Recensione » Aliens Colonial Marines

Aliens Colonial Marines Recensione » Xbox 360
5.0/10

Quando un gioco o una serie di videogames deve fare i conti con predecessori ed una serie di film di successo, il confronto non è mai semplice e le conclusioni non devono essere affrettate. Questo, fra i tanti, è anche il caso di Aliens: Colonial Marines la cui storia è stata travagliata e costellata di annunci, rinvii, silenzi e nuovi annunci.

Arriva così, un po’ in sordina, il nuovo titolo Gearbox che seppur votato a far parlare di sé, forse verrà messo presto nel dimenticatoio.

Un tuffo nel passato: grafica e musica

Aliens Colonial Marines

Fin dalle prime battute Aliens: Colonial Marines lascia perplessi: per carità la trama è sostanziosa e ben strutturata, ma il motore del gioco soffre del lungo tempo passato sui banchi da lavoro. Ne esce, in definitiva, un gioco che sembra “vecchio”, nel senso che, a differenza degli attuali titoli in commercio, si posiziona (graficamente e non solo) al di sotto degli standard attuali del mercato videoludico. Il titolo Gearbox è stato sviluppato con Unreal Engine 3, molto usato e per certi versi superato oramai. Ne scaturisce, così, un gioco graficamente azzeccato (per ambientazione ed atmosfera) ma sostanzialmente scarno e piatto: peccato! Gli unici effetti degni di nota sono le esplosioni che, di tanto in tanto, creano qualche abbassamento dell’fps (versione PC). La mancanza, poi, di texture in alta definizione fa scivolare vertiginosamente in basso l’asticella dell’interesse verso il gioco rispetto ad altri videogames presenti sugli scaffali dei negozi in questo periodo.

Diverso il giudizio sul comparto audio che si è avvalso di maestri musicisti e musicanti che hanno ispirato la colonna sonora del gioco: lodevole!

Gameplay e multiplayer

L’impostazione di fondo è tipicamente FPS, che poi è il modo migliore per la gestione di giochi come questo, ma in Aliens: Colonial Marines si vede subito che manca qualcosa. Purtroppo il titolo, infatti, non lascia spazio al pensiero e non da alternative ad un approccio diretto nei confronti del nemico: per carità, non ci aspettavamo chissà cosa, ma un minimo di modalità stealth, soprattutto in co-operativa, non sarebbe stato male.

Anche l’intelligenza artificiale lascia un po’ a desiderare. Gli alieni, seppur di diverse dimensioni e ben calibrati nella difficoltà di uccisione, troppo spesso sono attratti da noi in modo costante e sempre in linea diretta. Non ci affrontano mai, per così dire, con l’intelligenza superiore che nei film li ha sempre contraddistinti. I movimenti che il nostro personaggio può compiere sono i classici scatto, chinarsi e così via. L’unica particolarità è offerta da un rilevatore di alieni che, però, ben presto verrà abbandonato in quanto poco preciso nel rilevare le distanze fra voi e gli alieni.

I livelli di difficoltà sembrano essere calibrati un po’ maluccio a causa di difficoltà molto elevata anche soltanto a livello normale: in questo caso, senza strafare, è praticamente impossibile non rimanere senza munizioni mentre l’energia si rigenera un po’ troppo poco rapidamente. Inoltre, nel nostro girovagare, non sarà difficile incontrare uomini della Weyland-Yutani che, anche a livello normale, hanno una mira davvero invidiabile: troppo! Nel complesso, comunque, la modalità singola riesce a divertire lasciando, qua e là, qualche perplessità.

Le cose cambiano quando ci si addentra nella modalità multiplayer. In questo caso, il divertimento è garantito dal poter essere noi stessi degli xenomorfi. Il che, per dirla tutta, rende senza dubbio entuasiasmante il gioco ed alza il livello globale del titolo.

Conclusioni

Gearbox non ha azzardato, o meglio: ha azzardato nel rendere il titolo un qualcosa che va oltre la purezza dei titoli cinematografici e, quindi, il confronto è inevitabile ed inesorabilmente a sfavore del videogame. Pochi i punti pregevoli del titolo sul quale pesa, a mio avviso e come già detto, il troppo tempo passato in laboratorio fra programmazione, abbandono e ripresa alla programmazione: queste cose non giovano mai.

Questa recensione è basata su una copia promozionale per Xbox 360


4 Commenti

  1. Avatar di OcropoiD
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    +1

    Da quando la difficoltá è un difetto?? :)

    • Avatar di 800A
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      @ocropoid in questo caso si parla di difficoltà dovuta a concetti sbagliati nell’architettura del gioco e non come qualcosa di voluto e ben pianificato.

  2. Avatar di mirko
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    purtroppo amici è sempre così….quando si parla di un titolo dedicato ad una serie cinematografica da urlo si finisce sempre di aver per le mani un titolo mediocre con grandi pretese ma con zero qualità all’atto pratico.il tutto incorniciato da una campagna puramente pubblicitaria-deficitaria come scopo il dio LUCRO :) un titolo che verrà dimenticato prima che torni di nuovo il ben amato SOLE.saluti

  3. Avatar di gargamella
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    da grande fan della saga di alien sono rimasto deluso

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