Recensione » Dead or Alive 5

Dead or Alive 5 Recensione » PS3
7.5/10

Quando ero “giovine” andando al mare mi fermavo sempre in una storica sala giochi che a parte sfoggiare il cabinato completo di Star Wars spesso presentava le novità del momento, una di queste fu il mitico Street Fighter 2, seguito di quel Street Fighter che aveva accompagnato le mie “fughe” scolastiche.

Dire che mi vennero i calli all’epoca è un eufemismo, le scene di me e altri praticamente in ginocchio per meglio sfruttare il joystick rimarranno per sempre immerse nella mia memoria; i tempi poi sono cambiati e il picchiaduro si è evoluto grazie anche a Virtua Fighter che ha cambiato le carte in tavola aprendo poi la strada ad una serie di picchiaduro che oramai vivono di vita propria.

Tra questi c’è l’eterna guerra tra Tekken e Dead or Alive, guerra che alla fine è una questione di gusti e di stile di gioco anche se magari alcuni particolari si rivelano complementari.

Oggi parleremo quindi di Dead or Alive 5, nuovo capitolo che segue di poco l’avversario di sempre che ci ha regalato poco tempo fa Tekken Tag Tournament 2, quindi bando agli indugi e saliamo sul ring.

Arriviamo al nocciolo della questione

La trama in un picchiaduro è spesso secondaria e in Dead or Alive 5 si raggiungono nuovi apici di inutilità dato che il classico story mode non è altro che una carellata di combattimenti, teoricamente in sequenza, che c’introduce ai vari personaggi e al tempo stesso funge da mini tutorial, il problema è che il nonsense regna sovrano dato che le scenette d’intermezzo sono assolutamente risibili con dialoghi insulsi che andrebbero saltati a piè pari, aggiungiamo incongruenze “di scena” come girare praticamente nude in Antartide o atterrare con un elicottero in piena giungla e si ha un’idea di come lo story mode sia stato buttato lì.

Decisamente più interessante la modalità allenamento che ci permetterà di testare le varie mosse e combinazioni di tasti grazie anche alla visualizzazione in tempo reale dei tasti e movimenti usati, una cosa che si rivelerà fondamentale se si vuole avanzare nel gioco nelle modalità più difficili.

Ed è qui che si entra nel tunnel del “gioco fino allo stremo per sbloccare gli extra”, infatti se il livello di difficoltà base sarà come da prassi alquanto semplice, con quelli successivi le cose si faranno decisamente più osticheLe in base alla modalità in cui ci si vuole cimentare. Abbiamo quindi l’Arcade, la Survival che ci obbliga a stendere gruppi d’avversari sempre più incarogninti, facendo affidamento ad un recupero parziale dell’energia tra un combattimento e l’altro, e il Time Attack.

C’è anche la possibilità delle sfide online che però nel mio caso non ho potuto testare data la mancanza del netcode, in ogni caso ad onor di cronaca sarà possibile organizzare le classiche risse di gruppo, in solitaria e anche essere “addescati” mentre si cazzeggia per un sano scambio di schiaffoni.

Schiaffoni come se piovesse

Dead or Alive 5

Ma come si comporta il gioco quando meniamo le mani? C’è da dire che l’ho trovato un po’ ostico, confesso di essere arruginito, quindi magari un neofita necessiterà di molte sessioni di gioco per prendere mano delle meccaniche di gioco, fondamentale poi un pad degno di tal nome dato che alla fine DoA5 è incentrato sì nel riempire di sberle l’avversario ma nel contempo si rivelerà fondamentale imparare a bloccare, interrompere gli attacchi avversari per poi contrattaccare in modo massiccio, a parole sembra difficile da spiegare ma una volta in azione vi renderete conto che è più appagante bloccare un calcio al volo e rispondere con un calcio praticamente automatico e più potente rispetto al classico “pigia pigia” fino allo sfinimento. Il fatto che poi sia possibile spostarsi lateralmente per accerchiare l’avversario, e in caso di secondo giocatore o personaggio presente, dare vita a combo di coppia alquanto devastanti, il tutto per sviluppare uno stile di gioco più strategico e mentale che “mena a casaccio”.

Grande enfasi anche sulle prese che necessitano una certa pianificazione e i Power Blow che altro non sono colpi “caricati” e lenti ma dall’effetto devastante se messi in pratica e attivabili solo in determinate condizioni, ciò per evitare situazioni in pieno stile “cheat”.

Mi sono comunque reso conto che le mosse a disposizione non sono poi così tante, rispetto ad esempio dei nipponici picchiaduro in 2D, il che porta purtroppo a rendere i personaggi spesso simili e uniformati tra loro, c’è da dire che però sono previsti aggiornamenti di vario genere, aggiornamenti in corsa per rendere il gioco più ottimizzato e rispondente alle esigenze dei videogiocatori, provare le cose su strada è una mossa più intelligente di quanto si possa immaginare, la speranza è che non ci ritroviamo con quantità abnormi di dati da scaricare o strane sorprese.

Yes My Mistress!

Dead or Alive 5 è un gioco zozzo. Punto. Difficile farmi cambiare idea quando ci si è profusi nel creare costumi che non lasciano adito ad immaginazione, costumi che poi se sbloccati si rivelano ancora più “scosciati”, vero che girava la voce che nella versione occidentale ci sia stata una solta di “mini censura” cosa che non ho potuto verificare dato che i costumi incriminati non sono così facili da recuperare, ciò non toglie che lo spirito da “guardane” è onnipresente, basti pensare che in caso di sconfitta ci si ritrova col proprio personaggio femminile in posa alquanto eloquente con scollatura, tette strizzate e gocce di sudore, il tutto poi accompagnato dalla possibilità di spostare la telecamera per meglio “assaporare” l’effetto. Si parlava del sudore e in questo caso a parte le gocce piazzate in zone e modalità alquanto erotiche si è aggiunto anche l’effetto bagnato, ergo più il personaggio suda e più il vestito è trasparente, un piccolo tocco che farà piacere ai guardoni più incalliti.

Si potrebbe aprire un dibattito sulla fisica dei seni, i movimenti sono infatti irrealistici e in alcuni casi sembrano dei budini o peggio, ma naturalmente questo interessa poco a chi vuole vedere tette enormi che “ballano”, il tutto purtroppo fa quasi passare in secondo piano come la grafica dei personaggi sia decisamente gradevole e per certi versi “realistica” dal punto di vista dei visi che sono decisamente più umani e non “fumettosi” come in altri videogiochi. Gli scenari mi hanno invece lasciato perplesso, la possibilità, di certo non nuova, di cambiare zona o altezza sfondando pareti o altro è molto carina ma non sempre implementata in modo intelligente e più di una volta mi ha “seccato” il fatto che fosse possibile distruggere pochi elementi dello scenario.

Quanto a botta?

Dead or Alive 5 » Videorecensione  
Dead or Alive 5
Videorecensione
6:12 min
Non voglio entrare nella diatriba Tekken VS DoA, non li ho giocati tutti quindi lungi da me dare un parere in proposito, certo è una questione di gusti e di stile di gioco, cose che rendono questi due titoli differenti tra loro, di certo la scarsità di personaggi non aiuta DoA5 e la scelta di appiattire alcuni di essi influisce ulteriormente sull’esperienza di gioco. Nonostante ciò se volete qualcosa d’impegnativo direi che DoA5 fa il suo dovere soprattutto se volete sbloccare tutto lo sbloccabile, se poi vi piacciono le ragazze sexy in abiti succinti allora direi che sapete cosa fare.

Certo uno potrebbe anche rimpiangere i picchiaduro più mascolini ma questo è il mercato baby.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PS3


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