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InFamous: Second Son Recensione » PS4
8.5/10

La serie di InFamous si è sempre distinta per la grande schiera di fan che ne ha caratterizzato il successo dei primi due capitoli usciti prima di quest’ultimo InFamous: Second Son. La società di sviluppo – Sucker Punch – deve però fare i conti, oggi, con le aspettative molto alte del pubblico che cercano un titolo che possa rappresentare appieno la nuova console next-gen Sony PS4 visto che, fino ad ora, titoli di spicco non ci sono ancora stati (almeno secondo i voti degli utenti e della critica).

Sony e Sucker Punch, dunque, presentano al mondo InFamous: Second Son, preceduto da una magistrale campagna di marketing sfociata, in questi giorni, con uno spot pubblicitario che molti di voi hanno potuto vedere in TV e che metteva in evidenza questo ed altri titoli per la console PS4. Vediamo, dunque, come si è presentato InFamous: Second Son al botteghino.

Seattle, Delsin e DUP

La trama del nuovo InFamous è ben articolata e la scelta di abbandonare il personaggio chiave dei due precedenti episodi, Cole, è stata azzeccata secondo noi. In questo capitolo, infatti, serviva un protagonista sfrontato e ribelle che ben si raffigura nella caratterizzazione del personaggio di Delsin. Delsin, appunto, è un ragazzo di vent’anni che non accetta le regole e che, nel corso dell’avventura, metterà in luce un tocco humor a volte fuori luogo ma sempre ben pensato. A contrapporre questa figura per nulla rispettosa di tutto ci penserà suo fratello Reggie ma, come si scoprirà ben presto, il suo lavoro non è facile.

Dopo gli eventi dei primi due episodi, gli USA hanno deciso di istituire una speciale forza chiamata DUP, il Dipartimento Unificato di Protezione, a difesa della popolazione contro i Conduits o, come vengono chiamati, bio-terroristi. In tutto questo, Delsin si ritroverà suo malgrado dalla parte dei Conduits grazie ad alcuni poteri che scopriremo più avanti e che lo metteranno di fronte alla volontà di sconfiggere il DUP per cambiare il destino della città di Seattle.

Augustine, anch’essa introdotta fin dall’inizio del gioco, è il capo del DUP e sarà l’antagonista naturale di Delsin. La trama, dunque, è ben articolata anche se, proprio nel finale, manca di suspence e tutto sembra essere un po’ più scontato. La sceneggiatura, comunque, è ottima nel suo complesso.

Neon, video e fumo: i poteri per la vittoria finale

InFamous: Second Son

Il sistema di combattimento è molto articolato anche se non lascia del tutto spazio alle interpretazioni dei giocatori. Le armi o meglio i poteri che Delsin troverà nel corso della storia si suddividono in tre grandi categorie: fumo, neon e video. I poteri dovranno essere ricaricati e per fare ciò sarà necessario avvicinarsi ad una fonte dello stesso potere per “fare il pieno”. Questo, in alcune fasi di gioco, soprattutto nella seconda metà della storia, si rivela molto sconveniente perché lascia il personaggio in balìa degli attacchi nemici.

Per il fumo, dunque, le fonti di ricarica saranno le canne fumarie, varie ciminiere e le macchine distrutte per la strada. Per quanto riguarda il potere video saranno invece i maxi schermi e le fonti video in generale a dare nuova verve al potere. Per i neon, così come si può facilmente intuire, saranno invece le fonti di luce e soprattutto le insegne sparse per la città. Proprio la città assume un ruolo fondamentale nel poter sbloccare nuovi poteri e potenziamenti. L’open world lasciato in mano al giocatore e la libera esplorazione, infatti, saranno necessari per andare alla caccia di droni DUP volanti e delle stesse basi DUP da dove prelevare dei frammenti che, messi insieme, sbloccano nuovi poteri. Seguendo solamente le missioni principali questo non sarà sempre possibile e, dunque, l’inserimento di questo passaggio forzato si allinea in modo preciso e deciso con la volontà degli sviluppatori di mettere l’utente nella condizione necessaria di esplorare lo spazio circostante: la città di Seattle.

Ogni potere ha le sue peculiarità ma, detto questo, ciò che si nota è che in alcuni casi avremmo preferito avere un altro potere a disposizione invece di quello che si può utilizzare soprattutto quando lo spazio del combattimento non è aperto ma è ristretto mettendo a dura prova i nervi. Non sempre, dunque, il sistema di combattimento mette nelle condizioni di gioco ideali ma, si sa, non si può avere tutto.

Grafica next-gen

Graficamente, InFamous: Second Son offre degli scorci notevoli e la differenza fra le possibilità tecniche della last-gen di console la nuova si vede eccome. Le diversità sono sostanziali anche nel passaggio dal giorno alla notte. Di giorno, infatti, il sole illumina Seattle e mette in evidenza le texture ben realizzate e le immagini sempre pulite grazie al motore grafico utilizzato ed agli effetti anti aliasing.

Di notte, invece, l’impianto della gestione dell’illuminazione dà il meglio di sé fra blur al neon, lampioni, insegne ed altri effetti di luce ed ombra che rendono tutto molto veritiero, reale e fluido. Il performance capture, invece, mette in evidenza le possibilità offerte grazie ad una resa verosimile dei volti ed a movimenti naturali e simili ai reali movimenti degli attori che hanno interpretato i vari protagonisti del gioco.

Buoni o cattivi?

Anche InFamous: Second Son metterà il giocatore di fronte ad alcune scelte morali contraddistinte in blu, se la scelta porterà ad un allineamento verso il bene, o in rosso se la scelta porterà il nostro personaggio ad allinearsi verso il male. Puntando un nemico, infatti, potremo mirare alla testa (rosso) o alle gambe (blu) aumentando la barra dell’allineamento scelto. La scelta morale, comunque, a parte la disponibilità o meno di qualche attacco secondario, non sfocia mai in un cambiamento radicale della trama e gli effetti di ciò che si è scelto sono visibili solamente appena dopo lo scontro finale contro Augustine.

In merito alle scelte morali, dunque, il lavoro degli sviluppatori – in generale – resta ancora lontano da ciò che noi giocatori vorremmo ed anche da ciò che loro stessi vorrebbero proporre.

Conclusione

Nel suo insieme, InFamous: Second Son è un titolo che tutti i possessori di PS4 dovrebbero giocare almeno una volta perché stiamo parlando del primo vero action free roaming di nuova generazione per la console nipponica PS4. Dall’altro lato, la trama, le meccaniche e la grafica, sostengono un progetto che vuole essere un riferimento per i futuri sviluppi sulla console e che possa essere un biglietto da visita per le potenzialità offerte da PS4. Secondo il mio parere siamo sulla strada buona per arrivare ad un gioco totalitario che rappresenti al meglio PS4 e, sicuramente, siamo di fronte al miglior gioco PS4 uscito fino ad oggi. Ottimo lavoro!

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PS4


2 Commenti

  1. Avatar di Teo :D
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    +1

    bello!! ottima recensione :) personalmente ho giocato i primi due su play 3, ma non sono mai riusciti ad appassionarmi fino in fondo, dopo un po’ perdevo il filo della trama.. ma ad ogni modo questo capitolo mi ispira parecchio :)

  2. Avatar di Stefano
    VN:F [1.9.17_1161]
    0

    Appena Comprato…;-) ;-)
    Spero Nn Deluda Le Mie Aspettative!

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