Dall’ arte ai videogiochi, passando per Papi e la Lecciso

games art

Chi scrive questo articolo è un appassionato di videogiochi sin dall’età di 4 anni, età in cui ricevetti dai miei genitori un Commodore 64 (quello dalla forma bombata, il primo modello insomma).
Ricordo ancora giochi come “Le Mans”, “Clowns”, “Chuck delle Caverne”, “Buggy”, “Frogger”, e tanti, tanti altri che non sto qui a scrivere! Ricordo che a quei tempi esistevano le cartucce da inserire nel retro del computer, grazie alle quali ti partiva immediatamente il gioco, ed il classico mangianastri in cui venivano messe le “cassette” che spesso contenevano anche 5-6 giochi per lato…Dite la verità, anche voi annotavate il numeretto del contagiri in corrispondenza del quale si trovavano i vari giochi, eh?
Erano sicuramente altri tempi. Oserei dire pionieristici, per l’informatica e per i videogiochi: non dimentichiamo che negli anni ’80 nacque il mitico Amiga!
Beh, a parte questa piccola digressione “romantica”, la domanda che mi pongo e che pongo ai lettori (eventuali) è la seguente: è sbagliato considerare i videogiochi, al giorno d’oggi, una vera e propria forma d’arte? O magari è sacrosanto?

Cosa è diventata ormai l’Arte? A mio parere si tratta di un termine di cui si abusa piuttosto frequentemente, in particolare in Italia: Enrico Papi è un “artista televisivo”, Tricarico è un artista, la Lecciso è un artista…tra un pò anche Totti.
La tv italiana ci spaccia per arte cagate atomiche come Amici di Maria De Filippi, o per “esperimenti sociologici” il Grande Fratello…o peggio ancora esistono programmi in cui l’opinionista è Costantino di “Uomini e Donne”
Ora, a questo punto, io reputo una forma d’arte anche un insieme di linee di codice che una volta inserite in un apposito Hardware, mi permettono di essere oggi Gengis Khan, domani un killer della Mafia, dopodomani Hello Kitty e dopodomani, perchè no, Ridge di Beautiful (Mascellone annesso).
Sarei curioso di sapere cosa ne pensa la gente, in verità, e vi spiego pure perchè.

Giorni fa parlando con un mio amico fanatico conoscitore di videogiochi (da venti anni a questa parte), ci siamo resi conto di come la gente in generale, soprattutto le ragazze, ti considerino uno strafigo se citi la “Corazzata Potemkin” (l’unico che ci ha visto bene è Fantozzi), se parli dell’angolo di apertura dell’obbiettivo della cinepresa di Kubrick nel film “Arancia Meccanica”, se millanti la visione costante di film Uzbecki con sottotitoli in polacco, se critichi tutti i film il cui genere non sia la tragedia o il dramma…insomma, appari come un intellettuale che ha una certa cultura cinematografica, che ha studiato questa particolare forma d’arte, etc etc.
Bene: perchè se due tizi parlano di videogiochi, magari citando Pac Man, Wonderboy, citando i giochi a 16 colori, citando Monkey Island, etc etc, le ragazze nei dintorni si dispongono almeno ad un metro e mezzo, due metri di distanza?
Insomma, perchè chi ha cultura cinematografica è un figo, e chi ha seguito l’evoluzione di un mondo che, specialmente negli anni ’80 è stato caratterizzato da un forte spirito pionieristico, appare come uno sfigato?
Io non riesco a capirlo, voi ci riuscite?

Vi lascio con un’ imperdibile performance dell’ormai riconosciuta “artista” Loredana Lecciso:

Video non più disponile

APR 2008 26


3 Commenti

  1. Avatar di 800A
    VN:F [1.9.17_1161]
    0

    Che i videogiochi siano una forma d’arte credo sia fuori di ogni dubbio. Quoto il discorso che tu fai nella seconda parte, riguardo la scarsa considerazione che si ha nei confronti dei videogames.

    Penso anche che il problema sia principalmente legato alla mentalità italiana. Basta dare un’ occhiata nel web che notiamo la grande considerazione che viene data al mondo videoludico in tantissimi paesi occidentali, in testa gli Stati Uniti.

    Ma non è solo sul web che si nota tutto ciò. In molte TV nazionali, tra le più importanti in molti paesi, vengono proposti programmi dedicati ai videogiochi, a volte anche in prima serata.

    Speriamo che le cose possano ambiare anche nella nostra “Itaglia”…

  2. VA:F [1.9.17_1161]
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    mitico chuck delle caverne… quanti ricordi legati al commodore 64..

    i videogiochi sono senza dubbio una forma d’arte come ogni opera dell’ingegno che richieda della creatività :)

  3. VA:F [1.9.17_1161]
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    che richieda creatività, conoscenza e impegno .. vorrei puntualizzare :)

    fa figo parlare di cose particolari e semisconosciute alla massa (e di massa ce n’e’ molta al giorno d’oggi) di cui si capisce solo l’ambito e qualche nome altisonante.. il videogioco e’ un gioco per bambini..

    o meglio questo — come io che campo di informatica sono visto alla stregua del tecnico della lavatrice o di “quello che fa siti internet” quando trovi quello “competente” — e’ un problema culturale .. il nostro paese e’ quello con il digital divide piu’ alto .. siamo campagnoli catapultati nel 2011 e tra poco 12 addirittura .. ma siappiamo poco e niente dell’anno in cui ci troviamo.
    il nostro paese non da la possibilità ai giovani volenterosi di avere dei finanziamenti per aziende informatiche perche’ sembra che si facciano riti voodoo invece di usare un computer .. e tu pensi alle ragazze … le ragazze, cosi’ come tanti ragazzi, sono solo figli della controcultura che ci permea fino alla punta dei capelli.

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