Big Data ed Hacking: l’attualità all’interno di Watch Dogs

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Ognuno di noi, che viviamo in mondo estremamente interconnesso, lasciamo in rete delle tracce. Tracce su ciò che facciamo, quali siti visitiamo, che cosa ci piace, che cosa odiamo, se siamo particolarmente felici o tristi; dove andiamo chi chiamiamo con il cellulare, cosa scarichiamo dalla rete, le nostre foto, i nostri file audio e molto, molto altro: siamo tracciati e neanche lo sappiamo.

In questo mondo iper-connesso, essere in grado di scomparire e di non risultare da nessuna parte è praticamente impossibile: ognuno di noi, infatti, lascia dietro di sé tracce del suo passaggio per circa 2,3 Gb di dati all’anno. E’ come se fossimo tutti dei pollicini digitali che seminano, ogni volta che accendono un PC, una console o uno smartphone, piccoli semini di sé: e c’è qualcuno che questi semini li raccoglie. Tutti questi dati sono chiamati Big Data e stanno attirando l’attenzione di multinazionali che mettono insieme questi dati e che ci catalogano per ogni azione che compiamo, per ogni espressione di noi stessi che è rintracciabile in rete.

I Big Data, dunque, servono a queste grandi società per influenzare i nostri acquisti, per indirizzare la nostra stessa visione del mondo. Per avere un’idea ancora più dettagliata di ciò che significa raccogliere Big Data, pensate che ogni minuto, nel mondo, vengono inviate 200 milioni di mail, vengono fatte 2 milioni di richieste su Google, vengono messi 1.875.000 Like su Facebook. Recentemente, per capire che interesse circoli dietro questi dati, è stato rivelato lo scandalo di WikiLeaks che ha fatto sapere al mondo intero che qualcuno ci spia, e non solo per telefono. Le università di mezzo mondo, ed anche in Italia grazie a professori come Dino Pedreschi, docente presso il dipartimento d’Informatica dell’Università di Pisa, pioniere nell’ambito delle ricerche relative al Big Data, studiano questi dati per migliorare il nostro modo di vivere. Per fare degli esempi, è stato studiato il flusso degli spostamenti delle persone in diverse città italiane (grazie alle tracce delle auto lasciate con i GPS) e da qui si possono capire quali strade siano più trafficate e come programmare l’inserimento di altre strade per migliorare la circolazione. Addirittura, negli USA, è stata identificata la città più felice degli States grazie agli stati postati su Facebook e Twitter. Tutto ciò che è digitale può essere raccolto, senza violazione alcuna della privacy, ed elaborato per riorganizzare i nostri modi di vivere.

Se a prima vista questa potenzialità dei Big Data possa spaventare, in realtà è la consapevolezza di questo che dovrebbe metterci nelle condizioni di sfruttare al meglio noi per primi le briciole che lasciamo in rete per entrare, tutti insieme, in un sistema che, se utilizzato con criterio e determinazione da parte di tutti, può davvero darci risultati sorprendenti che possono strutturare in maniera diversa – in maniera migliore – la nostra vita, il nostro modo di vivere.

Così, da questo discorso un po’ filosofico ed un po’ – molto – reale, ecco che il tema delle informazioni raccolte dal CTO’s presente in Watch Dogs è proprio basato sulla lettura ed interpretazione dei Big Data. All’interno del capolavoro Ubisoft, ogni persona ed ogni oggetto dotato di elettricità è utilizzato, catalogato ed inserito all’interno del sistema del CTO’s. Così, di ogni persona presente in Watch Dogs potremo sapere il suo nome e cognome, che cosa fa nella vita, cosa gli piace e – visto che è un videogame – anche il suo numero di conto corrente per potergli “sgobbare” un po’ di denaro grazie ai bancomat. Ecco, dunque, che temi attuali e reali come i Big Data entrano nel virtuale e mettono in evidenza come, anche in questo caso, la finzione si mescoli con la realtà. Vi lascio con un esempio su tutti. Qualcuno di voi ricorderà questo sito: si vide per la prima volta nel Giugno del 2013 ma nessuno capì, all’inizio, che i dati visualizzati su quel sito sono tutti dati reali. In esame sono prese tre grandi città: Londra, Parigi e Berlino: tutte le informazioni reperibili sono reali, sono Big Data aperti di quella città elaborati e riprodotti graficamente.

Ma se i dati visibili in Watch Dogs non sono poi così fantasiosi come immaginavamo, allora anche l’hacking che Aiden Pearce, protagonista di Watch Dogs compie possono essere reali?


1 Commento

  1. Avatar di Stefano
    VN:F [1.9.17_1161]
    +1

    Dai Che Domani Esce :))

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