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ISDA: La Guerra Del Nord Recensione » Xbox 360
7.5/10

L’acronimo ISDA torna ancora fra i nostri schermi da video giocatori; è sempre arduo aggiungere delle innovazioni in titoli dalla così lunga vita e attraverso questa recensione potrete sapere se la Snowblind sia riuscita o meno nell’opera!

Il signore dei.. sequel

Il Signore Degli Anelli: La Guerra Del Nord

Come da introduzione, il signore degli anelli è stato visitato e rivisitato un ammontare di volte che si aggira alla decina, ed chiaro che per cercare di non truffare il giocatore bisogna trovare innovazioni.
In questo capitolo, Il signore degli anelli: La guerra del Nord, viene mantenuta la canonica veste dell’ Hack ‘n’ Slash: botte da paura appesi al filo di una storia più o meno interessante. Riguardo la storia potete stare tranquilli, non faremo alcuno spoiler, ci limitiamo ad informarvi che praticamente si tratta di una rivisitazione dei canonici episodi della storia, ma dal punto di vista di un altro trio che, in concomitanza con gli avvenimenti della compagnia dell’anello, vivrà la propria avventura nella grandiosa ambientazione Tolkienana.

Rpg? Se ci credi ti hanno lanciato una stregoneria…

Il Signore Degli Anelli: La Guerra Del Nord

Come abbiamo scritto sopra il titolo è in sostanza Hack ‘n’ Slash e diffidate dell’etichetta RPG che gli viene affibbiata perché in tal caso ne rimarrete decisamente delusi. Sì, abbiamo una storia, dei personaggi con un minimo(davvero minimo in questo caso) di background, una crescita delle abilità del personaggio da sbloccare con la progressione nei livelli e via dicendo; insomma tutta roba che tanto tempo fa accostavamo al gioco di ruolo. Svegliamoci! Siamo nel 2011 e le cose evolvono, e con titoli come Skyrim, usare l’etichetta RPG è davvero indegno e affatto caratterizzante.
Come da tradizione abbiamo il trio Elfo, Umano e Ramingo rispettivamente, Andriel, Farin e Eradan. Nella modalità single player impersoneremo un personaggio demandando i restanti due terzi del gruppo alla CPU delle nostre console, ma la cosa cambia nel multiplayer (online ed offline che sia) dove, indovinate, gruppi di 2 o 3 giocatori potranno vivere o rivivere le missioni della campagna, gestendo così il trio con il tipico stampo umano (con tutto ciò che ne deriva). Che altro dire? La storia non sarà rivoluzionaria per molti di coloro che masticano Tolkien ma alla fine in una ventina d’ore si può finire, quindi sebbene sia tedioso rifarsi la campagna da solo, magari per completarla ad un altro livello di difficoltà, scoprirete con gioia che gli stessi livelli visti dal canto del multiplayer prenderanno delle nuove e piacevoli pieghe, escludendo chiaramente quei giocatori del cavolo che si dimenticano di rianimarvi facendovi ricominciare il livello.

Dove siamo? Forse siamo arrivati a GranBUGgone…

A parte il simpatico titolo per questo paragrafo, più che per i Bug dovremmo tirare qualche orecchio al team snowblid per alcuni problemini intrinsechi di design. Un esempio? I checkpoint! Abbiamo messo in chiaro che in questo gioco è probabile passare a migliore vita più e più volte, vuoi per un iracondo troll vuoi per due orchi di troppo nella mischia, ma ritrovarsi a ripestare di nuovo tutta quella marmaglia a volte può stufarti e la cosa a lungo andare diventerà tediosa, anche perché il sistema di combattimento è quello che è: questo insieme ad altri abbassano il livello generale e nella sezione riguardante l’audio/video potrete ammirare altre papere presenti in questo titolo.

Orco sta a Idralisca come Goblin a Zergling!

In un qualche trailer per questo titolo si poteva leggere qualcosa come orda; beh, è una parola abbastanza inflazionata, certo, ma in questo gioco diciamo che la promessa viene rispettata in modo ineccepibile con una conseguente colossale ammucchiata di nemici. Perché Idralisca e perché Zergling? Semplice? Come ben saprete da ambientazione abbiamo orchetti, huruk hai, elfi, nani, goblin e via dicendo.. Una cosa che in effetti non s’è mai fatta pesare è che gli orchi sono dei mostrazzi da tenere ben poco sotto gamba; si parla sempre di un cumulo di muscoli che applicano forza bruta ad una spada, e quella spada vuole romperti la testa! Tutto questo giro di parole è per farvi capire che in questo gioco gli orchi picchiano, un po’ come le gloriose idralische di Starcraft che facevan paura un po’ a tutti.

Parlando dei goblin possiamo dirvi con una sola parola cosa significano per il gioco; la parola è “Basta!” e come si può intuire saranno dei nemici costanti che non la smetteranno quasi più di farvi imboscate, un po’ come gli zergling di starcraft, non ve li ricordate?

Ma tralasciando orchi, goblin e non morti, companatico antagonista di molte avventure fantasy, possiamo finalmente nominare i Troll: fatevi pure quattro conti e pensate “ma se gli orchi picchiano duro, quanto peggiori saranno i troll?” la risposta è “Decisamente di più“. Insomma nel ISDA: La Guerra Del Nord, s’ha da morire, che tu lo voglia o meno. 

Gandalf, mi sembra ancora di sentire la tua voce..

Una delle prime delusioni si concretizza nella voce narrante di Gandalf: Gianni Musi, rinomatissima voce per lo stregone bianco nella trilogia de Il Signore degli Anelli, purtroppo ci ha lasciato e la sua mancanza si nota e come! Nulla contro la buona anima del nuovo doppiatore, ma il paragone è d’obbligo e vista l’abitudine con la vecchia versione, questo nuovo Gandalf non ci andrà proprio giù. Ma purtroppo il problema dialoghi non finisce qui, a volte potrete notare una palese discordanza fra animazione del labiale e dialogo, non so avete presente lo sketch di Dario Bandiera che prendeva in giro i doppiaggi italiani, ecco proprio in quel modo!
Qualcosa da non eccepire ci sarebbe, dal canto degli effetti e dalle musiche possiamo dire che sono abbastanza soddisfacenti per il popolo videogamer, anche se comunque si parla di uno stile trito e ritrito e facile da riprodurre ergo non saprei quanto sia stata curata questa parte da parte degli sviluppatori.

Ammira anche tu la terra dal voto di mezzo..

La parte grafica per questo titolo è un po’ controversa, diciamo che è sufficiente ma non al passo per gli standard odierni. Texture al Alta Definizione? Mettiamole nel dimenticatoio insieme alle animazioni in generis. Detta così sembra farla solo negativa, ma un’ancora di salvezza c’è ed è l’ambientazione: Diamine, per quanto possa essere fatta in modo approssimativo è sempre la terra di mezzo! Troll, Aquile, Giganti, muschio a random fanno parte di un grande gruppo di elementi che creano una atmosfera magica nella quale, con una giusta dose di sforzo, puoi sprofondare e sognar..

La Felicità dei giocatori Tolkienani? Oddio, non saprei…

Tirando le somme, per questo titolo non siamo contenti come avremmo dovuto, dovevamo avere fra le mani il titolo della felicità per gli appassionati della saga e suppongo che il traguardo sia stato appena raggiunto, in modi poco onorevoli tra l’altro. Il Gameplay nasce chiaramente con il single player ma morirebbe lì quasi subito se non fosse per quel provvidenziale Multiplayer. Possiamo far leva sull’ambientazione bella come sempre, ma dovremmo dire grazie ad un lavoro pregresso da parte di J.R.R. Tolkien (autore) e di Peter Jackson (regista della trilogia).
Un titolo che qualche tempo fa sarebbe stato degno di nota, ma siamo nel 2011 e chi persevererà con produzioni del genere non avrà un destino felice; Magra figura per SnowBlind!

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox 360


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