Recensione » Call of Duty: Advanced Warfare

Call of Duty: Advanced Warfare Recensione » Xbox One
7.5/10

Quando si parla di Call of Duty non è mai troppo facile, ci si incammina in una strada fin troppo scomoda da percorrere, fatta di lamentele e apprezzamenti, di accuse ed elogi, in un continuo contrasto fra chi critica duramente la serie e chi invece ne apprezza la sua realizzazione. Dopo Call of Duty: Ghosts le critiche hanno superato i buonismi e reso ancora più aspre le lamentele, e come “un pungo in faccia” ecco che Activision affida il capitolo della possibile svolta a Sledgehammer Games, team di sviluppo che da sempre ha fornito supporto agli oramai “smarriti Infinity Ward” e ai sempre verdi Treyarch. Per cercare di riconquistare la fiducia di chi l’ha persa, Sledgehammer gioca due carte, una chiamata Kevin Spacey l’altra EXO Suit, novità quest’ultima accolta un po’ freddamente dalla community e che ha riportato fin troppo in mente Titanfall, creato (in uno scherzo del destino) da Vince Zampella e Kevin West, padri fondatori di quel Modern Warfare (1,2) che tanto ha fatto amare la saga Activision. Viste le promesse, saranno riusciti i ragazzi di Sledgehammer Games a dare nuova linfa ad un titolo che ha perso fin troppo smalto in questi anni?

Kevin Spacey, sei proprio tu?

La campagna principale di Call of Duty Advanced Warfare è ambientata nel 2054 e ci metterà nei panni del soldato Mitchell, un giovane Marine che a seguito di una esplosione perderà il suo migliore amico Will Irons, impegnati entrambi a sventare un attacco terroristico progettato dal KVA. Tale avvenimento ha avuto non poche ripercussioni ai danni di Mitchell, il quale dopo aver perso parte del braccio, si ritroverà a piangere la morte ingiusta del suo compagno. A questo punto entra in scena John Irons, padre del defunto Will, impersonato dal carismatico Kevin Spacey, pronto a sfruttare la rabbia di Mitchell per arruolarlo nella propria compagnia militare denominata ATLAS, composta da un vastissimo esercito privato, dandogli così una nuova chance per vendicare la morte del suo defunto compagno. La corporazione fondata da Johh Irons, basa la propria forza militare sulle più innovative tecnologie belliche nei campi di battaglia. Il plot narrativo, ruota come al solito alla classica lotta contro l’organizzazione terroristica di turno, dove scene al cardiopalma tipiche della serie garantiscono al giocatore il giusto mix tra missioni stealth e scontri su campo aperto, mantenendosi sugli standard tipici del titolo Activision. Nonostante la presenza di Spacey però, “si nota” un certo distacco tra il personaggio interpretato dall’attore, pur non brillando di certo in originalità, e i vari comprimari. Si ha infatti l’impressione di essere stato sfruttato più per l’immagine che per le sue indiscusse qualità di attore, dandogli poco supporto nell’intera struttura scenografica del titolo; avremmo preferito una certo impegno in questo senso, appoggiando magari Spacey, con un altro attore degno di nota, così come lo è stato per Beyond Two Souls con Ellen Page e Willem Dafoe a dare manforte alla sceneggiatura. Nonostante ciò, non mancano comunque momenti interessanti, grazie anche alla già citata EXO Suit che ci mette in grado di testare “nuove meccaniche”, e ad alcune scelte sceniche comunque riuscite. Di certo la storia di Call of Duty Advanced Warfare non si distacca dall’impianto ludico dei precedenti episodi, avendo preferito in questo senso osare qualcosa di più, visto comunque il potenziale che lo stesso Kevin Spacey era in grado di offrire.

Un esoscheletro come amico

Call of Duty Advanced Warfare

Se di novità bisogna parlare, e dal punto di vista del gameplay che qualcosa si è “mosso”, a partire dalla già nota EXO Suit in grado di fornire un sostanziale vantaggio alle truppe sul campo di battaglia. Quest’ultima infatti ci garantirà una varietà di azioni tali da garantire diversi approcci, sfruttando le diverse abilità messe a nostra disposizione, come maggior una velocità, invisibilità, rallentamento del tempo, oltreché dotarci di super-balzi che ci permetteranno di raggiungere punti strategici sulla mappa. Per quanto riguarda l’arsenale di gioco invece, avremo a disposizione una discreta varietà di armi e nuove tipologie di esplosivi tra cui la Granata Intelligente, che andrà a rimpiazzare la classica granata a frammentazione e quella “tracciante” in grado di rilevare i nemici sul posto, evidenziandoli tramite sagome rosse sullo schermo. Le meccaniche di gioco e il feeling stesso delle armi restituiranno come sempre, una grande immediatezza al giocatore, il quale eseguirà salti, scivolate e spostamenti repentini, mentre si è impegnati nell’imperversare delle battaglie, sparando ad ogni nemico in-game con una fluidità ottima e stabile, senza alcuna esitazione.

Esoscheletri e scontri frenetici

Il multiplayer di Call of Duty: Advanced Warfare risulta come al solito frenetico e molto fluido, con i 60 frame al secondo, granitici, pronti a dare supporto durante le sessioni online di gioco. Nelle varie mappe piccole o (medio)grandi che siano, realizzate per sfruttare appieno le abilità della EXO Suit, quest’ultime vengono esaltate al massimo, tra salti e schivate improvvise, l’esperienza in-game risulta molto più rapida e spettacolare, dove la prontezza di riflessi viene ancor più risaltata e messa a dura prova, facendo la differenza tra i vari scontri a fuoco e dove un sapiente uso delle abilità “in volo” dell’Esoscheletro potranno salvarvi in più di una occasione. Se sui campi da gioco, velocità e dinamicità la fanno da padrone, anche al di fuori, la componente multiplayer dà il giusto peso ai vari aspetti di gioco e della personalizzazione; tante le modalità presenti, tutte volte ad offrire varietà ai diversi gusti del giocatore e dove ogni personaggio, potrà essere personalizzato di tutto punto, dai caschi, alle maglie, agli stivali, fino alla personalizzazione della propria EXO Suit; da questo punto di vista non mancherà assolutamente nulla. Inoltre, un’importante novità, è data dall’introduzione dalle casse dei rifornimenti che di tanto in tanto vengono “sganciate” al giocatore, contenenti al loro interno tutta una serie di equipaggiamenti, tra armi e vestiti, di qualità e rarità differente, che andranno ad aumentare ulteriormente l’offerta dell’arsenale di gioco oltre a modificare l’aspetto visivo del vostro personaggio. Parlando esclusivamente delle armi di base, che non brillano di certo in quantità, queste casse daranno al giocatore numerose varianti di quest’ultime, ognuna delle quali avrà delle peculiarità differenti, come un maggiore rateo di fuoco o una migliore stabilità e così via. Degna di nota è anche la personalizzazione delle ricompense uccisioni, dove ogni singolo armamento, utilizzato come supporto (UAV) o come attacco (Elicottero d’assalto) potrà essere completamente personalizzabili andando a rispecchiare il vostro stile di gioco. Quindi il multiplayer tiene fede ai canoni della serie, inserendo novità più o meno sostanziali in grado comunque di far divertire il giocatore.

Detto ciò bisogna comunque evidenziare che l’esperienza nel multiplayer rispecchierà molto la situazione server, dove non mancheranno situazioni un po’ spiacevoli dovuti alla presenza di un LAG latente che inficerà negativamente sull’esito degli scontri, a causa dell’assenza di veri e propri server dedicati, andando a preferire ancora una volta l’uso ibrido tra server ed host.

Sopravviviamo anche senza

Se bisogna trovare un punto dolente della produzione Sledgehammer Games di certo è individuabile nella modalità cooperativa EXO Survival, la quale si presenta molto basilare e con spunti praticamente di poca rilevanza, andando a riciclare le classiche meccaniche “ad ondate”, con nemici sempre più resistenti ed aggressivi, con alcune variazioni sul tema caratterizzate da obiettivi praticamente di poco “interesse”, come la raccolta delle piastrine, il disinnescare degli esplosivi e altri ancora che rasentano di certo il banale. Quindi 4 giocatori si ritroveranno a resistere alle ondate nemiche in maniera piuttosto piatta, e la sola introduzione di questi (mini) obiettivi non riesce a far apprezzare appieno tale modalità cooperativa, lontana anni luce dalla modalità Zombies di Treyarch.

Vedo un passo avanti

Se un passo in avanti rispetto ai precedenti capitoli si può ravvisare, quello è sicuramente nell’aspetto grafico del gioco. Di sicuro ci troviamo di fronte al Call of Duty più bello di sempre, anche se in ambito generale graficamente non fa gridare al miracolo al confronto con altre produzioni; di sicuro si lascerà molto apprezzare, grazie ad una cura tecnica di buon livello. Texture in alta definizione (non tutte) effetti luce e particellari gradevoli, un frame rate praticamente stabile e un’ottima pulizia grafica su schermo, rendono Call of Duty Advanced Warfare, bello da vedere. Kevin Spacey spicca per la grande cura a lui riservata, che entra quasi in contrasto con gli altri comprimari, vittime di un livello qualitativo inferiore, anche se non sgradevole sia chiaro. Un plauso particolare va fatto alle scene d’intermezzo, le quali sono praticamente ottime, dando l’impressione di guardare persone reali muoversi con naturalezza su schermo. Dal lato grafico quindi il gioco è un netto passo avanti, riuscendo finalmente a donare alla serie una grafica al passo coi tempi. Altro aspetto positivo è quello audio, oltre alle musiche coinvolgenti composte da Harry Gregson-Williams, autore delle fantastiche musiche di Metal Gear Solid, gli effetti audio sono praticamente ottimi, sentirete ogni suono, anche l’impatto dei proiettili sulle superfici, viene riprodotto con assoluto realismo. I nostri passi, l’EXO che entra in funzione, gli spari, e le varie esplosioni sono una gioia per le nostre orecchie, che di sicuro pongono il titolo tra i migliori per quanto riguarda il comparto audio di un gioco bellico. Buono anche il nostro doppiaggio in italiano grazie anche alla voce di Roberto Pedici, che riesce alla perfezione a donare quel tono spietatamente freddo ad un nuovo come John Irons.

Commento finale

Alla domanda postaci inizialmente, se Sledgehammer Games è stata in grado di dare nuova linfa ad un titolo che ha perso fin troppo smalto in questi anni, dobbiamo un po’ trattenerci. Di sicuro c’è la volontà nel voler svecchiare una formula di base che negli anni ha visto un po’ arrancare in originalità, ma la sola EXO Suit non è in grado di reggere questo compito non facile; Call of Duty Advanced Warfare è di sicuro un Call of Duty che si pone tra i più convincenti, ma che non riesce nell’intento di rivoluzionare un brand che, seppur ben collaudato, porta ancora con sé troppe similitudini con i precedenti capitoli, quasi a mostrare una reazione al cambiamento ma che si nasconde dietro un qualcosa di già visto. Speriamo a questo punto che nei prossimi capitoli ci sia quel vero coraggio di cambiare, e che i super-salti e la figura di Kevin Spacey di certo non possono illudere un cambiamento in realtà non avvenuto.

In collaborazione con Spyno 91

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox One


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