Potremmo definire Catherine come “una bella sorpresa”. Il gioco, in arrivo in Italia il 10 febbraio, è indubbiamente una ventata di aria fresca in un settore in cui le novità ormai iniziano a farsi davvero rare a causa del gran numero di software house al lavoro su versioni rimasterizzate o remake dei loro maggiori successi.
Atlus ovviamente non fa eccezione, ma in parallelo alla riesumazione del suo Persona 4, è stata in grado di proporre ai suoi giocatori qualcosa di assolutamente nuovo e originale che non mancherà di sorprendere anche i più scettici.
Trama

Il gioco vi vedrà vestire i panni di Vincent un trentenne ormai prossimo a sposarsi con la sua fidanzata Katherine. Un giorno due eventi sconvolgono la routine quotidiana del protagonista: l’incontro con la conturbante Catherine e una serie di strani sogni che turbano le sue notti. Proprio nello stesso periodo, una misteriosa malattia uccide giovani uomini durante il sonno. Vincent ne è affetto? Sarà lui il prossimo a morire?
Come potete notare, quindi, sin dalla trama è evidente come anche questo gioco sia caratterizzato dall’inconfondibile stile di Atlus, sempre interessata a tematiche psicologiche. Il gioco, infatti, richiama non solo per le atmosfere horror / thriller il già citato Persona 4, ma anche per il gameplay stesso, che alterna momenti di pura azione e adrenalina a momenti in cui dovremo occuparci della vita sociale del protagonista.
Gameplay: Giorno

In Catherine, infatti, accompagneremo Vincent durante tutta la sua giornata. Nel corso delle sessioni diurne, lo aiuteremo a gestire la sua vita sentimentale con la fidanzata Katherine e la sua storia clandestina con Catherine.
In questa fase, saremo chiamati a selezionare le risposte che il protagonista darà durante le conversazioni o aiutarlo a scegliere se e cosa rispondere ai vari SMS che riceverà. Premendo, infatti, il tasto corrispondente all’apertura del menù del suo cellulare, oltre a salvare la partita e verificare i progressi fatti, potremo esaminare la casella “Inbox” e rispondere ad alcuni messaggi selezionando le singole frasi da un set predefinito. Ogni messaggio ci farà diventare più buoni o più cattivi, determinando, così, non solo le reazioni degli altri personaggi ma anche quale sarà, tra gli 8 finali disponibili, quello a cui assisteremo.
Gran parte di questa sessione si svolge all’interno dello “Stray sheep” un pub dove Vincent incontra i suoi amici e dove potrà parlare e ottenere nuove informazioni dagli altri avventori del locale, uno più insolito e strano dell’altro: dal misterioso barman, alla cameriera petulante, alla coppia di anziane gemelle, single incallite e fumatrici. In questa sessione potremo anche giocare ad una specie di arcade il cui gameplay è in tutto e per tutto uguale a quello proposto durante le fasi notturne del gioco, permettendoci, così, di fare pratica.
Gameplay: Notte
Questa specie di allenamento vi tornerà utile per quando vi ritroverete negli incubi del protagonista, dove potrete mettere in pratica quando imparato.
Durante la notte, infatti, Vincent verrà trasportato in una realtà onirica in cui dovrà scalare una serie di torri formate da cubi per arrivare in cima e salvarsi la vita. Nonostante l’idea possa non sembrare entusiasmante, bisogna riconoscere che Atlus è riuscita a svolgere un lavoro decisamente buono. Durante la scalata saremo costretti ad aprirci delle vie spostando in maniera opportuna i vari cubi che compongono la torre, potremo raccogliere denaro e vite addizionali e cercare di essere il più veloce possibile in modo da ottenere, una volta arrivati sulla vetta, un punteggio più alto. Inoltre, spesso la nostra scalata si trasformerà in una disperata lotta contro il tempo: infatti, capiterà di essere inseguiti da “boss”, ovvero le paure di Vincent, che ci incalzeranno durante la nostra fuga e ci lasceranno senza troppo tempo per decidere la prossima mossa.
Infine, per rendere il tutto ancora più travolgente, il protagonista si troverà spesso a dover scalare insieme ad altri “compagni di sventura”. Infatti, anche gli altri malcapitati (che noi vedremo con le sembianze di capre) in questa strana dimensione ci accompagneranno nel corso della nostra folle avventura.
“Mors tua, vita mea” – dicono – e questo può essere letto davvero come il motto di Catherine: quando durante la sua scalata, Vincent incontrerà le altre vittime, alcune nel panico più totale, altre determinate a salvarsi ad ogni costo anche mettendoci in difficoltà. Il nostro protagonista dovrà scegliere se evitarli, oppure ostacolarli e farli precipitare. Durante queste sessioni di gioco, inoltre, tra una torre e l’altra Vincent si troverà all’interno di una Cappella, dove potrà parlare con gli altri uomini-capra, acquistare oggetti, ottenere importanti suggerimenti su come affrontare la scalata ed entrare in un confessionale, che funge da passaggio tra un livello e il successivo.
Qui, dopo ad aver risposto a domande come “Cos’è per te il matrimonio?” – il nostro protagonista verrà trasportato alla torre successiva.
Proprio queste domande costituiscono un’ulteriore prova dello spirito “social” con cui il titolo è stato realizzato da Atlus che ha fatto di Catherine anche in un’esperienza di gioco di gruppo. Tra un livello e l’altro, infatti, vi verrà mostrato – tramite collegamento ad internet – come hanno risposto altri giocatori online; inoltre, dopo averla sbloccata, sarà possibile utilizzare anche una modalità multiplayer che vi vedrà impegnati in una gara a chi raggiunge la cima della torre contro un altro avversario umano.
Extra

Oltre alla modalità storia e a quella multigiocatore, sarà possibile mettersi alla prova anche con un arcade single player, dove potremo scalare nuovamente i dungeon superati in precedenza nel tentativo di migliorare il nostro tempo. Il fascino di Catherine, infatti, consiste anche nel fatto che si tratta di un gioco che non si conclude una volta completata la modalità storia, ma che è godibilissimo in qualsiasi momento grazie al suo gameplay.
Tutte queste possibilità, insieme ai finali disponibili da sbloccare, fa sì che l’esperienza di gioco superi le 20 ore necessarie terminare una prima volta la trama principale, facendo di Catherine un gioco che albergherà per parecchio tempo nelle vostre console.
Indubbiamente, la struttura e la particolarità di Catherine potrebbero scoraggiare dall’acquisto i giocatori abituati a titoli con più azione, eppure Catherine resta un titolo da consigliare, un esperimento che, a nostro parere, è decisamente riuscito e porterà all’interno del panorama attuale dei giochi per console una gradita ventata d’aria fresca.
4 Commenti

6 febbraio 2012 alle 20:15
“alla coppia di anziane gemelle, single incallite e fumatrici”
E chi sono, Patty e Selma dei Simpson? oO
Non vedo l’ora che esca, voglio prendermelo in Collector’s Edition, grazie per la recensione!
7 febbraio 2012 alle 01:01
Ma voi avete provato la versione localizzata in italiano, o quella in inglese (come sembra dalle immagini)? Lo chiedo perché mi interessava conoscere l’opinione del recensore sulla sua qualità.
7 febbraio 2012 alle 11:43
Ciao,
hai ragione: nella recensione ho dimenticato di parlare del doppiaggio. In realtà, non ho voluto ripetermi troppo perché in giornata pubblicheremo un’intervista alla PR che ha curato la promozione di Catherine e in quell’articolo avrai modo di leggere anche di come è stato tradotto il gioco. Non ho avuto modo di confrontarlo con la versione giapponese, ma mi è sembrato fatto bene. I testi molto realistici, l’esempio più lampante che mi viene in mente è la presenza di qualche parolaccia qui e là, oppure il modo in cui sono scritte le frasi degli SMS: non compaiono “Xké” o “K” – per fortuna – ma sono più brevi e decisamente credibili. Magari proseguendo può darsi che salti fuori qualche “strafalcione”, ma per ora non ne ho notati!
7 febbraio 2012 alle 12:08
@Andrea Bernardi Grazie Andrea!
Allora aspetto di leggere l’intervista.