Dipendenza da videogiochi: si esagera?

PC

dipendenza pc Su Gamedaily è comparso un articolo interessante riguardo la dipendenza da videogiochi ed in generale dal fenomeno di massa chiamato Internet.
Molti di voi avranno sicuramente parlare di questa videodipendenza, basta pensare che il gioco EverQuest venne prontamente ribattezzato EverCrack (con riferimento alla sostanza stupefacente Crack), e basta pensare ai casi di gente, soprattutto in Asia, che si è ammalata o è morta dopo esser stata per giorni e giorni immersa in mondi virtuali quali ad esempio World of Warcraft, ignorando i bisogni fisiologici.

Ci si chiede dunque se la situazione sia davvero tanto brutta quanto la dipingono: secondo l’ Università di Bolton, UK, ci si è un po troppo fatti prendere la mano dalle statistiche allarmistiche, ma neanche tanto considerato che stando alle recenti ricerche del Dr. John Charlton, del Gruppo di Ricerca di Psicologia della facoltà di Salute, Psicologia e Sport, si sarebbe sovrastimato il problema di almeno (appena, dico io) il 10%.
Secondo Charlton, l’errore di valutazione sarebbe dovuto all’aver assimilato i dipendenti da gioco d’azzardo, seppur online, ai dipendenti dall’internet gaming in generale a causa della similarità tra i sintomi. Charlton sostiene inoltre che vi siano alcune differenze tra i sintomi stessi, appunto.

Sebbene dai suoi studi emerga dunque un risultato meno drammatico, Charlton invita comunque alla prudenza poichè la dipendenza dal videogame è comunque “pericolosa per il lavoro, la vita familiare e la vita sociale del giocatore“.
In un sondaggio effettuato su 400 persone che giocano frequentemente ad Asheron’s Call, il tempo medio passato a giocare in una settimana è risultato essere di 18,5 ore, ed una persona ha addirittura ammesso di giocare 100 ore a settimana. Parecchi giocatori hanno ammesso che il tempo dedicato al gioco online è spesso fonte di discussioni in famiglia (e vorrei vedere…), ed influenza spesso negativamente lavoro e vita sociale (figurarsi una relazione sentimentale, aggiungo io…già arduo di suo con l’essere mitologico chiamato Fidanzata: per metà mestruo, per metà shopping (cit. Ortolani + Booze)).

In sostanza, più del 40% ha ammesso problemi nella vita sociale, il 30% ha ammesso problemi nel lavoro, il 40% ha ammesso conseguenze in famiglia, il 50% di non dormire abbastanza, il 35% di saltare pasti per continuare a giocare.

Minchia!

MAG 2008 01


2 Commenti

  1. VA:F [1.9.17_1161]
    +2

    Mi dispiace ma ritengo che queste statistiche siano a dir poco minimizzanti.
    Il problema è molto più serio di quello che voglio farci vedere.
    Vi racconto una piccola storia vera:
    Un ragazzo per 6 anni ha continuato a mentire a se stesso e a tutto il mondo, compresa “ex-fidanzata”, per giocare a WOW.
    Ha passato ogni istante possibile a giocare o meglio a vivere la sua vita virtuale fatta di regole precise con finti imprevisti, una vita facile quella virtuale.
    E i pochi momenti di vita reale li ha passati ha mentire a tutti per riuscire a rientrare nella vita virtuale.
    I ragazzi o ragazze che oggi hanno vent’anni molto spesso vivono questa doppia vita, basta fare un giro negl’internet point,.
    Attenzione, è una dipendenza del tutto uguale a quella delle droghe pesanti.

    tutto questo vi posso garantire che è reale.

    ciao a tutti.

  2. Avatar di Roberto Schiera
    VN:F [1.9.17_1161]
    +2

    Non voglio assolutamente sminuire quello che dici, difatti il titolo stesso dell’articolo lascia intuire come ci si stia in realtà interrogando sulla cosa, senza sparare facili sentenze.

    Il tuo commento è stato utile e lo apprezzo…ed azzardo una domanda: per caso hai raccontato un’esperienza che ti ha toccato da vicino?

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