Diablo 3 su Linux? Potrebbe non essere un problema
PC
I problemi con Diablo III sembrano non finire mai. La storia comincia con la Blizzard che banna diversi account apparentemente per aver usato programmi di terze parti per far partire il gioco su Linux. Sui forum ci si comincia a chiedere il perché di tale azione dato che l’uso del gioco su Linux non dovrebbe essere un problema per nessuno, per quanto comunque non sia supportato ufficialmente.
I post sul forum ufficiale renderanno più chiaro il concetto.
Blizzard ha però negato che i ban siano legati al fatto che il gioco girasse su Linux; spiegano che in realtà il loro intervento è dovuto al fatto che quei particolari account utilizzassero software di terze parti per avere accesso ad alcuni trucchi, cosa che Blizzard non può permettere!
Trovo la cosa assurda: prima di tutto, se qualcuno di noi volesse usare trucchi o qualsiasi altra scorciatoia, per qualsiasi motivo, dovrebbe poterlo fare. Stiamo parlando di un gioco single player, dopotutto. No, Blizzard non approva e dobbiamo per forza sottostare alla loro volontà per giocare ciò che dopo l’acquisto ci appartiene!
Non vorrei spingermi oltre ma è chiaro come la Blizzard abbia imparato bene dall’atteggiamento di Nixon: credono di essere intoccabili e purtroppo, in un certo senso, lo sono.
Via Shacknews
5 Commenti
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4 luglio 2012 alle 13:31
12 anni per fare sta roba??? mamma mia -.-”
4 luglio 2012 alle 16:06
@ocropoid E alla fine è pieno di bug il gioco asd
4 luglio 2012 alle 19:16
Il problema sono state le 7 milioni di copie vendute… quelli che l’hanno preso al day-one solo per il nome
8 luglio 2012 alle 14:18
Non vorrei dire una puttanata, ops, cavolata, ma la maggior parte degli EULA che ho visto per software hanno scritto da qualche parte che all’utente viene concesso il diritto di usare il software in questione, ma non la proprietà del programma stesso…
Nel caso particolare di D3, potete dare un’occhiata ai punti 1 e 4 sulla proprietà e 2.B sui cheat, qui.
Questo ovviamente non significa che io condivida la cosa, che rientra appieno nell’ottica del controllo ormai pervasivo da parte delle SH sugli utenti, ma dato che D3 ha anche una componente online piuttosto importante e che gli oggetti di gioco possono essere venduti per soldi veri, direi che il divieto dei cheat potrebbe anche avere senso (nell’insensatezza di fondo del sistema di aste con soldi reali…)
9 luglio 2012 alle 16:57
Ho sempre sostenuto quanto D3 sia stata una delusione sotto moltissimi punti di vista, un esempio del declino che sta interessando Vivendi/Blizzard in questi ultimi anni. Non ho mai difeso D3, anzi, nei forum ufficiali ho sempre cercato di postare critiche costruttive per tutti gli aspetti che rovinano questo gioco (anche se ormai sto perdendo le speranze).
Però per questa cosa devo fare un’eccezione. Secondo me la linea scelta da Blizzard è giusta. A quanto si legge nei forum, il problema legato all’utilizzo di Linux è il fatto che in questo sistema operativo i sistemi Blizzard integrati in d3 per il detect di software di terze parti (tipo Punkbuster) non funzionano correttamente. Quindi potenzialmente utilizzare Linux consentirebbe di usare bot ecc…
Questo non può essere permesso, perchè d3 non è un gioco single player. Tutto gira intorno al gear del personaggio e il gear è legato alla casa d’aste. Quindi usando i bot alcuni player potrebbero avere un vantaggio tremendo nei confronti dei giocatori “leali”. Per non parlare poi della quantità di soldi che potrebbero fare usando la RMAH.
Quindi se d3 è un gioco sviluppato per Windows e Mac, se uno vuole giocarci secondo me deve giocarci in quei due sistemi operativi.
Usi Linux? ti fai una partizione da 10gb e ci metti solo windows e diablo, problema risolto.
Non vuoi installare Windows? O non giochi a diablo e te ne fai una ragione oppure, giustamente, rischi il ban permanente e hai buttato 60 euro nel cesso.
My 2 cents