Mafia II vs Mafia (parte prima)

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Mafia 2 vs Mafia

Finalmente, dopo paziente (mica tanto) attesa, pare che quest’anno le speranze di migliaia di persone come me, bramose di vedere alla luce il secondo capitolo di Mafia (: Mafia 2), verranno esaudite.
Come molti di voi avranno intuito, leggendo i miei precedenti articoli, Mafia è stato per me il meglio del meglio (ovviamente tra le tipologie di giochi del suo genere).

Nessuno osi dirmi che GTA è meglio, nessuno. Accetto pareri del tipo “sono due tipologie di gioco differenti, sbagliato paragonarli”, ma diciamo che siamo al limite del limite del plausibile, a parer mio. Come si può ben intuire, il tema di quest’articolo è appunto Mafia II, visto attraverso gli occhi di quello che fu, di quello che vorrei fosse, e di quello che sarà.

Per farla breve, insomma, faremo un pezzo diviso in tre capitoli in ognuno dei quali verrà analizzato uno dei tre argomenti di cui sopra.
Nel presente, si parlerà dunque del primo capitolo di questo gioco/film spettacolare. Ho messo “slash film” non a caso, sia chiaro, e sono sicuro che molti come me ammetteranno senza problemi come quel gioco fosse dotato di una sceneggiatura ed una regia degna di un film di Hollywood, nonchè di una serie di elementi apparentemente piccoli, ma che in realtà ingigantivano l’opera dal punto di vista dell’ immedesimazione nel personaggio, ora nella gioia di un “avanzamento di carriera”, ora nei drammi morali che qualsiasi tassista catapultato all’interno di una organizzazione criminale vivrebbe. Sono, in sostanza, quelle che in gergo si chiamano “finezze”.

In quanti altri giochi “violenti” l’emotività è portata a livelli simili? In quanti altri giochi ti affezioni letteralmente ad un personaggio fino al punto di starci male quando gli vien fatta la pelle? Beh, sicuramente questo accade anche in altri, ben fatti, giochi, ma possiamo tranquillamente affermare che non si tratta di una consuetudine.
Mafia non è un gioco “di pistole”, non è un gioco di macchine…e contemporaneamente lo è! Ma soprattutto Mafia è un’esperienza di vita. Un racconto delimitato ai margini, ma all’interno del quale puoi spaziare in modo molto coinvlgente.
Parliamo dell’ambientazione. Vieni catapultato nell’America di inizio secolo, sei un tassista, e per puro caso due “picciotti” ti “chiedono” di seminare un’auto con dentro altri “picciotti” armati di fucile mitragliatore Thompson, tu “accetti” e grazie alla tua conoscenza della strada riesci a seminare la banda nemica.
Da notare che, normalmente, non puoi superare una data velocità, pena multa e in alcuni casi l’arresto.
Adesso la famiglia Salieri ti deve un favore, e non appena avrai bisogno di soldi la prima cosa che farai sarà rivolgerti, appunto, a Don Salieri.
All’inizio sono lavori di bassa manovalanza: ammacca un auto qua, pesta un paio di tizi la, e così via, ma andando avanti ti ritrovi invischiato in faccende sempre più grosse, come…una guerra tra Famiglie.

Senza continuare a sciorinare la trama dal punto di vista degli “eventi chiave”, possiamo soffermarci sui temi trattati all’interno di questo intrecciarsi di vicende. Primo tra tutti, la lealtà ed il rispetto. Don Salieri è come un padre, Sam e Paulie sono per te come due fratelli: non ti passa neanche per la testa di comportarti male nei loro riguardi.
Altra tematica: l’ Onore, con la O maiuscola. Lo stesso che ti porta ad uccidere uno che aveva “sgarrato” a colpi di Lupara, giusto per far si che il messaggio “passi”. Con un fucile qualsiasi non si sarebbe capito l’autore del delitto.
L’amore. Ti innamori della figlia del barista del Boss…che culo eh? Fortunatamente anche lei prova lo stesso sentimento, ed inizi a chiederti come tirerà avanti quando prima o poi ti beccherai una pallottola in testa.
L’amicizia. Come già detto, Paulie e Sam sono per te due fratelli, soprattutto Paulie.

Tutto scorre bene, a gonfie vele, se non che… Paulie viene ucciso. E da chi, se non da Sam, a sua volta incaricato dal Don, infastidito per i colpi solitari (rapine in banca, etc) che ogni tanto facevate tu e l’amico (difatti dopo Paulie sarai tu a dover guardarti le spalle)?
Ecco la tematica fondamentale, che stravolge tutto quanto si è visto sinora: quella montagna di merda (Cit. Peppino Impastato) che è la mafia. Ti accorgi che tutto quello che avevi vissuto, era finto. Ti accorgi che non esistono amicizie, all’interno di un sistema del genere, salvo rari casi, come Paulie.
Ti accorgi che chi ti ha rispettato non lo ha mai fatto per stima o per affetto, ma per evitare grane.
Ti accorgi di tutto questo, e vuoi per un pentimento interiore, vuoi per proteggere i tuoi (il Don ti da ancora la caccia), scegli di costituirti.
La trama è intrecciata finemente tra flashback e presente. Il giocatore non fa altro che giocare il proprio passato, la storia che sta venendo narrata, e fa da spettatore a quelli che sono gli eventi presenti, sotto forma di filmati magistralmente sceneggiati, fino a quello che sarà l’epilogo, triste, ma che fondamentalmente è un po la “summa” di tutto quello di cui si è discusso.

E’ un pareggiare i conti.
E’, più prosaicamente, la ruota che gira.
Oppure, più poeticamente, il boomerang che ti si ri-conficca in culo.

Mafia II vs Mafia:

MAG 2008 12

Immagini Mafia II


4 Commenti

  1. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    Personalmente credo che Mafia1 si contenda il titolo di miglior gioco della storia dell’universo conosciuto con DeusEX.
    La roba venuta dopo è robetta, hai voglia a riempire i titoli di effetti grafici next-gen, non c’è storia. Solo STALKER (secondo me) poteva competere, non fosse per la quintalata di bug che flagellavano i testicoli del giocatore.

    Mafia innanzitutto era un gioco avvincente, un vero gioco da PC senza le semplificazioni da console.
    In secondo luogo ben realizzato tecnicamente: ci giocavo su un PC a 500mhz e 192 mega di ram. Un’intera città viveva in un pc con così poche risorse.
    Terzo: ben realizzato dal punto di vista artistico. Di più, un capolavoro.
    Finale da brividi lungo la schiena, col crescendo sonoro dell’orchestra sinfonica di Praga, quella vera. Spettacolo.

    Un gioco così non si ripete, io credo.

  2. Avatar di Roberto Schiera
    VN:F [1.9.17_1161]
    0

    Grande.

    Anche io adoro il primo DeusEx, uno dei giochi più carismatici di sempre.
    Condivido persino il discorso delle “semplificazioni da console”.

    Mi fa piacere notare come esistano altri che la pensano come me sull’attuale panorama videoludico.

    Grazie di esistere!

  3. VA:F [1.9.17_1161]
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    Non a caso sono gli unici giochi che ho rigiocato in vita mia almeno altre due volte :D

  4. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    Come non quotare in pieno ? Mafia è stato un capolavoro (difatto degno del miglior fil del padrino) e speriamo che lo sia anche il secondo capitolo .

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