Il proibizionismo nei videogiochi e il disegno di Legge n. 3014

Petizione contro il proibizionismo nei videogiochi

In un momento in cui il governo italiano presenta una palese crisi, la quale, secondo molti, finirà con l’ ennesima conclusione anticipata della legislatura, si torna a parlare di proibizionismo nei videogiochi, polemica sollevata dal Disegno di Legge n. 3014 presentato lo scorso agosto dal ministro per i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli di concerto con sette altri ministri.
Tale disegno di legge porterà alla formazione di un Comitato italiano che avrà il ruolo di rivalutare i videogiochi già esaminati in ambito europeo con il noto sistema PEGI (Pan European Game Information).

Inevitabile il dissenso degli appassionati, soprattutto manifestato nei più famosi siti del settore, primo fra tutti Multiplayer.it. La petizione on-line lanciata già da circa un mese ha già raggiunto una certa popolarità, contando più di 22.000 firme!

Le conseguenze di tale disegno di legge sarebbero, afferma Multiplayer.it, le seguenti:

  1. discriminazione dei videogiocatori italiani da quelli europei, allungando inutilmente i tempi nei quali gli italiani potranno giocare con i videogiochi, non soltanto quelli “controversi”, visto che la procedura di deposito e di eventuale riclassificazione nazionale è prevista per tutti i titoli senza distinzioni;
  2. potrebbe comunque mettere a repentaglio la stessa tutela dei minori, perché la procedura alimenterebbe la pirateria, specie su Internet, e spingerebbe lo sviluppo delle importazione parallele – perfettamente legali – da altri paesi europei dove non vige il sistema del doppio controllo.

Siamo alla solita caccia alle streghe, la stessa che ha già attaccato singoli titoli (Rule of Rose tra gli ultimi) additati come violenti e diseducativi. Una repressione del mondo creativo ed educativo dei videogiochi che essenzialmente è dettata dall’ enorme ignoranza in materia.
Piuttosto che utilizzare e rendere noti sistemi già studiati, testati ed accettati già da tempo in campo internazionale, come il PEGI ed il Parental control, si ricorre alla censura, attuata tramite sistemi inutili e macchinosi come quello previsto dal Disegno di Legge n. 3014.

Tutto in nome della tutela ai minori, che, come chiosa Multiplayer.it:

[...]è un diritto fondamentale che nessuno mette in discussione. Si discutono solo i modi in cui si intende tutelare questo diritto. È bene notare che i minori, oramai, rappresentano soltanto uno dei pubblici di riferimento dei videogiochi, in quanto è oramai realtà che il videogiocatore italiano sia un consumatore di età giovane adulta, con un’età media dai 25 ai 30 anni.

Non ci resta che lottare firmando la petizione ancora in corso… ;)

GEN 2008 23


1 Commento

  1. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    se clicco sul vostro link “disegno di legge n.3014″ si apre una pagina della camera dove c’è scritto il disegno di legge non esiste. sapete qualcosa di più al riguardo?? come procede la questione?? sinceramente io non lo trovo questo disegno di legge..

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