Le sale giochi di un tempo: Nostalgia da Coin Up

coin-up cabinato

Terra. Ultima frontiera.

Anno non so quale dopo la nascita dei famigerati Videopoker. Anno importante, fondamentale, poiché da quel momento iniziò il declino della Sala Giochi, maiuscolo volutamente. Declino che raggiunse l’apice con la diffusione a macchia d’olio delle console videoludiche, che diedero un vero e proprio colpo di grazia a questa sorta di “must” per i giovanissimi e non degli anni ’80 e ’90.

Le sale giochi erano una sorta di luogo mitologico, un luogo in cui l’accesso ti schiudeva tutta una serie di porte, positive alcune, negative altre. In sala giochi andavamo da ragazzini, per fumare le nostre prime sigarette senza essere visti da “amici e conoscenti dei nostri genitori”, conoscevamo gente più grande di noi di qualche anno (che a quei tempi pesava come se fosse un decennio), e soprattutto si iniziava a socializzare con ragazzi di altri quartieri, che altrimenti non avresti mai incontrato se non sull’autobus, la mattina, quando andavi a scuola, possibilmente per fare a mazzate per il furto di un astuccio.

Ricordo ancora le mitiche sfide a Double Dragon, Final Fight, Vendetta, Street Fighter, Mortal Kombat, Tekken…ma anche Pang e Puzzle Bubble. Tempi in cui una partita, o “un cannone” (termine che risale se non ricordo male ai primi videogames in cui i crediti erano indicati con un cannoncino in alto a sinistra),. costavano 200 lire. Ricordo che ci si dava appuntamento: oggi pomeriggio si va a rompere il culo a quei cazzoni che si sentono tanto in gamba (penso sia più o meno la stessa cosa che dicessero loro, con l’unica differenza che il culo glielo rompevamo noi a loro, sul serio). Ricordo quando telefonavo a 800A, alle 2:30 del pomeriggio, per dirgli che avevo trovato una mossa micidiale di King, e che si doveva subito andare a provarla. Ricordo quando era lui a svegliarmi durante la pennichella pomeridiana.

Andando ancora più indietro negli anni, ricordo quando “chi aveva finito Street Fighter con tutti i personaggi era un tizio con le palle. Ricordo che vedere una ragazza in sala giochi era come scorgere acqua nel deserto, ed immediatamente quando le vedevi pensavi: minchia, questa sarà una tipa cazzuta… Ricordo anche chi rompeva la minchia con la menata, sempre a Street Fighter, che “le stelline si rispettano”, ovvero non era valido attaccare il personaggio avversario quando stonato, ed appunto aveva le stelline che giravano attorno alla testa.

Ma ecco cambiare il vento: iniziano a spuntare i videopoker, ed i gestori capiscono che faranno molti più soldi grazie ad uno dei vizi più vecchi del mondo: il gioco d’azzardo. A proposito di vizi: a quando le puttane in sala giochi? Ops, scusate, non ho usato un termine corretto, voglio rifarla: a quando le “donne diversamente commerciabili”, in sala giochi? Aumentano i videopoker, con tutte le loro varianti, e diminuiscono sempre di più i coin up, fino a scomparire praticamente quasi del tutto.

Adesso la gente gioca ai videogames a casa. Comodamente seduta sul divano. Prima almeno si usciva di casa.

Eh…i tempi cambiano.

SET 2008 01


1 Commento

  1. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    In verità, l’avvento dei videopoker non è stata la causa del minor numero di coin-op.

    Il videopoker ha funto da àncora di salvezza per le molte sale giochi colpite dall’avvento delle console, le quali hanno, di fatto, cambiato il modo di giocare e di approcciarsi ai videogiochi. Una volta inserivi il gettone per sfidare anche persone che non conoscevi, adesso, dopo anni ed anni di “individualizzazione” nell’approccio con il videogioco dovuto alle console, adesso non vedi un ragazzino chiedere di “entrare”…non si creano più amicizie.

    Non te la prendere con i gestori. Sono l’ultima ruota del carrozzone. Le decisioni vengono sempre dall’alto. Le software house hanno cominciato, dapprima, ad utilizzare le sale giochi come beta tester per il mercato delle console domestiche. Poi hanno piano piano abbandonato il settore dei coin-op per concentrarsi direttamente sulle console. Soltanto la Sega continua a sfornare qualche cabinato.

    La motivazione di questa decisione? Di natura prettamente economica. Un cabinato, per la SH, è costoso da produrre e rende poco rispetto ad un videogame domestico. Da ciò l’abbandono di un settore decisamente florido negli anni 80 e 90.

    I gestori si sono ritrovati a dover dedicare almeno parte della salagiochi al videopoker….e stavano meglio prima, credimi.

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