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Kingdoms of Amalur Reckoning Recensione » PC
8.9/10

Da quando il mercato console ha praticamente inglobato il mercato videoludico c’è stata una sorta di “fuga dei cervelli” dal pc alle varie creature di Sony, Nintendo e Microsoft, ma raramente il contrario. Si è quindi cercato di adattare videogiochi complessi per poter entrare in un mercato il cui termine “complesso” suona quasi come un’eresia, ma curiosamente si è cercato di evitare il viceversa come se l’utenza PC fosse solo una massa di cervelloni nerd che vogliono complicarsi la vita a prescindere.

Forse questo è vero ma ogni tanto qualcosa di semplice è necessario, quindi, come nel caso degli RPG, un prodotto non complesso ma intrigante dovrebbe fare la sua porca figura. Dovrebbe…

A volte ritornano

Kingdoms of Amalur Reckoning

Diciamoci la verità, gli Elfi, a parte alcuni casi, son sempre stati un po’ spocchiosi e problematici quando si trattava di gestirli, quindi non è una sorpresa che in Kingdoms of Amalur i problemi nascono proprio grazie ad un elfo “pazzo” che decide di fare strage dei suoi simili in nome di un Dio sanguinario, per poi iniziare una caccia a chiunque ne potesse minare l’avanzata, aggiungeteci il termine “immortale” e potete immaginare che la situazione non è proprio allegra.

E’ qui che entrate in gioco voi, anche se la vostra “entrata” non è proprio epica, infatti vi risvegliate su un’enorme pila di cadaveri, frutto di esperimenti di rinascita per poter creare un esercito dai corpi dei caduti, certo non siete in una situazione come in quella di Planescape: Torment ma vi renderete conto che la fuga è l’unica opzione.

La storia in realtà è più complessa ed è anche qui che si comprende cosa rende di particolare questo titolo, infatti per la sua creazione sono state chiamate delle Guest Star di notevole caratura, ognuna ben nota nel suo ramo e infatti per quanto riguarda il background storico ci si è rivolti a R. A. Salvatore, noto scrittore di romanzi fantasy e fantascienza e per giustamente valorizzare il suo lavoro è stato creato una sorta di Sito parallelo ove chi vuole comprendere meglio il mondo che lo ospita può farsi una sana lettura.

Tempo di creare! E di menare!

Kingdoms of Amalur Reckoning

Se una volta iniziato il gioco e quindi entrate nella modalità di creazione del personaggio, vi ritroverete davanti un’interfaccia MOLTO familiare, infatti come detto in precedenza anche qui è stata richiesta la collaborazione di una figura il cui nome, Ken Rolston ai più non dirà nulla ma informandovi del fatto che c’è lui dietro a Morrowind e Oblivion, cioè i due capitoli precedenti a Skyrim, sicuramente questo vi farà capire cosa vi aspetta.

Infatti fin da subito vi dovrete gestire le “odiose” barre per modificare la struttura ossea del vostro personaggio, decidere la razza, e poi finalmente rinascere, anche se in mutande o quasi, e come nei capitoli della saga di Elder’s Scroll, non potrete scegliere una classe ma bensì partire ibridi.

Chiaramente la razza che sceglierete porterà dei bonus specifici che vi aiuteranno nel percorso di crescita che vorrete portare avanti, abbiamo quindi gli Almain dalla fisionomia Umana e praticamente nella media in tutto, gli forzuti e intelligenti, gli Dokkalfar portati sia per la magia che per la furtività e infine gli Ljosalfar portati soprattutto per la magia e praticamente la controparte dei Dokkalfar.

Deciso quindi cosa volete fare da grandi è tempo di esplorare il primo dungeon per arrivare fino all’uscita, dungeon che funge praticamente da tutorial e infatti, oltre a chiaramente farvi entrare nella storia, potrete utilizzare vari tipi di armi oltre che ad aiutarvi a prender confidenza con i comandi; su quest’ultimi è bene segnalare che giocare via tastiera è alquanto scomodo, quindi è altamente consigliabile l’utilizzo di un pad, meglio quello per xbox 360 dato che con una modica cifra lo potrete usare con questo gioco ma anche con altri, una bella combinata che vi salverà dalle dita anchilosate.

In apertura parlavamo di semplicità e qui infatti non avremo a che fare con tabelle, descrizioni complicate e menu incasinati…

Tutto è diviso per categorie, con un menu a tendina comodo per non visualizzare ciò che non ci serve, potremo vedere subito i valori degli oggetti, l’usura e la differenza nel caso in cui volessimo sostituire armi e armature, sarà possibile anche vedere in anteprima come sarà esteticamente il nostro personaggio una volta indossate le varie protezioni dandoci quel tocco di classe che è stato purtroppo rimosso in Skyrim.

Inutile sire che le armi non sono tutto e potremo usare vari tipi di magia che però non potremo acquisire rapidamente dato che dovremo seguire la blasonata struttura ad albero che ci ciuccierà diversi punti esperienza, senza poi dimenticare quello che viene chiamato “Fato” e altro non è che una rappresentazione del nostro stile di gioco ove certi valori cambieranno per meglio adattarsi alle nostre attitudini ludiche.

Non dimentichiamo poi l’alchimia, lo scassinare e l’incastonar gioielli per potenziarci, tutte cose oramai diventate uno standard e senza le quali un rpg non sembra esser più degno di tal nome.

Fumettoso!

Kingdoms of Amalur Reckoning

Nel caso non abbiate vissuto sotto un sasso non appena inizierete a giocare sarà facile notare come lo stile grafico è praticamente quello di World of Warcraft, quindi decisamente più fumettoso rispetto a quello serioso a cui siamo abituati, ecco quindi grandi strutture, alberi e caverne che tranquillamente ricordano quelle di WoW, non è certo un difetto ma sembra quasi non si sia voluto rischiare con qualcosa di “alternativo”, i mostri poi sono decisamente più interessanti esteticamente rispetto sia al nostro personaggio che a quelli che incontreremo, di buono c’è che la persona dietro all’artwork è un mostro sacro come Todd McFarlane e in certi momenti si vede il suo tocco ma ho come l’impressione che avrebbe potuto fare di meglio.

Nulla da dire sul discorso effetti, le magie rendono bene il loro potenziale distruttivo, la sensazione di menare con un martello ad una mano è alquanto appagante e le lame rotanti sono decisamente una gran soddisfazione, aggiungete anche una sorta di Fatality quando avrete caricato una particolare barra d’energia e il cerchio si chiude.

Musica vecchia scuola

Parlavamo di figure note nel loro specifico campo e anche per quanto riguarda il comparto musicale si è deciso di affidare il tutto a Grant Kirkhope attivo sin dagli anni 90 e che ha creato colonne sonore per numerosi titoli della RARE e infatti si sente che non si tratta di musica casuale ma alquanto a tema e quindi gradevole durante le nostre scorribande.

Il parlato invece è in inglese con sottotitoli in italiano, buono ma non certo eclatante e diversamente dal solito il nostro personaggio è praticamente muto e viene a mancare la classica opzione per scegliere il tipo di voce.

Amaro o zuccherato?

Questo è chiaramente un gioco per il mercato console e dedicato a una utenza non proprio amante delle cose complesse ma ha comunque una sua profondità e strizza all’occhio a quello che il classico giocatore pc pretende, è quindi un ibrido ben riuscito per quanto mi riguarda ma non senza alcune pecche.

Non presenta nulla di nuovo, le razze disponibili sono uguali a milioni di altre e sarebbe stato bello inserirvene una originale e specifica per il background. Graficamente bello ma anche qui non si grida certo al miracolo, le animazioni sono belle ma se non fosse così allora i programmatori dovrebbero andare a lavorare in miniera…

La necessità di un pad potrà far storcere il naso ai puristi della tastiera e del mouse ma si rivelerà fondamentale e prima che impazziate, no non c’è il tasto per il salto, una cosa assai curiosa…

Ma se per un attimo evitiamo di esser tignosi e guardiamo all’insieme posso tranquillamente affermare che il gioco merita, fa piacere qualcosa di leggero e relativamente impegnativo, certo su console titoli come questo ce ne sono anche se magari non con una base di mostri sacri come background creativo, ma su pc è merce decisamente rara e sarebbe un peccato lasciarvela sfuggire, poi se aveste qualche dubbio potrete provare la demo.

Nota: nel caso della versione Console togliete un paio di punti dato che titoli simili non sono certo una novità.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PC


7 Commenti

  1. Avatar di FEDE98
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    B-)

  2. Avatar di Cooperone
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    E mi sa che lo dovrò provare a sto punto…

  3. Avatar di pelosissimo
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    E mi sa pure a me…

  4. Avatar di Marcello Masiero
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    Aspetto la vostra opinione allora :)

  5. Avatar di Kappi_Fin
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    io ho provato la demo..ed è davvero bello come gioco! non vedo l ora di poterlo prendere :P

  6. Avatar di gio360
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    Non sembra male come gioco,anche se devo ancora provare il demo…

  7. Avatar di asabuble
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    io lo ho comprato,il gioco purtroppo sembra molto simile a altri giochi già presenti.l’unica cosa interessante sono le armi e i combattimenti

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