Geriatric Ludorock

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Fuck

Lo confesso, sono un vecchio giocatore che ha vissuto gli una parte degli anni 70 ma soprattutto gli 80, uno di quelli che adora ascoltare la musica come si faceva sul serio una volta e che quando si sente bersagliare dalla spazzatura attuale sente il formarsi di piaghe dentro le orecchie.

Scaricare musica via internet è quello che ha fatto, sta facendo e farà sempre acquistare alla gente costosi contratti ADSL venduti da mafiosi provider che prima ti vendono la “roba” tramite pubblicità martellanti e poi fanno orecchie da mercante e piangono il morto quando le case discografiche battono cassa.

Quelle case discografiche che hanno vissuto nella preistoria fino a qualche anno fa e che improvvisamente si sono rese conto che anche una rapa marcia poteva elargire denaro a costo zero ignorando però che non tutto era così rosa e fiori come speravano; così iniziò la guerra senza quartiere per poter ingabbiare la gente che si scaricava qualche canzone a titolo personale, palesando fantomatiche matrici terroristiche, improvvisi cali di vendite (forse perché la gente prima di spendere un sacco di soldi per un cd schifoso preferisce sapere a cosa va incontro) e “poveri” cantanti/e che non potevano più mantenere i loro macchinoni e le ville in luoghi assurdi.

Guerra che va ancora avanti raggiungendo livelli demenziali e dato che difficilmente avrà un termine a breve, ecco quindi la necessità di cercare alternative succose spacciandole per “servizi”, mega jukebox online che ti vendono materiale musicale a prezzi assurdi basandosi sul concetto “99.9 è molto meno di 100″.

Ma chiaramente non poteva finire qui ed ecco il tocco di perverso genio, creare una serie di videogiochi che “obbligassero” la gente a procacciarsi musica in continuazione.

E così Guitar Hero fu che pure presentando una tracklist “bloccata” fece da testa di ponte ai successivi titoli succhiasoldi, perché chiaramente cosa c’è di meglio per un titolo a sfondo musicale il poter avere una fonte inesauribile (e gratuita almeno per le Majors) di materiale da cui attingere?

Ecco quindi le case discografiche che piangono il morto improvvisamente diventare dispensatrici di canzoni e albums che nella maggior parte dei casi sono pure dei grandi classici, il che sarebbe pure una cosa buona peccato che il costo finale sia alquanto elevato, che spesso ci infilano nel mezzo delle Covers e che soprattutto non siano interscambiabili con gli altri titoli software presenti e futuri.

Sarà una considerazione sciocca ma seppure sia bello che la vera musica venga fatta conoscere a quelli che si sono limitati ad ascoltare roba truzza, era proprio il caso di lucrarci sopra in modo squallido? E i gruppi non conosciuti che potevano usare la notorietà di questo genere di videogames per aumentare il loro bacino di ascoltatori? Devono pagare il pizzo ai grassi managers che contano i soldi vivendo di rendita? E i gruppi famosi ma che poi si sono sciolti o i cui componenti sono schiattati? Quanto su di essi effettivamente ci marciano sopra?

La musica dovrebbe essere di tutti, è giusto si pagare qualcosa come contributo ma perlomeno non quanto il cd originale (anche se poi io sono uno di quelli che adora il vinile) ma è anche vero che certo materiale storico andrebbe perlomeno regalato e non spacciato come se fosse merce di lusso.

E se certi gruppi hanno voglia di rifare la canzone appositamente per il videogioco, facciano invece un tour che forse sarebbe apprezzato anche di più.

Un ultimo appunto anche sulle periferiche, i cui costi (soprattutto per Rock Band) sono allucinanti e sinceramente con quella cifra uno fa prima a comprarsi uno strumento musicale reale e crearsi una band per conto proprio in cantina.

Ma si sa, il pollo ama farsi spennare alla fine…….

SET 2008 05


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