Early Access: valido supporto o mossa commerciale?

PC

Come ormai in molti sapranno è da un bel po’ di tempo che sulla piattaforma di distribuzione digitale Steam hanno fatto la loro comparsa i “giochi ad accesso anticipato”. Questo tipo di giochi sembra aver riscosso un buon successo tra gli utenti, tanto che ormai vengono rilasciati nuovi titoli settimanalmente. Ma cosa s’intende per “accesso anticipato”?

Ebbene, la premessa è questa: gli sviluppatori vendono un prodotto ancora in fase embrionale, magari condito da buone idee e con del potenziale, gli utenti, se credono nel progetto, hanno la possibilità di acquistare il titolo, quasi sempre, a un prezzo budget.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Cerchiamo di analizzare la situazione con occhio critico, in alcuni casi ci sono state delle “piccole” perle indie, che grazie all’aiuto degli utenti sono riuscite a farsi strada e a riscuotere un grandissimo successo, uno su tutti è stato Minecraft, che ormai sta facendo parlare di se a più non posso.
Ma il gioco ne vale sempre la candela, o in questo caso, la spesa? A questa domanda non è semplice rispondere, anche perché corrisponde a un salto nel vuoto, dove raramente c’è un soffice cuscino ad accoglierci. Perdonate la metafora, ma purtroppo è proprio di faccia contro il cemento che ci si sente quando tra le mani ci si ritrova un titolo ingiocabile e pieno di bug. Ma non dobbiamo sentirci in diritto di puntare il dito contro gli sviluppatori, dato che eravamo consapevoli dello stato nel quale il prodotto che ci hanno venduto si trovava. Il punto della questione è: saranno in grado questi sviluppatori, una volta messo in saccoccia il ricavato, di far crescere e migliorare il proprio prodotto?
La formula Early Access è nata per dare una mano a quei sviluppatori a cui manca un supporto finanziario in grado di farli crescere, nulla di più nobile, difatti questa iniziativa è stata accolta a braccia aperte anche dagli utenti. E’ innegabile pero’ come questa iniziativa negli ultimi tempi sia diventata una moda,  ci basti dare uno sguardo alle decine, anzi centinaia di titoli ancora in fase di sviluppo o ancora peggio in fase embrionale disponibili su Steam.
Se da un lato tutto ciò può dare varietà e sopratutto libertà al modo in cui concepire nuovi giochi, senza essere vincolati dalle strategie commerciali dei publisher, dall’altro si potrebbe finire per ingannare gli utenti, vendendo un prodotto che non verrà supportato a dovere, o nel peggiore dei casi non sarà mai terminato.
Ma non vogliamo scoraggiare chi è intenzionato ad acquistare uno di questi titoli, anzi. Prendiamo come esempio Assetto Corsa, titolo in fase di sviluppo presso gli studi di Kunos Simulazioni. Il progetto è partito con del grande potenziale e non è stato difficile guadagnarsi la fiducia dei fan, e in questo caso gli sviluppatori non hanno fatto altro che “premiare” gli utenti lavorando sodo e aggiornando il prodotto costantemente, al punto tale da raggiungere un risultato inaspettato.
Questa pero’ è una di quelle rare volte in cui vengono ascoltati gli utenti e sopratutto vengono mantenute le promesse, non è un caso infatti che la maggior parte dei titoli non venga aggiornata in maniera costante, lasciando tra le mani degli utenti un gioco grezzo e pieno di difetti. Quindi poi dove va a finire la fiducia data agli sviluppatori?

Le mode non durano per sempre

Ciò che sembrava essere una soluzione per aiutare i team di sviluppo con scarse possibilità economiche, non è diventata altro che una moda. Ormai sempre più giochi in fase pre-alpha riescono ad approdare su Steam, e se ciò può dare più varietà agli utenti in cerca di nuovi titoli, alla fine non fanno che ridursi a una “cozzaglia” di giochi scarni e con molti bug da correggere, rendendo l’esperienza frustrante. Infatti non tutti gli sviluppatori sono in grado di portare avanti il titolo e rilasciare aggiornamenti frequenti. Quindi sembra che ormai rilasciare titoli ad accesso anticipato sia diventata una moda più che un reale bisogno. Così facendo si finirà per far perdere credibilità a quei team che hanno davvero qualcosa da dire, gettando il loro prodotto in una folla di titoli che non riusciranno mai a distinguersi.

Conclusioni

La formula Early Access non fa che introdurre un ottimo metodo per dar supporto a tutti quei team di sviluppo che non possono autofinanziarsi, purtroppo pero’ nella maggior parte dei casi tutte le buone premesse vanno perdute durante lo sviluppo. Oltretutto gli utenti si ritrovano nel ruolo di beta-tester, che al contrario di chi lo fa di professione non vengono pagati, ma anzi, hanno pagato per testare un prodotto che non si sa se raggiungerà mai un risultato soddisfacente.
Delle piccole perle sono comunque riuscite a farsi strada, e forse senza il supporto degli utenti e l’accesso alla pre-alpha nessuno le avrebbe mai notate. Se questa formula sia un bene o un male è difficile stabilirlo, a voi l’ardua sentenza. Qui abbiamo tratto le nostre conclusioni analizzando i pro e i contro, non ci resta che augurarvi buon (Buddha) gaming!


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