Recensione » Fist of the North Star: Ken’s Rage 2

Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 Recensione » Xbox 360
6.0/10

Spiegare come l’anime ed il manga di Hokuto no Ken abbiano segnato una generazione non ha senso dato che sia i matusa come me che i giovani virgulti lo conoscono assai bene e come tutti gli anime/manga di successo ha ricevuto numerose versioni videoludiche con risultati altalenanti, la versione per Sega Megadrive rimane probabilmente la mia preferita, e adesso grazie alle nuove tecnologie la speranza che si possa giocare a qualcosa di ben congegnato non si è mai sopita….la speranza appunto……

I cento schiaffazzi d’Hokuto

Fist of the North Star Kens Rage 2

La Koei è in circolazione da molti anni con diverse tipologie videoludiche con risultati spesso buoni, poi ha trovato il modo di creare giochi “in batteria” sfruttando una struttura di gioco base per poi appiccicarci sopra ciò che va per la maggiore, parliamo del genere “Musou” che ha fatto, e sta facendo, la fortuna di Dinasty Warriors andando poi a contaminare altri “scenari” tra cui appunto il primo Fist of the North Star.

Il capitolo precedente ci ha raccontato le gesta di Kenshiro fino a metà circa della saga originale ma la Koei ha voluto farci un regalo tra il sadico e il gradito inserendo in Ken’s Rage 2 anche i contenuti del primo capitolo, il tutto ci porta quindi a dover ricominciare dall’inizio delle avventure di Kenshiro fino ad arrivare fino alla mitica Isola dei Demoni grazie ad una impostazione arcade strettamente legata a quella che quindi si può considerare quasi un’enciclopedia interattiva della Saga di Hokuto.

Ritroveremo quindi tutti gli eventi e personaggi classici inframezzati da scene col motore grafico del gioco e che enfatizzano i momenti topici della saga e questo non può far che piacere agli appassionati.

Lo stile di gioco è sempre quello, menare le mani contro una profusione di personaggi purtroppo tutti uguali tra loro fino ad arrivare al classico Boss che una volta sconfitto ci permetterà di avanzare nella storia, questa è la modalità Legend ma naturalmente non può mancare la modalità Sogno che ci permetterà d’impersonare i vari personaggi in missioni specificiche. Il multiplayer invece gira attorno al canonico co-op quindi nulla di nuovo sotto il sole.

Una mano di bianco

Tecnicamente si ha l’impressione che Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 abbia ricevuto un’upgrade dal punto di vista grafico ma si nota soprattutto quando si prendon in considerazione i personaggi principali che sembrano uscire dallo schermo e mettono in evidenza tutto il loro carisma, di contro il resto è abbastanza blando e lascia un po’ d’amaro in bocca la consapevolezza che si poteva sul serio fare di più ma questa purtroppo è la maledizione dei giochi presi da serie famose; l’audio invece è in pieno stile nipponico e questo non può che far piacere agli appassionati.

Per gli appassionati

Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 è un prodotto nato per fare la gioia per gli amanti di Kenshiro, il fatto che contenga anche la prima parte potrebbe non piacere ma alla fine è come guardarsi la serie tv più volte e alzi la mano chi non l’ha fatto. Tecnicamente non si può gridare al miracolo ma è una cosa oramai comune visto il genere di gioco che punta più sulla quantità che sulla quantità.

Se siete appassionati di Kenshiro e non v’interessa che il gioco non sia un gioiello tecnicamente allora fateci sul serio un pensierino, alla fine è una lunga cavalcata nel mondo delle arti marziali e delle teste che esplodono e questo è quello che voglion gli appassionati.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox 360


3 Commenti

  1. La saga ri-inizia da capo in questo secondo capitolo (anche se sembra il primo) io lo prenderò sicuramente perché sono un fan e dei miglioramenti gli o visti B-)

  2. Avatar di heartek
    VN:F [1.9.17_1161]
    0

    In realtà la prima parte è molto diversa da quella del primo ken’s rage: ci sono una tonnellata di personaggi, livelli e cutscene in più. I difetti del gioco sono da ricercarsi nella tradizionale ripetitività della serie Musou, e in alcune texture davvero bruttine. Per il resto è un prodotto di tutto rispetto. Una VERA nota di demerito: dalle musiche è sparita “Ai wo torimodose” :-(

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