Hot Spots

PC

Tunguska

Era il 1991, io avevo 14 anni, molti più brufoli ed almeno 2 diottrie in più di adesso. In quegli anni non esistevano gli lcd da 22’’ su cui giocare a Devil May Cry 4… oddio, eravamo ad anni luce anche dalla venuta del primo Devil may cry, ma non è di questo che voglio parlare. Dicevo, era già qualcosa il poter possedere un monitor da 14’’ tutto nostro a cui attaccare il nostro fidato Amiga 500 (espanso ad un mega!!!) per poterci dedicare tranquillamente ad ore ed ore di divertimento informatico.

Un paio di anni prima era arrivata sugli scaffali un’avventura grafica targata Delphine Software che ai tempi della sua uscita sinceramente non si fece notare poi tanto. Il gioco in questione era Future Wars. Più o meno all’inizio (mi pare che fosse la seconda o la terza locazione) c’era un enigma in cui bisognava mettere una bandierina in un foro su una mappa o un muro, adesso non ricordo esattamente. Ebbene, in quel dannato muro ho perso le due diottrie di cui parlavo in precedenza, ci ho sprecato un mese ma NIENTE, quel cavolo di buco non sono riuscito a trovarlo! Ci volle l’intervento di un mio amico per smuovermi dalla trance oculistica in cui mi ero cacciato, e non appena mi fece notare dove fosse il buco, mi sembrò ENORME.

Da quel giorno in poi, in ogni singola avventura da me giocata, ho sempre adottato il seguente metodo: non ho più abbandonato la locazione in cui mi trovo col mio personaggio se prima non ho scandagliato col mouse (o con lo sguardo, se si tratta di una di quelle avventure da guidare con l’infame WASD) l’intero ambiente.
Poi, un bel giorno, mi capita in mano Secret Files: Tunguska, e scopro che con la semplice pressione della barra spaziatrice vengono evidenziati tutti gli hot spot cliccabili e/o esaminabili dell’area.

Ma come? Uno si butta anima e cervello in una storia che si spera possa farti passare pomeriggi quantomeno impegnativi, alla ricerca degli indizi e degli oggetti per proseguire, e poi scopro che basta entrare in una stanza, premere spazio ed il gioco è lì bello pronto a dirmi cosa posso prendere o usare? Ed il mio colpo d’occhio a che serve? Il mio ragionamento? Quel poco di pensiero laterale che mi si è sviluppato grazie a 20 anni di avventure grafiche dove va a finire?

Mi sono detto “vabbè, quello di Tunguska sarà un caso isolato”. E invece mi ritrovo sottomano Dracula: Origin e Perry Rhodan, per citare le ultime due che ho giocato, ed anche lì ORRORE! Vai di tasto svela Hot spots per evidenziare chiavi inglesi, mazzi di fiori, sassi appuntiti e quant’altro.

Qualcuno dirà: “basta non usarli”. Ok, ma è innegabile che la tentazione è forte; è come giocare a Crysis con il God Mode attivabile a piacimento. Ora, capisco la semplificazione in favore della massa di giocatori che non hanno né il tempo né la voglia di stare giorni e giorni prima di trovare un guanto sotto il letto, ma almeno ci mettessero un’opzione ad inizio partita che permetta di disabilitare l’evidenziazione dei punti sensibili. La tentazione ci sarebbe lo stesso, ma quantomeno se non ci casco all’inizio, devo continuare per forza senza aiuti.

Come sempre comunque la soluzione sta nel mezzo: come per il Jack Daniel’s, “enjoy responsibily”, e quindi magari usiamolo ‘sto aiuto và, ma SOLO SE SERVE. Promesso?

SET 2008 10


8 Commenti

  1. Gran bell’articolo, ma conoscendoti di persona sapevo che non poteva essere che così.

    Ne approfitto dunque per dare ad Ash il benvenuto, nelle lande di Gaming!

  2. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    Chi mi disse che i videogiochi per console sono fatti per handicappati? E che hanno incessito il genere dei videogiochi?

    Gli risposti che effettivamente era vero ma solo in parte. Tralasciando il discorso e se ha ragione o meno, io vedo che qui ci troviamo difronte allo stesso problema (bhe, più o meno): semplificare un gioro per permettere anche al giocatore più demente di poter avanzare. Del resto non fa bene al marketing che un giocatore diventi frustrato a tal punto da non poter andare avanti in un gioco, metterlo nel cassetto e quindi (sempre usando una logica di marketing) non comprare il prossimo gioco e/o espansione.

    La verità è che non ci sono più i videogiochi di una volta il cui scopo era raccontarti una bella storia anche se in una accozzaglia di pixels larghi quanto un tir. Io ricordo ancora con affetto Indiana Jones and the Fate of Atlantis che mi ha iniziato ai punta e clicca. A quei tempi andavano di moda ed erano fatti in modo di far funzionare i neuroni dei giocatori, non di farli assopire come succede coi giochi moderni (a parte qualche rarissima eccezione).

    Se oggi vuoi un gioco che ti impegni e che richieda un certo sforzo mentale, una bella storia e una buona giocabilità… bhe non puoi: non ne esistono più.

  3. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    Ed aggiungo: sforzo mentale, una bella storia, giocabilità, longevità, intrigarsi con un gioco. Che fine ha fatto quella voglia di mettersi qualche ora davanti allo schermo per sapere come va a finire un gioco? Per avanzare e scoprire sempre nuove cose?

    Ribadisco: storia, giocabilità, longevità. Sono questi gli elementi che ci vogliono in un videogico, non la grafica! I pixels sono secondari! Non sono i pixels che rendono bello un gioco!

  4. Avatar di Ash
    VN:F [1.9.17_1161]
    0

    “Se oggi vuoi un gioco che ti impegni e che richieda un certo sforzo mentale, una bella storia e una buona giocabilità…”

    …me ne frego della grafica, vado a cercare nel retrogaming, lì sono certo di trovare tutto quello che elenca BlueAngel.

    Esempio, in questi giorni ho ricominciato Touchè. Ahhhh, che goduria!

  5. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    Te lo dissi io, Blue Angel, e continuo a sostenerlo.

    Per me le console hanno rovinato il mondo dei videogame, e sai perchè? Perchè si rivolgono ad un’ utenza più generica, più giovane e meno abituata a giochi di tipo impegnativo.

    Ecco perchè in ogni gioco adesso hanno inserito il tastino risolvitutto: sennò si scocciano di sforzare la mente.

    Poi è vero che il mondo dei giochi per pc, per stare al passo e riuscire a vendere, ha dovuto in parte adeguarsi…ma ricordo ancora quel capolavoro assoluto che era Deus Ex, e ricordo lo scempio perpetrato nella versione multipiattaforma del secondo titolo: Deus ex: Invisible War…questo perchè il primo era un gioco complesso e multisfaccettato, uno che vede Halo come il miglior gioco mai uscito non avrebbe mai capito un gioco del genere (non parlo assolutamente di te).

    Rispetto il tuo punto di vista, ma rimango del mio.

  6. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    E’ proprio vero! Il bello era scervellarsi e stare interi giorni (come ho fatto) in una scena completamente buia in “Monkey Island Lechuck’s Revenge” e poi sentirsi più soddisfatti e riempirsi di autostima quando (per puro caso) passando con il mouse a destra dello scheroi ti accorgi dell’unica cosa cliccabile: “INTERRUTTORE”… e li ti senti allo stesso tempo un deficiente e un genio… Adesso invece non resisti alla tentazione di vedere attorno a te cosa c’è di “cliccabile” con cui interagire… chissà se tra qualche anno i giochi saranno tipo film: tu ti siedi e guardi il personaggio che fa tutto da solo e ti piglia pure in giro per la tua nullafacenza!!

  7. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    grandissimo articolo….mi hai fatto ricordare tutte le ore passate col mio vecchio amiga con giochi che purtroppo non fanno più (Zak McKracken, monkey island, indiana jones e l’ultima crociata, loom ecc…).

  8. VA:F [1.9.17_1161]
    0

    Peccato che a questa bellissima serie non è mai stato fatto un seguito e ne tanto meno un remake per xbox360 o Playstation 3, o magari anche per un PC di ultima generazione, ridisegnato (magari con il motore grafico di SYBERIA di B.SOKAL) e con una veste grafica del tutto nuova.
    Se mai un giorno dovessero fare un possibile Remake di Future War, credo proprio che sarò il primo a comprarmelo. E magari sempre Punta e Clicca.
    Non si sa mai nella vita, a volte fanno Remake di giochi ancora più vecchi aggiornati al 2009, come ad esempio Tetris, Pac-Man, Missile Command, Space Invaders ed altri…

    Ho espresso il mio pensiero, la mia opinione su Internet e poi vedremo se quello che ho detto circolerà in rete fino alla vista ed alle orecchie di qualche “software house” famosa che prenda in seria considerazione questo colossale progetto.

    D’altronde Internet è fatto anche per questo, scrivere le proprie idee a fin che qualcuno di competente ci metta le mani sopra.
    Sono convinto che nel giro di qualche anno qualcuno farà qualcosa.

    Ciao

Scrivi un commento, la tua opinione conta!

Devi effettuare il login per scrivere un commento.



 

-_-