Recensione » Deadlight

Deadlight Recensione » Xbox 360
7.0/10

Quando comprai il mio primo pc nel lontano 1986 uno dei giochi che ebbi tra le mani fu Karateka quello che si può considerare a tutti gli effetti il precursore di un capolavoro assoluto nomato Prince of Persia il cui impatto per il mondo videoludico venne intaccato solamente da altri due mostri sacri come Another World e Flashback.

Purtroppo i tempi cambiarono e quel tipo d’impostazione videoludica venne lasciata ad accumulare polvere nella memoria dei vecchi videogiocatori, oramai era giunto il tempo di mega produzioni con grafica da paura e investimenti da piccola Nazione, poi vidi il trailer di Deadlight e rimasi completamente di stucco.

What the hell!

Deadlight

Siamo a Seattle negli anni 80, il nostro protagonista Randall Wayne è già nelle peste dato che si ritrova accerchiato da quelli che sembrano i classici zombies che però in questo caso vengono chiamati “Shadows”, e a differenza dal solito non è un eroe su un cavallo bianco ma bensì più vicino al classico barbone da strada che si ritrova pure senza alcun mezzo per difendersi a parte le proprie gambe.

Non si conoscono i dettagli su ciò che ha causato questa “piaga pandemica” ma per esempio a differenza di altri titoli con ambientazione “non morta” le creature una volta “uccise” in modo definitivo rilasciano una sorta d’aura nera che rende i corpi visivamente normali, questo potrebbe implicare molte cose ma non viene spiegato nei dettagli.

L’unica cosa certa è che Randall oltre ai Non Morti deve fare i conti anche con un’umanità alquanto distruttiva e a una serie di sogni/incubi che lo tormentano dato che è alla ricerca della propria famiglia, in questo caso la classica accoppiata “madre/figlia” (pensare al contrario sembra non entrare nella testa dei vari sceneggiatori) che è scomparsa durante il disastro.

The Running Man

Deadlight

Come detto in precedenza il vostro “armamento” è praticamente inesistente, infatti avrete a disposizione, e non sempre, una fida ascia, mentre come armi da fuoco un revolver e un fucile che si riveleranno relativamente risolutori dato che i proiettili sono scarsi e le “Shadows” decisamente tante, ecco quindi la possibilità di sfruttare quando possibile ciò che ci circonda o nella peggiore delle ipotesi correre come dei forsennati cercando di salvare la pellaccia.

Tra un salto e un’arrampicata sarà bene esplorare i corpi e i vari anfratti dato che saranno fonte d’informazioni sotto forma di pagine di diario ma anche di piccoli oggetti che verranno raccolti in un’agenda decisamente d’atmosfera.

Chi si aspetta un survival horror con esplosioni ed effetti pirotecnici purtroppo non andrà lontano, Deadlight punta alla corsa ad ostacoli vera e propria, cosa che è decisamente palese nel terzo livello, mentre nel secondo ci ritroveremo in uno scenario che definire figlio di Prince of Persia è poco.

E di Prince of Persia si riscontrano i difetti, qualche volta infatti è difficile calcolare i tempi e certe situazioni si fanno caotiche e si muore per sbaglio, certo nulla di grave ma si potevano limare, le armi poi sono praticamente inutili, alla fine le userete solo per rimuovere ostacoli non organici, in realtà piccole cose che non pregiudicano l’esperienza videoludica.

Ma il difetto più grosso è sicuramente la durata del gioco, dopo 2 ore e 10 l’ho terminato con un livello di completamento del 75%, ben poca cosa viste le aspettative, inoltre si rimane nell’ignoranza fino all’ultimo, su come e cosa è accaduto il disastro e su quali trame oscure in realtà si agitino nell’ombra, si ha più l’impressione di avere tra le mani una tech demo ma al tempo stesso la speranza che ci siano altri capitoli in futuro.

Gallina vecchia fa buon brodo

Quando eoni fa uscì Unreal nessuno poteva immaginare che il suo motore e relative evoluzioni avrebbero contribuito in modo imperituro all’evoluzione videoludica, i titoli che l’hanno sfruttato sono stati innumerevoli e più di una volta si è rimasti sorpresi dalla duttilità di un motore grafico che a distanza di anni riesce ancora a stupire in modo incredibile e Deadlight ne è un esempio lampante.

Le ambientazioni hanno un livello di profondità prospettica decisamente notevole, idem dicasi dei vari effetti di luce che creano l’atmosfera giusta anche se più di una volta non avrete il tempo di rimanere fermo ad osservare i piccoli dettagli dato che sarete troppo occupati a scappare.

Seppure non siano molto diversificate riescono a ricreare una Seattle anni 80 con tanto di insegne d’epoca e locandine glam rock, il secondo livello poi è stata una piacevole sorpresa dato che ha risposto alla mia domanda interiore, e cioè come sarebbe potuto essere Prince of Persia con una grafica del genere.

Un plauso anche alle animazioni che sono alquanto realistiche, sia per quanto riguarda voi che gli oggetti e le creature che vi circondano, come cartelloni scricchiolanti, fumi e tende smosse dal vento.

Scordatevi poi la classica intro 3D stile “Blizzard” o gli intermezzi cinematografici alla “Dragon age”, tutta quella parte è in realtà gestita da tavole relativamente animate e in stile fumettistico accompagnate dal doppiaggio in lingua originale.

Il comparto audio miracolosamente ci offre dei doppiatori degni di tal nome che danno la voce ai vari elementi che incontreremo, il nostro prode eroe ha quella giusta voce rauca da uomo vissuto che rende bene l’idea della situazione che sta vivendo.

La colonna sonora fa la sua parte, non c’è una musica ossessiva che vi accompagna durante la vostra ricerca ma bensi un silenzio inquietante interrotto ogni tanto da momenti in cui essa irrompe dai vostri altoparlanti per enfatizzare la situazione in cui vi ritrovate.

Chi si ferma è perduto

Quello che abbiamo di fronte è un gioiello il cui impatto grafico per certi versi lascia a bocca aperta, ma non è solo su quello che si decide il valore di un prodotto, infatti la giocabilità è a mio parere fondamentale e troppo spesso la si è relegata in secondo piano a scapito di un prodotto finale alquanto discutibile.

Il poter rivivere l’esperienza avuta eoni fa merita da solo l’acquisto, sia per i veterani che per le nuove generazioni che forse finalmente si renderanno conto di come i tempi sono cambiati e non di certo in meglio.

Poi le piccole chicche sono decisamente gradite, come il dover raccogliere 3 vecchi videogiochi anni 80 con cui poi si deve raggiungere un punteggio civile per poter avere il classico achievement o l’interagire con un personaggio praticamente identico a uno di quelli di Super Natural.

Purtroppo però è come l’avere una fetta di torta buonissima che però si rivela troppo piccola per soddisfare il palato e che quindi ne fa agognare una seconda che purtroppo non c’é.

Nonostante le prime notizie parlassero di 6 ore, già non una grande durata, il finire il gioco in 2 lascia per certi versi basiti e non ispira molto il riprenderlo in mano per recuperare gli oggetti mancanti, una cosa che si rivela ulteriormente inutile dato che è possibile scegliere i capitoli e in ognuno di esso ci viene indicato cosa manca.

C’è da sperare che questo sia il primo di una lunga serie, la base merita decisamente e non sarebbe male che uscisse qualche chapter extra che ci spiegasse un po’ la storia e gli accadimenti che di base rimangono alquanto misteriosi.

Alla fine si è rivelato un relativamente costoso tech demo, demo che comunque merita di esser giocato nonostante tutto.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox 360


9 Commenti

  1. Avatar di fullmetalalchemist25
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    0

    Ancora una volta non sono d’accordo con questa recensione, il gioco offre qualcosa di originale e che difficilmente si trova in altri giochi, inoltre il comparto tecnico è davvero ben fatto e la varietà del gameplay è ottima. Personalmente meriterebbe almeno un 8, 8-5. Se questo è il voto, non lamentiamoci se abbiamo sempre gli stessi giochi e se manca innovazione !

    • Avatar di 800A
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      @fullmetalalchemist25 da quello che scrivi e da quello che leggo nella review, sembra che non sei d’accordo sul voto (come sempre) … e non sulla recensione.

      • Avatar di fullmetalalchemist25
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        @admin Si anche se il voto non è importantissimo per un gioco, però 7 è troppo poco per un gioco del genere, sopratutto perchè è un gioco arcade e di titoli arcade così curati c’è ne sono pochi, almeno su Xbox 360

        • Avatar di Marcello Masiero
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          Eccomi a rispondere dalla calda Roma :)

          Se non lo si fosse capito io adoro Prince Of Persia e tutti quei giochi fatti a quel modo, giochi che purtroppo sono scomparsi nel nulla fino ad arrivare a Deadlight.

          Il voto non deve essere la cosa che fa decidere per l’acquisto di un gioco o meno, io credo che la parte fondamentale sia la recensione ove vengono normalmente spiegati i pro e i contro del gioco, se non fosse così allora nessuno scriverebbe e ci sarebbero solo voti al tavolino.

          Tecnicamente è un gioiello e seppure le idee non sono innovative riprende comunque una meccanica old school che sicuramente meriterebbe più attenzione.

          Ed è qui il problema, 2 ore di gioco sono quanto quelle di una demo decente, i programmatori avevano parlato di 6 ore ma al tempo stesso ammettendo che non si doveva guardare la durata ma la qualità.

          Qui non si parla del classico “breve ma intenso” ma di un’occasione sprecata alla grande e sinceramente non me la sento di dare voti alti a ciò che poteva dare di più e che invece lascia a bocca asciutta.

          • Avatar di fullmetalalchemist25
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            @san-celluz Si però secondo me la longevità non dovrebbe penalizzare così tanto un videogioco del genere, anche perchè la media della longevità degli arcade è di 4-5 ore. Secondo me si merita un 8 o anche 8,5 perchè è uno dei pochi giochi originali e per alcune caratteristiche innovativo di questa generazione, come Portal o Minecraft.

            • Avatar di Marcello Masiero
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              La longevità non è l’unica cosa ad aver influenzato il voto, questo gioco poteva e doveva dare di più, non è dando voti “alti” che si incentiva a fare di meglio ma anzi si porta ad adagiarsi sugli allori.

              Che la media degli altri giochi sia 4/5 ore non significa che sia una buona cosa, non se si guarda quanto duravano i giochi una volta, e in ogni caso qui si parla di 2 ore…….

              • Avatar di fullmetalalchemist25
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                @san-celluz Secondo me bisognerebbe comunque premiare il team di sviluppo per il lavoro svolto e per il coraggio di aver sviluppato un gioco del genere. Secondo me merita un 8, anche perchè si tratta del primo lavoro di questo sviluppatore

  2. Avatar di Jσкєя-вg
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    A mio Parere il Gioco e da provare sembra carino B-) .. il voto ci può stare :-bd

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