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Assassin’s Creed Unity Recensione » PS4
7.0/10

Uno dei titoli più controversi della storia recente dei videogame, Assassin’s Creed: Unity ha attirato su di sé tante critiche quanti elogi da parte dei giocatori e degli addetti al settore; se da una parte infatti il titolo Ubisoft è stato apprezzato per le novità aggiunte al gameplay a suo tempo, quest’ultime risultano essere proprio le più criticate dopo i numerosi capitoli, accusati delle poche e sostanziali novità apportate al brand. Con questo quinto capitolo ufficiale della serie Assassin’s Creed, Ubisoft Montreal vuole in parte sovvertire queste critiche, cercando di “rimettere” in carreggiata il titolo, puntando tutto sul potenziale next-gen di PS4 e Xbox One; sarà riuscita in questa ardua impresa?

Squadra che vince non si cambia (magari solo un po’)

Partiamo subito dai punti fermi: ACU è una produzione di tutto rispetto, e porta avanti a testa alta i fondamenti della serie (storyline articolata, libertà di movimento, azione stealth e combattimento), aggiungendovi una serie di novità, in alcuni casi piuttosto “estreme”, ma sicuramente ben miscelate tra loro. Sotto alcuni aspetti,Unity rappresenta un “nuovo inizio” per la serie di Assassin’s Creed: tutte le meccaniche di parkour, furtività e combattimento sono state rivisitate e portate ad un livello di controllo notevole sul personaggio. Scorrazzare per le vie di una Parigi in piena Rivoluzione Francese non è mai stato così semplice, che si stiano schivando ostacoli per strada, saltellando dal tetto di un edificio all’altro o calandosi in vicoli di dubbia fama. Quest’ultima opzione rappresenta una vera e propria novità rispetto agli altri titoli della serie; è infatti possibile scendere con agilità dai palazzi tanto quanto lo è stato salirvici. I designer della Ubisoft si sono prodigati infatti nel distribuire ovunque rampini, travi, corde, carrucole e quant’altro, per permettere ad Arno (il protagonista di questa ennesima incarnazione di Assassin’s Creed) di salire e scendere agilmente anche dalle altezze più vertiginose. Il sistema di parkour è abbastanza solido, anche se non esente da difetti ed imprecisioni: se infatti la maggior parte delle volte esegue il suo compito egregiamente, in alcuni momenti ci si puo’ trovare bloccati (o meglio, incastrati), senza possibilità di scendere o salire, ed alle volte è fin troppo facile cadere dai palazzi e finire stecchiti per strada. In generale, comunque, il nuovo sistema di parkour è piuttosto fluido e lascia l’impressione di un’azione continua, senza interruzioni.

Uccidere, sì…ma nel modo giusto

Assassin's Creed: Unity

Ogni assassino che si rispetti è maestro nella furtività, e non si può dire che gli sviluppatori di Unity non abbiano investito del tempo per migliorare anche questo aspetto del gioco. In Unity è possibile sfruttare al meglio l’ambiente che ci circonda per nascondersi, fuggire agli inseguitori o effettuare omicidi silenziosi. Se infatti si può optare sempre per risse e duelli plateali e spettacolari con i nemici, il gioco dà il suo meglio nella modalità stealth, che permette ad Arno di nascondersi dietro gli oggetti di contorno in scena, tra le ombre o negli onnipresenti carretti pieni di fieno (a dir la verità, piazzati in alcuni casi in contesti improbabili).

Faacil de aprender, difiicil de dominar

Con queste esotiche parole francesi la Ubisoft stessa definisce il nuovo sistema di combattimento creato appositamente per Unity, e non ha tutti i torti. Se da un lato le meccaniche action di combattimento sono piuttosto standardizzate ed intuitive, per “dominarle” ed utilizzarle al meglio negli scontri sarà necessario prenderci un po’ la mano, oltre ad avere una discreta rapidità pensiero-azione. E’ necessario adattarsi allo stile di combattimento e alla strategia dell’avversario, e questo emerge in modo particolare negli scontri con avversari multipli. E’ vero che un po’ di sana ed ignorante violenza stenderà i vostri nemici, ma così si rischia di perdere la spettacolarità degli scontri, che invece è uno degli aspetti di Unity che meritano di più. L’introduzione di un sistema dal vago retrogusto di RPG aggiunge profondità al tutto; è infatti possibile customizzare l’aspetto estetico del vostro eroe-assassino, cambiandogli il vestiario manco fosse “Gira la Moda”, ma fornendogli anche nuovi skill e abilità di diverso tipo oltre ad un armamentario che comprende lame di vario genere (coltelli, spade, asce e chi più ne ha, più ne metta) insieme a pistole e fucili.

Una chicca interessante (ma non sfruttata abbastanza) è la possibilità di affrontare alcune missioni in co-op, invitando gli amici ad unirsi alla Confraternita e giocando così in 2 o in 4. Tali missioni si dipanano parallelamente alla trama (che è e rimane imperniata attorno al solo single-player), e sono state strutturate appositamente per fruire al meglio del co-op. Ciascun elemento della Confraternita puo’ scegliere quale abilità affinare tra quelle che migliorano gli skill di sopravvivenza, uccisione o fuga dalle mischie. La particolarità della modalità co-op è rappresentata dalla randomicità dei nemici, da percorsi alternativi per risolvere le missioni e da opzioni tattiche diverse, che alzano di molto il livello di rigiocabilità.

Una gioia per gli occhi



Dal punto di vista grafico, Unity rientra pienamente nell’abusato concetto di “next-gen”, e lo fa grazie a due aspetti che contribuiscono quasi da soli a creare un’atmosfera unica nel suo genere: l’illuminazione degli ambienti e la gestione delle folle. Il dettaglio grafico è qui ai massimi livelli ed in alcuni momenti si merita l’aggettivo “maniacale”: gli artisti e i designer di Ubisoft si sono superati ricreando una splendida Parigi dalle atmosfere indimenticabili, con l’ausilio di texture di qualità superlativa e modelli ben dettagliati e caratterizzati; ma tutto questo non basterebbe se non fosse coadiuvato da un’illuminazione degli ambienti talmente ben fatta da rendere l’impatto visivo simile ad una serie di dipinti settecenteschi. Il ciclo giorno/notte, la rappresentazione del tempo atmosferico e gli effetti visivi e particellari completano il quadro, catapultandovi direttamente nel pieno della Rivoluzione Francese tanto che vi sembrerà di sentire l’odore della polvere da sparo e il rimbombo delle cannonate. Altre migliorie grafiche, che però svolgono un ruolo importantissimo anche per quanto riguarda il gameplay, sono rappresentate dalla possibilità di utilizzare la Vista dell’Aquila per guardare gli ambienti “ai raggi X”, scovando così nemici, personaggi importanti ed oggetti interattivi vari, anche attraverso muri e pavimenti.

Avanti, popolo!

Ma che rivoluzione sarebbe, senza il protagonista assoluto delle sommosse, ovvero il popolo? E il popolo è infatti l’altro protagonista di Unity. Le strade di Parigi brulicano di NPC e la fanno sembrare più viva e credibile che mai. Questa caratteristica lo fa salire nell’olimpo dei giochi più “affollati” di sempre, insieme a Dead Rising 3 e Hitman: Absolution, entrambi titoli in cui i personaggi a schermo erano in numero davvero impressionante. La folla qui non ha però un ruolo puramente estetico e di contorno, ma è anzi fondamentale in alcune missioni, in particolare per nascondersi o per dileguarsi in fase di fuga.

Lezioni di Storia

Assassin's Creed: Unity

Un altro aspetto fondamentale della saga di Assassin’s Creed è stata sempre l’integrazione della sua trama di base con eventi storici reali, e Unity non è da meno in questo. Tuttavia, il gioco rappresenta una decisa svolta rispetto agli altri titoli della serie. Chi si aspettava di conoscere altri risvolti e particolari riguardo Abstergo, rimarrà deluso. La trama ripercorre le gesta di Arno Dorian, un nuovo iniziato della Confraternita, dalla sua tenera età fino all’età adulta. Il protagonista è sicuramente uno dei più carismatici della serie, e ricorda spesso l’Ezio Auditore di Assassin’s Creed 2 che tanto è piaciuto al popolo dei videogiocatori di tutto il mondo.

Le vicende qui hanno però tonalità più fosche, e la storia vira spesso genere, passando attraverso i clichè delle storie d’amore, di vendetta e di mistero. L’unica pecca, se vogliamo, è che la trama in sé non è integrata come avrebbe potuto essere con le vicende storiche, che pure sono supportate egregiamente da ambientazioni iper-realistiche, ricostruzioni con una fedeltà che rasenta il rapporto di 1:1, e presenza di personaggi famosi che hanno calcato il palcoscenico della Storia.

Il Verdetto

Se si dovesse scegliere una metafora per descrivere Assassin’s Creed: Unity, lo si potrebbe paragonare ad una bella torta, bellissima da vedere, ma cruda all’interno. Il gioco, infatti, dà spesso la sensazione di essere stato rilasciato con troppa fretta, e questo è un vero peccato perchè le premesse per un capolavoro c’erano davvero tutte. La grafica, le ambientazioni, la trama e le novità inserite nel sistema di controllo fanno la loro parte, ma un capolavoro, per essere definito tale, deve anche essere impeccabile. Unity, impeccabile, non lo è. La Ubisoft è corsa ai ripari rilasciando già due patch, una al Day One (il che la dice lunga…) e un’altra uscita la scorsa settimana. Se inizialmente il gioco, a detta di molti, era “ingiocabile”, possiamo affermare con certezza che dei passi avanti sono stati fatti, risolvendo alcuni fastidiosissimi bug e, soprattutto, il vero incubo di Unity: i cali di framerate. Ci sono infatti delle zone ben precise del gioco in cui il framerate va ben al di sotto dei limiti accettabili (ad esempio, a Notre Dame). Molti giocatori erano convinti che questo fosse dovuto in particolare alla presenza di numerosissimi personaggi sullo schermo, ma la Ubisoft ha smentito tale affermazione e, in effetti, non sembrano essere loro il problema. In un mondo in cui le console sono perennemente collegate a internet e le patch sono all’ordine del giorno, è lecito aspettarsi ulteriori miglioramenti per il gioco. Ubisoft, a te la mossa!

Questa recensione è basata su una copia promozionale per PS4


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