Dead Space: recensione
PC PS3 Xbox 360“Nello Spazio nessuno può sentirti urlare”
Chi è della mia generazione si ricorderà sicuramente quale impatto ebbe “Alien” nell’immaginario collettivo quando uscì al cinema la prima volta nel lontano 1979, io mi nascosi dietro le tende della sala (avevo 7 anni) dato che fino a quel momento mi ero abituato ad una fantascienza un po’ finta con alieni di gomma e immagino di non esser stato l’unico.
Lo Spazio Profondo è sempre stato fonte d’ispirazione però curiosamente dal punto di vista videoludico nessuno si è mai preso la briga seriamente di sfruttarne il background per dare vita ad un Survival Horror Game, certo ci sono numerosi FPS che ci sono andati a nozze con un ambientazione del genere ma in realtà rimangono solo degli spara e ammazza quando in realtà titoli capisaldo come “Resident Evil” e “Silent Hill” (ma non scordiamoci assolutamente i precursori “Sweet Home” e “Alone in the Dark”) hanno preferito un’ambientazione più casalinga.
Ma ecco una piacevole sorpresa, un titolo dichiaratamente Survival Horror ambientato nella spazio che seppure non sprizzando originalità da tutti i pori fornisce e sfrutta dei punti decisamente interessanti.

Genere: Survival Horror
Produttore: Electonic Arts
Sviluppatore: EA Redwood Shores
Distributore: Electronics Arts
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
San Celluz
La storia è semplice, una nave estrattrice è rimasta in silenzio radio da troppo tempo e quindi una squadra di salvataggio è stata mandata a verificare gli accadimenti ma chiaramente qualcosa non va per il verso giusto e le cose si fanno caotiche sin dal primo momento.
Chi ha visto quel piccolo gioiellino cinematografico che è “Punto di non ritorno” può immaginare il tipo di ambientazione iniziale, una nave vuota abbandonata nello spazio, sangue e corpi umani smembrati ovunque, scritte di sangue che riempiono le pareti e naturalmente l’aggiunta di creature poco simpatiche che vogliono farvi la festa.
Il protagonista, cioè voi, è Isaac che chiaramente si ritrova a giocare la parte dello sfigato di turno che deve farsi strada per sfuggire alla trappola senza uscita in cui si ritrova armato di una tuta particolare e qualche scarso armamento iniziale.
La prima cosa che salta agli occhi è la scelta della visuale, infatti si è optato per un curioso posizionamento della telecamera dietro la spalla del protagonista lasciando quindi visibile tre quarti dello schermo ma tutto sul lato destro e non per un motivo prettamente estetico. Infatti a differenza di titoli come “Resident Evil” che permettevano di accedere all’inventario tramite una nuova schermata che al tempo stesso metteva in pausa il gioco qui tutto il necessario, mappa, inventario, gli stessi dialoghi tra i vari elementi dell’equipaggio esplorativo, viene letteralmente proiettato su uno schermo virtuale e tridimensionale che necessita un po’ d’abitudine all’inizio ma risulta decisamente d’atmosfera e soprattutto NON mette in pausa il gioco quindi va usato con parsimonia per non dover perire durante una delle numerose frenetiche sessioni di gioco; per fortuna 2 elementi fondamentali sono ben visibili tutto il tempo infatti sulla schiena della tuta c’è una sorta di “colonna vertebrale” che rappresenta la vostra salute e un indicatore che simboleggia l’energia rimasta per usare uno dei vostri “poteri”.
Infatti oltre all’armamento, che merita un commento a parte, potrete usare una sorta di potere magnetico per spostare gli oggetti (infinito) e uno che invece “rallenta” nel vero senso della parola qualunque cosa venga colpita (consumabile) permettendovi di sfuggire a situazioni spinose senza sprecare colpi.
Colpi che sono scarsi, decisamente scarsi seppure sia possibile recuperarli dai cadaveri o dai “negozi” e quindi vanno centellinati e soprattutto usati con una certa precisione, infatti la parola d’ordine non è colpire a casaccio ma smembrare il “nemico” per rallentarne i movimenti e la capacità d’attacco quindi farete presto a vedere pezzi un po’ ovunque sullo schermo soprattutto nelle sezioni a gravità zero.
Ecco infatti una piacevole novità, delle sezioni senza gravità, e senza ossigeno, ove dovrete letteralmente spostarvi da una parete all’altra saltando e perdendo facilmente il senso dell’orientamento soprattutto se lo schermo è pieno dei corpi e del sangue dei “cattivi” che sembrano infestare la nave in modo sconsiderato.
Come detto prima sulla nave oltre ai classici punti di salvataggio possiamo trovare dei tavoli da lavoro ove poter migliorare la propria attrezzatura tramite dei “nodi” che si possono raccogliere in giro o acquistare nei negozi assieme a ricariche delle armi e oggetti necessari alla sopravvivenza nel territorio ostile ma va tenuto presente che non sarà tutto disponibile da subito ma anzi si dovranno trovare degli schemi tecnici che aumenteranno il materiale da acquistare.
Ma ora andiamo a vedere i classici elementi di valutazione (PC version).
Grafica
Notevole, soprattutto se si possiede una scheda video adeguata, il gioco di ombre e luci la fa da padrone senza poi dimenticare alcuni punti in cui si può ammirare l’astronave scoperchiata e al tempo stesso lanciare uno sguardo allo spazio profondo anche se il pianeta sottostante sembra in realtà una pessima immagine bmp. A parte questo il tutto riesce a rendere pienamente l’idea di come dovrebbe essere un’astronave, buia, rumorosa e con tubi ovunque, uno stile molto anni ‘80 rispetto alla tendenza attuale che vuole la fantascienza giocattolosa, basti vedere come il ponte di comando dell’Enterprise nel nuovo film di Star Trek assomigli a un Apple Store… Le creature sono dettagliate e ben animate e in alcuni casi decisamente di grosse dimensioni anche se forse risultano ripetitive comunque i dettagli degli smembramenti sono decisamente ben curati e realistici. Un plauso alla cura dell’ologramma tramite cui si accede alle varie funzioni, visionarlo a 360° a più strati riesce a dare decisamente un tocco di realismo in più.

Audio
Scordatevi una musica di sottofondo, ciò che vi farà compagnia sarà il cigolio della nave, numerose voci sussurrate provenienti dal nulla e naturalmente urla varie senza contare una scena che vi assorderà letteralmente. Un piccolo tocco di genio è quando si è senza ossigeno e si usa il respiratore interno, il suono dei respiri risulta così realistico da farvi andare nel panico quando vi rendete conto che rischiate di soffocare. Negativo il doppiaggio italiano, alquanto piatto e soprattutto è fastidioso constatare come si siano scelti doppiatori che non sono in grado di avere una pronuncia dei nomi in inglese.
Giocabilità
Agli inizi l’impostazione della visuale lascia perplessi e serve un po’ per farci la mano ma superato l’impatto iniziale ci si immerge nella situazione come se nulla fosse. Il punto di forza del gioco è appunto l’atmosfera angosciante che riesce a trasmettere, giocarci al buio con un paio di cuffie è un’esperienza da fare e più di una volta salterete sulla sedia. Di contro la gestione dell’inventario rimane comunque un po’ macchinoso e ci si ritrova spesso a morire perché non si riesce ad usare l’oggetto necessario.
Ma cosa stona in questo gioco? Le “missioni” per poter avanzare sono decisamente prevedibili e obbligano a fare lunghi giri nella Nave, i mostri tendono ad uscire o in quantità industriale o a latitare per lungo tempo causando improvvisi aumenti di difficoltà. Purtroppo pure questo titolo poi soffre del fenomeno “sono un possessore di console quindi è matematico che io sia impedito” infatti seppure i salvataggi siano sparsi in giro comunque quando si muore automaticamente si ritorna in vita qualche momento prima del decesso (Camere della Vita in Bioshock anywone?) ed è stato implementato una sorta di laser che a richiesta vi indica la strada da percorrere senza dover utilizzare la mappa che in ogni caso risulta alquanto scomoda e toglie un po’ del fascino del gioco.
Inoltre il concetto del negozio ove fare acquisti stona decisamente con l’ambientazione, citando nuovamente Bioshock in esso era normale trovare dei negozi sparsi in giro dato che comunque si parlava di un’intera città, qui invece parlando di un’astronave la cosa suona un po’ stiracchiata ma questo può disturbare solo quelli della vecchia guardia come me. Infine anche se in realtà questo influisce poco sull’effettiva giocabilità trovo alquanto squallido che il famigerato DLC per questo titolo consista in meri aggiornamenti grafici e potenziamenti delle armi e non in qualcosa di decisamente più costruttivo.
Commento finale
Rimangono comunque difetti di poco conto in un gioco che seppure non portando ventate d’innovazione riesce ad uscire dai classici schemi regalano diverse ore di sana paura e ricordate… nello spazio nessuno vi può sentire urlare…
Voto
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