Evoluzione o involuzione del mondo videoludico?

Bart GTA IV

Oggi riflettevo, per conto mio, sull’ attuale panorama videoludico, su chi siano i “consumatori” di videogame e sull’interazione domanda-offerta.
Mi spiego meglio.
Da un po di tempo ho come la sensazione che il mondo delle console, anziché apportare un contributo positivo allo sviluppo dei videogame, abbia dato un tremendo colpo di zappa a quello che avrebbe dovuto essere l’aspetto più importante, cioè la qualità (almeno a mio parere), al fine di favorire la giocabilità immediata e la piena soddisfazione di tutti i tipi di utenze, o quasi.

Voglio dire: quando ero un moccioso, finire un gioco del Commodore 64 era un impresa titanica, e chi vi riusciva aveva sul serio di che vantarsi, almeno con nerds propri pari (le ragazzine ti prendevano per ritardato). Adesso invece finire un gioco è solo questione di tempo: può riuscirci chiunque.
E’ vero che, alcuni potrebbero obiettare, una volta la funzione di salvataggio nei giochi non esisteva, per cui o lo finivi tutto d’un fiato, o ricominciavi da capo (il Commodore 64: la prima fonte e motivo di bestemmie nella vita di un bambino innocente), però sicuramente era richiesta più dedizione da parte del giocatore e sicuramente maggiore abilità.

Devo essere sincero? A me un gioco come GTA fa cagare.
Mi sembra un gioco basato sulla immediatezza, sulla libertà, ok, di fare quello che si vuole, etc, ma mi sembra comunque un gioco per bambini, non posso farci nulla: un gioco che si basa sulla vastità e non sulla profondità, un gioco a sviluppo estensivo, ma non intensivo.
Niente a che vedere con giochi come Mafia, secondo me, capolavoro assoluto nel suo genere.

Detto questo, mi ricollego al punto iniziale: secondo me la massiva richiesta di giochi per console ha portato ad un abbassarsi dello standard di qualità dei videogame, e badate bene che, lo ribadisco, non mi riferisco a grafica, potenza di calcolo etc, parlo di “profondità” di un gioco.
Parlo del fatto che molte soluzioni vengono effettuate per evitare “che il giocatore si annoi”, seppur a scapito del realismo.

Insomma: una volta il giocatore era colui che sbatteva la testa su un gioco per mesi, possibilmente, ma adesso, data la generazione di “bimbominkia” che ci circondano (di cui la società è responsabile), questa cosa è impensabile: il gioco verrebbe messo di lato al terzo – quarto giorno di non conseguimento dell’obiettivo, con tanti saluti alla perseveranza che caratterizzava giocatori di vecchi giochi come Wonderboy o “La tomba di Azteco”.
Una volta finire un gioco mi dava una soddisfazione pazzesca, e la domanda classica quando si parlava di un qualsiasi, appunto, gioco, era: “ma tu lo hai finito?”.

Beh, ormai questa domanda non ha senso: finire un gioco fa parte del contratto che stipuli quando lo acquisti.

Sempre più nostalgico.

MAG 2008 04


4 Commenti

  1. VA:F [1.9.17_1161]
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    sto giocando gta 4.
    lo trovo molto + profondo dei precedenti capitoli, soprattutto nella caratterizzazione del personaggio principale e dei comprimari.
    se sei un estimatore di mafia, come il sottoscritto, ti assicuro che non rimarrai deluso dal gioco per quello che concerne la storia.
    l’unico punto debole forse, risiede nel gameplay che in alcuni momenti potrebbe creare nel giocatore, esperto della serie, alcuni momenti di déjà vu.

  2. Avatar di Roberto Schiera
    VN:F [1.9.17_1161]
    0

    Mmmm…spero sia come dici tu, potrebbe soltanto essere una positiva sorpresa!

    Ti farò sapere appena lo giocherò :P

  3. VA:F [1.9.17_1161]
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    Concordo in pieno; le consolle hanno rovinato i videogame. E’ vero che chi scrive fa parte di quella categoria di giocatori che hanno iniziato agli albori del computer-gaming, secoli fa, ma anche togliendo questa punta di nostalgia, rimane il fatto che i giochi odierni (quantomeno, il 90%) siano solo dei semplici prodotti di consumo, e non delle vere e proprie opere d’arte come qualche vecchio titolo del passato. I personaggi sono meno carismatici, le storie sono banali, il gameplay ha già detto tutto quel che c’era da dire, e anzi spesso cerca di attingere al passato per trovare una boccata d’aria fresca (vedi tutti i vari remake di giochi “antichi”, che però con le consolle e la terza dimensione perdono invece che acquistare giocabilità e carisma). D’altra parte, penso che sia la naturale evoluzione del prodotto-videogame; con l’entrata in campo degli squali del marketing (che hanno subodorato il potenziale esplosivo dei videogame rispetto a musica e cinema), non poteva che andare a finire così. Ora abbiamo decine di migliaia di titoli che escono ogni anno, rispetto ai pochi del passato, ma la qualità è indubbiamente scaduta.

  4. VA:F [1.9.17_1161]
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    Potrei scrivere una filippica ma mi trattengo però alcuni punti è bene sottolinearli.

    - il mercato produce più rapidamente di quanto consuma
    - il futuro di una console è più che mai legato al parco software e non alla qualità, esempio illustre fu il Lynx che precorreva i tempi ma è stato segato da uno scarso sviluppo software.
    - il mercato è gestito da mega corporazioni, Electronic Ars su tutte che si è mangiata numerose software house senza poi dare loro possibilità di creare qualcosa di originale(Bulfrog, Black Isle, Sierra solo per citarne alcune) ma obbligando invece a produrre cloni su cloni riciclando poi come citato da Axe titoli classici per poi rovinarli a parte clamorosi casi rari (Prince of Persia e le sabbie del tempo tra questi)
    - La Nintendo qualche tempo fa aveva dato direttive minacciose alle sofware houses (ma esistono sul serio ancora) perché creassero giochi più corti altrimenti l’utente medio non avrebbe speso altri soldi per un gioco nuovo.
    - quelli che indicano la pirateria come causa della “morte ludica” del pc sono solo dei fregnacciari che si nascondo davanti alla verità seguendo i luoghi comuni.
    - l’utente medio è già tanto se sa come accendere una console e infilarci la spina
    - la psp ha venduto tanto perché ha numerosi e notevoli emulatori di consolle arcaiche
    - il wii sotto sotto tira tanto perchè ha il parco software di giochi arcaici ma 100 volte meglio di quelli attuali (e infatti hanno paura di buttare fuori troppa roba altrimenti ci fanno figura barbina)
    - prima o poi il mercato esploderà poco ma sicuro.

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