California VS ESA: la battaglia per i videogiochi violenti

E’ passato un po’ di tempo da quando lo stato della California perse contro l’ESA quando le autorità portarono avanti una proposta di legge che vietava la vendita di videogiochi violenti ai minori. L’Entertainment Software Association si batté con tutte le sue forze per fare in modo che la legge non venisse approvata, passando direttamente alle vie legali. dopo aver vinto, l’associazione decise di far pagare alle autorità tutto ciò che era stato speso per combattere in aula la proposta.
Oggi succede che lo Stato californiano deve risarcire l’ESA di ben 1,2 milioni di dollari circa rappresentando praticamente la totale sconfitta dello stato contro i videogiochi. L’ESA non è nuova a certi avvenimenti: anche gli stati della Louisiana e del Michigan dopo il loro attacco al capro espiatorio preferito da tutti, GTA, sono stati obbligati a praticamente rimborsare le spese legali dell’associazione.
Ma la storia dell’ESA che appoggiava SOPA? E’ bene non dimenticarla.
6 Commenti
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28 gennaio 2012 alle 18:21
Se esite una roba come una limitazione PEGI ci sarà un motivo, no?
Se uno vuole una cosa violenta perché non dovrebbe poterla avere? E’ giusto che ci sia la limitazione, ma quella spetta ai genitori.
GC
28 gennaio 2012 alle 21:33
@Gaetano Cavallaro Spiacente di andare contro il tuo parere, ma sinceramente, oggigorno a quale genitore gliene fotte qualcosa della violenza nei videogiochi che da a proprio figlio? Basta tenerli buoni alla tv, poi gliene frega assai se giocano a Mortal Kombat oppure Viva Pinata.
Ah e ovviamente se i propri figli commettono qualche cazzata a chi danno la colpa? Ma ai videogiochi, of course!
Mi spiace doverlo ammettere, ma sono favorevole a questa limitazione, almeno per limitare il fenomeno dilagante dei coglioni che dipingono i videogiochi come il male e noi videogiocatori come i futuri anticristo.
29 gennaio 2012 alle 13:23
@Silver D Ma a sto punto vogliono tolgliere i videogiochi violenti?
Bene!!!
Togliete anche i film violenti allora!!!
29 gennaio 2012 alle 21:23
@Jonny Racing E anche i libri che trattano di argomenti crudi allora, di sicuro un videogioco ha come aggravante il fatto interattività il quale è assente in opere di intelletto quali libri e film e ciò porterebbe la gente a pensare “eh, ma se si permettono di ocmportarti male per finta un giorno lo emuleranno per davvero!” e così zac, taglio drastico ai videogiochi. Senza contare poi tutti i caproni disinformati che aspettano che l’Anders Breivik della situazione faccia la cazzata del momento per indurre nuove crociate mediatiche contro i videogiochi.
Non sto a difendere la proposta di legge americana ma nemmeno accusarla, dico solo che bisognerebbe stabilire un rating che vada a fasce d’età per qualunque opera di intelletto, siano esse videogiochi come film oppure libri. Ma ciò sarebbe un’utopia purtroppo, e anche mal gestita
30 gennaio 2012 alle 13:53
@Silver D Il rating gia c’e, però come dici tu se chi compra i giochi ai propri figli non lo rispetta che cavolo si va a lamentare poi….gira tutto li
30 gennaio 2012 alle 14:21
Io penso che la scusa che molti genitori usano dicendo “è colpa dei videogame!” sia usata proprio perchè sono loro stessi a non insegnare un benemerito c***o ai loro figli e allora la scusa dei videogiochi serve a scrollarsi di dosso tali colpe! Ma svegliatevi! Il comportamento lo insegnano i genitori e la famiglia non i videogiochi o i film o altro!