

Massacriamo!!

Alla fine il gioco vale la candela? Per la cifra che offre sicuramente, si parla di 10 euro su Steam, è anche un titolo alquanto difficilotto e relativamente corto, 24 livelli, ma è assai probabile che ci saranno DLC che vi forniranno nuove trappole e nuovi personaggi da guidare.

Grosso neo il discorso multiplayer e l’impossibilità di creare mappe da condividere con il resto degli utenti ma può essere che anche in questo caso le cose possano cambiare.

Ultima ma non certo importante cosa, il layout dei tasti è fisso, classico stile fps, quindi nel caso siate mancini vi potreste trovare un po’ in difficoltà.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PC


3 Commenti

  1. Avatar di Roberto Schiera
    VN:F [1.9.17_1161]
    +1

    Come sempre, recensioni ben strutturate e pulite.

    I miei complimenti a Cello ;)

  2. VA:F [1.9.17_1161]
    -3

    Anche qui stesso errore della recensione MW3…
    “Non particolarmente facile” è messo sia nei PRO che nei CONTRO!

    • Avatar di 800A
      VN:F [1.9.17_1161]
      +4

      @Sebastiano ti avevo già risposto per MW3. Sono cose che mettiamo di proposito quando possono essere punti a favore di alcuni e contro per altri.
      In questo caso l’essere un gioco difficile è sicuramente un PRO per molti giocatori, ma anche un Contro per tanti altri.
      E’ una cosa che facciamo spesso nelle nostre recensioni quando si tratta di peculiarità estremamente soggettive.

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