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Disgaea 4: A Promise Unforgotten Recensione » PS3
7.5/10

Ahahahahhahahah!!! Vedo che siete interessati ad avventurarvi nel mondo di Disgaea 4: A Promise Unforgotten, vi credete sufficientemente malvagi da capitanare le orde dei demoni dell’inferno? Siete pronti a cominciare la conquista del Netherworld ed ad affrontarne i suoi più potenti esponenti? Pensate di essere abili abbastanza da riuscire a sfuggire agli intrighi di una società corrotta? Ah.. quasi dimenticavo, vi piacciono le sardine (si si le sardine avete letto bene)?? Se avete risposto senza indugio “SI!!” alle precedenti domande allora continuate pure a leggere… ma sappiate che il viaggio sarà lungo e, di certo, le sorprese non mancheranno e soprattutto ricordatevi che non si fanno prigionieri qui nel regno delle fiamme eterne… Ahahahahahahahahah!!!

Vampiri, Lupi mannari, Angeli, Demoni e… Pinguini

Disgaea 4

Bene, eccoci quindi di nuovo proiettati nel bizzarro e colorato mondo imbastito per noi dai geniacci dagli occhi a mandorla della Nippon Ichi Software (NIS per gli amici)… per coloro i quali non avessero familiarità con i prodotti di questa piccola software house, il tutto può essere riassunto in due parole: J-Rpg Strategici!! Da anni infatti la NIS si occupa di giochi di ruolo strategici a turni tanto che, per gli amanti del genere, i suoi titoli sono ormai garanzia di sicurezza, non solo per la qualità tecnica che li contraddistingue ma anche per la sceneggiatura sempre originale e divertente che, tra battute demenziali e sketch in puro stile nipponico, fa da contesto ad una trama ricca e coinvolgente.

Ma venendo a noi, in Disgaea 4: A Promise Unforgotten impersoneremo Lord Valvatorez un vampiro, un tempo potentissimo, adesso caduto in disgrazia a causa di una promessa che si ostina a mantenere da ben 400 anni (del resto il sottotitolo è appunto “A Promise Unforgotten”): quella di non bere più sangue umano.

A causa di questa promessa il nostro “eroe” (anche se lui non approverebbe essere chiamato così) è passato dall’essere uno dei più temuti sovrani del Netherworld fino a diventare un misero addestratore di Prinnies, simpatici pinguini che fungono da contenitori per le anime in attesa di giudizio, “animali”con i quali tra l’altro condivide l’ossessione per le sardine.
Ma si sa, nel Nehterworld non si può stare mai tranquilli e ben presto ci ritroveremmo, nostro malgrado, coinvolti in una lotta intestina e destinati a sovvertire un governo fin troppo corrotto e malvagio perfino per gli standard demoniaci.

Questa è brevemente la trama del gioco che si svilupperà di capitolo in capitolo lungo la storia; quello che però si nota andando avanti nel gioco è che a differenza dei suoi precursori il team della NIS ha deciso in questo quarto capitolo di Disgaea di affrontare tematiche un pò più “adulte” ed attuali come a voler aumentare lo “spessore” degli argomenti trattati senza però, allo stesso tempo, discostarsi troppo dall’atmosfera demenziale ed irriverente che contraddistingue la serie; in ultima analisi si può dire che l’esperimento risulta riuscito: infatti i giocatori più cresciuti noteranno di certo la presenza di un “messaggio di fondo” su cui riflettere mentre i più piccini si godranno spensierati le divertenti peripezie del protagonista e dei suoi improbabili alleati.
In termini di longevità la NIS si contraddistingue da sempre per i suoi record: infatti oltre alla storia principale, che tra finali alternativi e livelli extra di per sé ci terrà impegnati per una 30ina di ore, ci sono da aggiungere le centinaia di obiettivi secondari che potremo affrontare a nostro piacimento senza menzionare il limite di livello massimo dei personaggi di 9999 (no non mi è scappato un 9 in più!!!).

Fenomenali poteri cosmici… ed un minuscolo spazio vitale

Disgaea 4

Nel bene e nel male Disgaea 4: A Promise Unforgotten porta pochissimi, se non nulli, aggiornamenti nel gameplay rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere nei capitoli precedenti. Nel più classico stile dei giochi di ruolo strategici a turni, avremo infatti a disposizione il nostro bel party composto da una decina di combattenti che potremo selezionare a nostro piacere tra un nutritissimo elenco ( i personaggi disponibili si distinguono in mostri e umanoidi, molti saranno disponibili fin dall’inizio del gioco altri invece verranno sbloccati lungo lo svilupparsi della trama o adempiendo a determinate condizioni), li potremo equipaggiare (ogni personaggio ha uno slot “arma” e tre slot “equipaggiamento”) e, ovviamente, allenare aumentandone le abilità tramite il passaggio di livello o addestramenti specifici (come dicevo prima il livello massimo raggiungibile da ogni personaggio è 9999).

Ma la serie Disgaea non è solo un semplice Gdr, infatti il gameplay è anche contraddistinto da numerosi elementi “puzzle” che rendono ogni livello del gioco anche una sfida tattica oltre che puramente strategica.

Un appunto da fare, e del quale sono stato personalmente piuttosto deluso, è la mancanza di un comparto multiplayer nel vero senso della parola; infatti ero sicuro che finalmente in questo titolo avrei avuto la possibilità di far scontrare il mio party con quello di un altro giocatore… ma purtroppo mi sbagliavo!! In effetti avremo la possibilità di “infilare” dei nostri personaggi nelle partite di altri utenti di PSN però sempre in maniera del tutto marginale e comunque in ogni caso pilotati dalla IA… per quale motivo dovrei quindi portare i miei pg a livelli cos’ assurdi?!?!

Deja vu??

Chi ha giocato ai precedenti episodi di Disgaea ben saprà che se c’è una cosa del tutto immutata in questa serie è proprio la grafica; e cioè una grafica 2d estremamente lineare in puro stile “old school”. Aspettate adesso a storcere il naso, infatti, se da un lato è vero che le uniche modifiche apportate col passare del tempo sono state a livello di maggiore definizione dei “pupazzetti” (nonostante il passaggio di generazione) dall’altro è più che evidente che si tratta di una scelta ben precisa fatta dal team di sviluppo e, sono sicuro, che lungo l’avventura apprezzerete la decisione presa riconoscendo che è la più adatta a questo genere di gioco.

Ora, spezzata una lancia in favore del 2D, bisogna far presente che comunque il titolo soffre di alcune pecche piuttosto gravi: in alcune situazioni, per esempio, la telecamera non ruota correttamente a favore dell’animazione ostruendo la visuale con pezzi di muro o colonne, in alcuni schemi i colori sullo schermo sono così tanti e così sgargianti da risultare fastidiosi e comunicare uno sgradevole senso di confusione ed in altri casi ancora la profondità e le altezze non vengono bene espresse costringendoci a girare manualmente più volte la visuale per valutare quanto in effetti sia alto o profondo un ostacolo… tutte queste problematiche, sulle quali si potrebbe infondo sorvolare, assumono tutta un’altra rilevanza quando realizziamo che sono state ereditate in pieno dai precedenti capitoli della saga, lasciando intendere di conseguenza una scarsa volontà da parte dei produttori di migliorarsi ed ascoltare le critiche dei giocatori.
Tutt’altra storia invece per quanto riguarda il sonoro: otre, infatti, al doppiaggio veramente eccezionale ( in inglese) che contribuisce a dare spessore ai personaggi e risalto alle tante gags, le musiche sono, come al solito, molto curate ed orecchiabili e, tra vecchi e nuovi ritornelli, ci ritroveremo in più di un’occasione a fischiettarle sorridendo nei momenti di distrazione.

Dedicato a tutti quelli che

Tirando le somme Disgaea 4: A Promise Unforgotten è un titolo che ricalca pienamente le orme lasciate dai suoi precursori, pur offrendoci decine (forse centinaia) di ore di buon gioco grazie alle innumerevoli possibilità a nostra disposizione non da nulla in più rispetto ai titoli della NIS che i fedeli alla saga hanno già sulle proprie mensole da alcuni anni (a parte forse una trama un po’ più adulta), il notare poi con dispiacere che il team “ricalchi” puntualmente negli stessi errori non contribuisce di certo ad una valutazione particolarmente positiva del titolo.
Nonostante tutto il titolo resta un punto di riferimento per quanto riguarda i giochi di ruolo strategici di questa generazione (vista anche la scarsezza di titoli che recentemente riescono a superare i confini del sollevante) e, quindi, mi sento di consigliarlo caldamente a tutti gli appassionati del genere in particolar modo se non hanno avuto modo di giocare ai precedenti.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PS3


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