Recensione » Lollipop Chainsaw

Lollipop Chainsaw Recensione » Xbox 360
6.5/10

I giochi aventi gli zombies come componente principale sono veramente una marea, sembra impossibile ma si è riusciti ad infilarli in praticamente qualsiasi genere videoludico dando pure vita a piccoli capolavori come Plants VS Zombies ma anche a titoli alquanto scontati.

Quindi è stato con un certo timore che assimilai la notizia di Lollipop Chainsaw, un titolo che dava l’impressione di uscire un po’ dagli schemi, sia per l’aria demenziale che lo pervadeva che per esser scaturito dalla mente contorta di Goichi Sudache ci ha regalato titoli astrusi come Killer7 o Shadows Of The Damned, un titolo che dopo la presentazione ufficiale aveva messo in evidenza delle idee interessanti ma anche alcune debolezze, tutte cose che poi si sono mostrate in fase di recensione, ma è meglio andare con ordine.

Buon Non-compleanno!!!

Lollipop Chainsaw

Quando si pensa alle cheerleaders si pensa a bionde svampite con una cattiveria innata che in praticamente qualunque serie tv americana cercano di far passare le pene dell’inferno agli altri sfigati studentelli e qui nei primi momenti della presentazione si ha l’impressione di essere su quella strada, ma poi le cose cambiano decisamente quando ci viene rivelato che la nostra popputa protagonista Juliet in realtà è una cacciatrice di zombies professionista con alle spalle una famiglia altrettanto svitata ma al tempo stesso assai pericolosa, basti pensare alle sorelle psicopatiche o al padre “carro armato” che seppure non siano personaggi giocanti danno il loro contributo sicuramente dal punto di vista morale ma anche da quello degli upgrades, cosa di cui parleremo più avanti.

Il gioco inizia quindi con la nostra Juliet che si reca all’appuntamento con il suo ragazzo per festeggiare il proprio compleanno ma che poi alla fine si ritrova sotto attacco di un’orda assatanata di zombies che vogliono farle le scarpe in modo poco civile, il tutto causato dal solito nerd/emo/dark/metal/goth che stufo di come viene maltrattato decide di evocare delle entità demoniache per portare nel mondo la distruzione totale.

Uniche armi a sua disposizione la fida motosega dal look kawaii che con l’andare avanti del gioco subirà dei potenziamenti assai utili, la coppia di Pon Pon atti a stordire i nemici e infine il fidanzato che a causa di una sua situazione fisica particolare le farà da “spalla”.

Scusa, ti ho morso il culo

Lollipop Chainsaw

La nostra amata motosega potrà essere usata con 2 attacchi principali che poi miglioreranno quando verranno acquistate le combo, è fondamentale prenderne dimestichezza perché in base alla qualità degli attacchi aumenteranno sia il punteggio che il denaro raccolto, quest’ultimo servirà principalmente per gli acquisti ma anche come metro per scalare la classifica sia online che locale.

Quando si riuscirà a compiere uno smembramento di gruppo si avrà un ulteriore bonus oltre che una serie di effetti speciali degni di un cartone animato di “Mio Mini Pony”, purtroppo ciò non sarà sempre fattibile dato che ho riscontrato una certa legnosità nei tempi di risposta; soprattutto alcune combo, seppure se semplici spesso non vanno a buon fine e più di una volta digrignerete i denti a causa delle occasioni perse; l’unico modo quindi per fare una bella raccolta è caricare la classica barra di energia che ci permetterà di sferrare poi di affettare rapidamente anche gli avversari più ostici.

La motosega poi riceverà delle modifiche che la trasformeranno per esempio in un lanciarazzi o in una sorta di motore a reazione, tutte cose che si riveleranno fondamentali per eliminare gli avversari di grossa stazza ma anche per dare vita a una serie di mini games, come i giochi del basket e del baseball che però dovranno essere superati per poter avanzare nel gioco pena la fine della partita, aggiungiamo anche che il nostro fido “fidanzato” avrà più di una funzione utile alla causa nonostante il fatto che sin da subito sembra essere solo un mero oggetto ornamentale e pure assai chiacchierone nonostante sia perennemente attaccato al fondoschiena di Juliet in tutti i sensi.

Il gioco si dipanerà per sei livelli rivelando quella che sicuramente è una delle mancanze maggiori, infatti si potrà terminare il tutto dopo circa 4/5 ore di gioco, una cosa alquanto sgradevole visto il costo del software, certo c’é l’incentivo a riprenderlo in mano per poter acquisire tutti i potenziamenti e gli extra tra cui vestiti chiaramente alquanto discinti, senza poi dimenticare una classifica online in tempo reale che tiene conto del punteggio e delle tempistiche per ogni livello, ma ciò non toglie che rimane la sensazione che si è voluta creare un’esperienza di gioco “mordi e fuggi”.

Di sicuro pregio i Boss di fine livello, alquanto originali nei loro schemi di attacco ma anche solo come mera presenza fisica, aggiungete poi che ognuno di essi rappresenta un genere musicale ben preciso enfatizzato in modi alquanto strampalati, il Dio del Death Metal su una nave vichinga volante, e che soprattutto non si stenderanno in pochi minuti dato che cambieranno schema d’attacco più volte e ci vorranno almeno una ventina di minuti come minimo per atterrarli.

Si punta al risparmio?

Premetto che mi sono un po’ rotto le scatole dell’uso del cell shading, me lo ricordo ancora quando venne presentato sul mercato con XIII e vista l’impostazione fumettistica del fumetto aveva un senso, idem dicasi quando uscì Dragon Quest 8 per ps2 e anche in quel caso aveva senso, ma poi si decise di passare all’uso sfrenato senza un motivo apparente, basti pensare che anche molti Anime ora lo implementano in modo quasi forzato. Tornando ai videogiochi in alcuni casi il risultato era gradevole ma in altri era decisamente discutibile e sembrava quasi un puntare al risparmio per evitare di disegnare textures complesse o altro.

In Lollipop Chainsaw questo limite si vede assai, vero che Juliet e fidanzato son ben disegnati ma gli zombies standard sembrano sul serio tutti uguali, poi gli scenari sono più piatti di una tavola da surf, sembra di vedere un gioco vecchio di anni che in alcuni casi va pure a scatti, il taglio cinematografico di alcune scene è bello e i boss son ben caratterizzati ma il resto sul serio non impressiona per niente nonostante gli effetti psichedelici siano l’unica cosa che salta agli occhi; Jiuliet con gli arcobaleni, le stelline e il palo da pole dance ha un suo perché ma manca comunque il mordente, per certi versi la grafica migliore è quella del menu iniziale che riprende lo stile de “I racconti dello Zio Tibia”

Nulla da recriminare, o quasi, sul discorso audio dato che la colonna sonora è già stata evidenziata in articoli precedenti e rende bene lo spirito demenziale del gioco riprendendo temi che se di primo acchito sembrano fuori posto poi in realtà cadono a fagiolo, vero che io da buon amante del Giappone avrei avuto piacere di vedere inserito qualche gruppo Jappo ma non si può avere tutto dalla vita, menzione speciale sul doppiaggio che seppure in inglese è spassoso dato che le conversazioni tra i due fidanzatini saranno onnipresenti e al tempo stesso assai divertenti visto ciò che sta accadendo attorno a loro, l’effetto sonoro che sentirete di più assieme a quello della motosega è quello di un lecca lecca masticato, lo sentirete così tante volte che vi verrà voglia di prenderne uno dal tabacchino.

Il portafoglio mi guarda male

Lollipop Chainsaw » Videorecensione  
Lollipop Chainsaw
Videorecensione
7:44 min
Lollipop Chainsaw è uno di quei titoli che alla fine si rivelano ardui da valutare, i pregi fanno a cazzotti coi difetti che si potevano tranquillamente evitare, è uno di quei titoli “brainless” che non ti obbligano a memorizzare duemila tasti o perdere le ore davanti allo schermo, per certi versi è molto old school e questo non è un difetto visto i mattoni che ci propinano ultimamente.

Il fatto poi che sia auto ironico è una bella cosa, dopo una pletora di titoli seri con gli zombies ci voleva qualcosa che uscisse dai soliti binari e Lollipop ci riesce anche a piccole trovate che faranno scoppiare più di una risata al giocatore, aggiungete poi che i dialoghi tra Nick e Juliet starebbero bene in un film americano demenziale anni 80, che i personaggi di contorno sono follemente assurdi, il Sensei maniaco sessuale meriterebbe un podio a parte, e che alla fine si gioca per vedere cosa c’è dopo.

Ma la questione longevità è importante, un gioco che viene venduto a 60€ necessita di quel quid che qui latita, vero che come detto in precedenza si è spinti a rigiocarlo per scalare le classifiche e sbloccare gli oggetti ma qualche livello in più non avrebbe fatto male e poi confesso che poter interpretare anche il resto della famiglia di Juliet sarebbe stata una piacevole aggiunta futura, c’é di buono che non ci ritroveremo a comprare infami DLC o altro ma qualcosina in più sarebbe stata assai gradita.

In conclusione è sicuramente un titolo da prendere in versione budget, dato che può regalare qualche ora di sano spasso senza tanti fronzoli inutili, ma nel caso del prezzo pieno è bene valutare se il proprio portafoglio ha intenzione di collaborare o meno, sarebbe stata gradita una demo ma non mi pare che sia stata purtroppo prevista.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox 360


7 Commenti

  1. Avatar di fullmetalalchemist25
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    +2

    non lo gioco neanche se me lo regalano !

  2. Avatar di Cooperone
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    +1

    Eh segnù cau, quanta mussa…

  3. Avatar di pelosissimo
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    0

    Qualcuno sa dirmi come si slocca la combo “carcagnae”?

  4. Avatar di helldemon
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    +1

    secondo me è carino come gioco anche perche è originale

  5. Avatar di JokerJK27
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    0

    Carino ma un gioco così vale 25 euro…

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