Convenzione di Ginevra videoludica

La tematica relativa all’estrema violenza nei videogiochi è cosa su cui si è parlato a iosa, citare tutti i titoli incriminati è virtualmente impossibile anche se ci sono esempi decisamente degni di nota come Carmageddon, Postal e il buon vecchio Mortal Kombat.

Le polemiche si sono sprecate, come dicasi le numerose diatribe legali ma alla fine tutto si è risolto con un nulla di fatto, oramai quello stile di gioco è onnipresente e anche quello che può sembrare un innocuo Mario Kart può dare adito a episodi che farebbero impallidire chiunque.

Ora però sembra che ci sia un nuovo “player” in città che vuole dire la sua e con una certa cognizione di causa dovuta a esperienza di lunga data.

Stiamo parlando della “Croce Rossa Internazionale” che sembra essersi accorta di come negli ultimi videogames con Background bellico venga puntualmente violata o ignorata la Convenzione di Ginevra, convenzione che “teoricamente” dovrebbe obbligare a non compiere atti estremi come tortura e uccisioni di massa in periodo di guerra.

Argomento spinoso sotto molti aspetti, vero che il realismo nei videogiochi è una meta agognata da molti, vero anche che spesso quest’ultimi servono come media per veicolare un messaggio ma alla fine è il consumatore finale che, purtroppo, decide con la sua testa.

Temo si possa creare un precedente per poi tarpare le ali ai prodotti futuri, certo la missione del precedente Call of Duty MW ove si doveva fare una strage di civili in uno scalo aereo non aiuta la causa della presunta santità videoludica, ma se si inizia a seguire questa via allora a questo punto perchè non eliminare tutta quella pletora di videogiochi sulla caccia che in America hanno un bacino enorme o quelli invece che propugnano la religione cattolica, se io fossi mussulmano, ebreo, cultore della Dea Kalì potrei rimanerne offeso quindi a quel punto sarebbe un mio diritto protestare ed esigere una soluzione a tal proposito.

Scusate il cinismo ma cercare d’applicare nel mondo videoludico ciò che nella vita reale non si riesce a controllare suona alquanto ipocrita, non serve andare molto lontano dal nostro paese per vedere i chiari esempi della totale inabilità a gestire situazioni che violano il minimo concetto d’umanità.

Credo sia meglio investire su quello invece che sul mercato videoludico che, visti i precedenti illustri, prima segue la corrente e poi alla fine fa quello che vuole.

Fonte in inglese: Kotaku


1 Commento

  1. VA:F [1.9.17_1161]
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    Ma sono videogiochi, plagiano le menti dei nostri bambini, hai visto cosa ha fatto quello in Norvegia perchè giocava a collofdiuti modernuorferdue?

    Eh si, facile prendersela con cose di poco conto che non possono nemmeno difendersi mentre i problemi maggiori stanno sotto gli occhi di tutti, alla prossima rivolta del black bloc nella val di Susa ci sarò anche io in quanto amante dei videogiochi, chi vuol venire con me?

    Concluderei con un’affermazione piuttosto colorita ma ho paura di non farmi approvare il commento perciò vorrei far volgere a questi caproni lo sguardo verso altri tipi di opere di intelletto come film o libri in cui anche in essi non è nuovo il mancato rispetto della convenzione di Ginevra (che poi diciamocela tutta, fare una convenzione per decidere cosa è giusto e cosa non lo è durante una guerra personalmente la trovo una gran puttanata ai limiti del ridicolo, Gheddafi è morto, eppure sui civili usava le bombe a grappolo vietate dalla convenzione di Ginevra, come lo puniamo per questo atto se ora è morto?)

    Saluti

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