On the Tower: intervista al dev team di un indie tutto italiano

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On the Tower

Esiste tutto un mondo oltre al gaming, che fa parte del gaming stesso e che spesso, troppo spesso è dimenticato. Eppure c’è gente che con le proprie invenzioni potrebbe cambiare o ha cambiato il modo di fare videogames. Stiamo parlando delle comunità, numerosissime, di developer indie sparsi in tutto il mondo ed ovviamente anche in Italia. Oggi, dunque, avremo il piacere di conoscere un gruppo di amici ed appassionati che sta realizzando un gioco di cui in molti già parlano.

Il loro lavoro si intitola on The Tower e noi di Buddha Gaming abbiamo avuto il piacere di poter fare qualche domanda al team ed in particolare con Alberto, l’addetto stampa del gruppo.

Ciao Alberto! Allora, prima di cominciare con le domande, mi parli un po’ di voi? Quanti siete e di cosa vi occupate?

Ciao, il team del progetto è composto da 4 persone me compreso: Alberto (che sarei io) che mi occupo della parte delle public relation e cerco di aiutare Fabiano con il motore grafico Unity. Fabiano “Deimos” Zaino è il creativo del gruppo, si occupa della parte tecnica, della grafica 2D e 3D ma anche della lavorazione su Unity. Poi, se non bastasse, insieme a me ha creato tutta la storia dietro al gioco e definito il concept generale del progetto. Matteo De Carlo è il nostro musicista e sono sicuro che vi stupirà non poco con la colonna sonora che sta realizzando. Ultimo ma non ultimo abbiamo Luca Lo Priore che è il nostro supporto alla programmazione. Attualmente stiamo cercando anche altre due figure (modellatore 3D e animatore) che ci supportino per alcune cose che non siamo riusciti ad integrare ma anche per quello che riguarderà il lancio vero e proprio del gioco.

Qual è il vostro genere di videogames preferito o il vostro gioco preferito?

Siamo abbastanza onnivori per quanto riguarda i videogiochi. Inoltre, avendo anche una certa età, siamo sul pezzo quasi fin dalla nascita dei videogames. Ricordo i tempi in cui si andava nelle sale giochi cittadine a sperperare le 10 mila lire in granetti di monetine tonanti (spesi per la maggior parte sul cabinato di Metal Slug). Bei tempi! Comunque sia, non abbiamo un genere preferito anche se ultimamente alla commercialata dei giochi tripla A, preferiamo spendere qualche soldo in meno per portarci a casa (scaricare da Steam), qualche indie che spacchi davvero tanto; e di prodotti in questo senso ce ne sono parecchi: il brutto è che anche la stampa specializzata non sembra notarli e questo è un grave problema per chi è meno informato.

Come è nata l’idea di questo gioco? Vi conoscevate già prima?

Io e Fabiano ci conoscevamo già perché scriviamo entrambi su un blog di videogiochi aperto da noi tre anni fa. Gli altri due acquisti li abbiamo conosciuti grazie alla rete. Dopo un primo contatto via mail e spiegazioni varie sul progetto, sono saltati in groppa al destriero.

Mi descrivi brevemente quale è l’idea di fondo del progetto?

L’idea di on The Tower è semplicissima e multifunzione. Ci siamo noi e c’è il pubblico. Noi lavoriamo su di un progetto che sentiamo possa avere qualcosa da dire e nel mentre, offriamo al pubblico la possibilità di darci dei feedback sulla lavorazione tramite il download costante delle varie versioni del gioco.

Esiste, in italia, una community di sviluppatori indie per scambiarsi idee, esperienze e magari trovare collaboratori?

Sì, esistono varie comunità di persone che parlano dei loro progetti e che si scambiano idee ed opinioni. Quella forse più importante in Italia per come la vedo io è la community di Indie Vault dove si trova gente che lavora sia per passione che veri e propri professionisti del settore. Noi comunque siamo presenti anche sul forum ufficiale di Unity dove ci sono parecchie persone che postano le proprie opinioni e con le quali è facile entrare in contatto. Poi ci sono anche utenti (quasi tutti stranieri) che stanno sviluppando qualcosa, nel loro piccolo, ed a volte si tratta anche di prodotti di tutto rispetto.

Avete pensato ad una raccolta fondi stile KickStarter o ad una sponsorizzazione di qualche tipo?

Kickstarter è un servizio che a noi personalmente non ci attira. Fra l’altro, non c’è ancora la possibilità di richiedere fondi se si è italiani dato che il servizio è confinato al suolo americano ed a breve credo anche quello inglese. Il finanziamento, inoltre, non è fine a sè stesso; il punto è che poi crei delle aspettative molto importanti e per ora non ce la sentiamo. Anche se fosse aperto agli italiani penso che per ora non chiederemmo di pubblicarci il progetto. Più in la, con in mano qualcosa di concreto, magari con un lavoro completo al 90%, se ne riparlerà. In questo periodo stiamo decidendo se inserire il gioco su Greenlight, Desura ed altri servizi simili.

Quale è il giudizio del pubblico in rete sul progetto? Siete soddisfatti del rapporto con i possibili vostri clienti finali?

Allora, per quanto riguarda i feedback sul sito, speravamo in qualcosa di meglio ma il progetto è appena partito e la gente deve avere il tempo di mettere in moto il passaparola. Quindi non è che ci aspettassimo 1000 commenti alla prima settimana. Speriamo, però, che il tutto venga recepito bene dal pubblico italiano, dato che, purtroppo, progetti simili siano davvero pochi qui in Italia. Per il resto, le visite sul sito sono notevoli e anche la demo è stata scaricata davvero molte volte rispetto alle previsioni, quindi il progetto attira, e noi ne siamo contenti.

Noi ringraziamo il team di on The Tower ed invitiamo tutti a visitare il sito internet dei ragazzi da dove sarà possibile, tra le altre cose, scaricare l’ultima versione (in lavorazione) del progetto da provare e valutare.


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